News > 1257-1274: San Bonaventura Ministro generale

08/01/2018 10:56
Il mandato più lungo della storia francescana


Bonaventura da Bagnoregio fu eletto il 2 febbraio 1257 durante il Capitolo generale svoltosi a Roma. I frati furono guidati nella loro scelta dall’indicazione esplicita data dal generale uscente Giovanni da Parma. Il fatto curioso fu che Bonaventura era assente al Capitolo, stava a Parigi nella sede dello studio dell’Ordine, e lì ricevette, verso fine marzo-inizio di aprile, la notizia e i documenti che confermarono l’elezione. Subito scrisse la prima lettera circolare indirizzata all’Ordine (23 aprile 1257), nella quale presentava la sua posizione, come ministro generale, ed elencava i mali che nuocevano internamente alla vita fraterna e contribuivano a dare una cattiva immagine esterna dell’Ordine. Questo primo atto indica già la serietà e responsabilità del Dottore Serafico, con le quali iniziò il più lungo generalato nella storia francescana, che durò dal 1257 al 1274, e cioè diciassette anni.

Dovette subito misurarsi anche con il problema delle idee gioachimite in seno dell’Ordine. Con i processi fece capire ai frati e alla gerarchia della Chiesa la decisa volontà di estirpare qualsiasi ombra di errore e di assicurare la purezza dottrinale dell’Ordine.

Nei primi anni dovette viaggiare spesso in Italia, e successivamente in altri Paesi, poiché durante tutto il suo ufficio lasciò la sede del ministro a Parigi, dove fu principalmente legato all’insegnamento presso l’Università parigina, allo studio e all’attività scrittoria.

Nel 1260 durante il Capitolo generale a Narbona furono approvate le prime Costituzioni dell’Ordine che preparò lo stesso Bonaventura. Questa legge particolare fu effetto della sistemazione, aggiornamento e ampliamento delle norme preesistenti, che però non ebbero una forma codificata. Insieme con la Regola di san Francesco, esse offrirono ai frati un codice che regolava la vita spirituale e le attività esterne. Nei 255 numeri delle Costituzioni, Bonaventura diede la base anche per realizzare meglio l’ideale di vita minoritica, notevolmente mutata ed evoluta dai tempi della primitiva comunità francescana.

Tre anni dopo, durante il Capitolo generale di Pisa (1263), Bonaventura presentò le due agiografie su san Francesco – Legenda maior e Legenda minor – nate dietro un preciso desiderio del Capitolo di Narbona che affidava al generale il compito di compilarne una nuova, da tutte quelle già esistenti fino ad allora. Bonaventura lavorando, secondo la tradizione nel convento di Mantes a cavallo tra il 1262 e il 1263, scrisse due versioni della vita del Fondatore, una più ampia destinata all’Ordine, e una più breve per le esigenze del breviario medievale, divisa in lezioni per la lettura durante la novena e l’ottava della solennità di san Francesco. Pur scritte dallo stesso autore, possiedono alcune differenze nel contenuto e curiosamente grazie alla versione più corta (Legenda minor), però più diffusa, il Santo d’Assisi poté essere maggiormente conosciuto.

Negli anni Sessanta dovette risolvere la controversia e le tensioni legate al servizio pastorale e spirituale svolto dai frati presso i monasteri delle sorelle del Secondo Ordine. Bonaventura volle che tale servizio fosse un dono e un’espressione della bontà da parte dei frati, e non un obbligo o un diritto da parte delle sorelle. Le tensioni, alle quali prese parte perfino papa Urbano IV, furono poi risolte nel 1263, secondo la visione del generale.

Nel 1265 Bonaventura fu, per la prima volta, nominato vescovo dal papa Clemente IV, che gli diede il titolo di arcivescovo di York. Il Dottore Serafico a novembre fece un viaggio da Parigi a Perugia e riuscì a persuadere il pontefice, perché annullasse la sua nomina.

Dopo il successivo Capitolo generale, celebrato a Parigi nel 1266, Bonaventura scrisse la seconda lettera circolare indirizzata ai ministri provinciali dell’Ordine nella quale nuovamente metteva a nudo i vizi dei frati e con termini molto forti indicava le vie della correzione.

Bonaventura convocò altri due Capitoli generali, nel 1269 ad Assisi e nel 1272 a Lione. Fu anche parte attiva durante il più lungo conclave nella storia della Chiesa (33 mesi), che elesse alla fine Tedaldo Visconti – papa Gregorio X il 1 settembre 1271. Con il nuovo pontefice lo legava un’amicizia dai tempi parigini (1248-1252), e Bonaventura si adoperò molto perché il suo amico venisse eletto. Gregorio X lo creò cardinale e nominò vescovo di Albano nel 1273. Lo volle accanto a sé nella preparazione e durante il II Concilio di Lione nel 1274. Proprio a Lione, nello stesso anno, si riunì il Capitolo generale per eleggere Girolamo Masci da Ascoli, futuro papa Nicolò IV (1288-1292). Bonaventura morì mentre era ancora in corso il Concilio, il 15 luglio 1274 e fu sepolto nella chiesa francescana della città.

Il periodo del suo generalato fu contraddistinto da numerose visite nelle Province religiose dell’Ordine (Germania, Inghilterra, Spagna, Francia, Paesi Bassi, Italia), nonché dalla sua attività di maestro di teologia, richiesto e illustre predicatore, scrittore delle opere teologiche, spirituali, mistiche, e dei sermoni.

di Emil Kumka OFMConv, docente di Francescanesimo
per “San Bonaventura informa“ (Novembre 2017)







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