News > Accogliere Dio che è tutto, e in Dio i fratelli

04/10/2016 20:03
Celebrazioni del 4 ottobre alla Porziuncola


Oggi abbiamo celebrato san Francesco d’Assisi, fondatore dell’Ordine dei Frati Minori, Patrono d’Italia e Patrono principale della nostra Provincia – dei Frati Minori dell’Umbria – che da lui prende il nome. Festa grande, dunque, per tutti gli “amici” di Francesco d’Assisi, ma ancor più qui nella cittadina serafica, ha sottolineato p. Marco Tasca, Ministro generale dei Frati Minori Conventuali, che ha presieduto alle ore 7.00 la prima solenne celebrazione eucaristica della giornata nella Basilica papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola.

L’omelia di p. Marco è iniziata con l’osservazione che da Assisi, circa otto secoli fa, questo piccolo uomo segnò la storia, e non solo quella della Chiesa. Eppure le Fonti ci raccontano un Francesco molto simile a tutti noi, con pregi e difetti. A quel giovane capitò una cosa straordinaria: accorgersi che “la mano del Signore si posò su di Lui”: la prima cosa da fare nella vita è accogliere la vita, e in essa i doni che il Signore con bontà e gratis continuamente elargisce. Non fare noi qualcosa per Dio, ma accogliere questo Dio che mi vuole bene e vuol fare la sua storia con me. Così Francesco impara ad accogliere tutto e tutti. Questo è possibile per tutti noi.

Mentre in Assisi cominciava a circolare la voce della possibile nuova visita del Papa, nel giorno in cui si celebra il Santo di cui porta il nome, dopo la visita fatta a coloro che hanno fatto la terribile esperienza del terremoto, in Basilica proseguivano le celebrazioni ad ogni ora come ogni domenica, così che tutti i pellegrini hanno potuto partecipare alla santa messa. Anche i nostri frati dell’Infermeria hanno celebrato – nella dignitosa sobrietà che la caratterizza – la festa del Padre San Francesco.

P. Massimo Lelli, che ha presieduto l’eucarestia, ha iniziato l’omelia facendo ai presenti gli auguri per la festa di San Francesco, in particolare a due frati dell’Infermeria che oggi festeggiano l’onomastico: p. Francesco e fra Gianfranco. L’augurio di p. Massimo, suggerito dalla Colletta, era di lasciarci trasformare tutti in Cristo ed essere nuovi restauratori nella Chiesa, cominciando – come Francesco fece per sé – a restaurare noi stessi accogliendo Dio che è tutto, e in Dio accogliendo i fratelli.

Durante tutto il giorno sono stati piuttosto impegnati anche i confessori della Basilica che si caratterizza per quel dono del Perdono ottenuto da Francesco proprio nella Porziuncola. Nel pomeriggio ci sono state altre celebrazioni eucaristiche, in particolare alle 16.30 quella presieduta dal Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino.

Il Vescovo ha ricordato che i santi invitano alla lode di Dio per l’opera da Lui compiuta in loro, mostrando in tal modo la potenza della risurrezione. I santi sono poi nostri intercessori, ed infine sono proposti come modelli, vere e proprie scuole di vita. Per spiegare questo, che poi è l’aspetto più rilevante, mons. Sorrentino ha preso spunto dalla Colletta, evidenziandone i tre punti chiave:

  • viva immagine di Cristo: Francesco, e ogni altro santo, dice Gesù e non si capisce senza Gesù
  • impariamo a camminare nella via del Vangelo: sono le parole contenute nel Vangelo che ci svelano e annunciano Gesù, il solo e autentico, non uno che potremmo ideare noi
  • per unirci nella carità e nella letizia: due ingredienti essenziali per ogni cristiano … necessaria la spoliazione di sé per poter accogliere l’altro nella letizia propria di chi sa di essere salvato

La giornata ricca di grazia si è conclusa con la celebrazione dei Secondi Vespri in Cappella papale della solennità di San Francesco, presieduti da p. Rosario Gugliotta, Custode della Porziuncola.

P. Rosario, commentando la Lettura breve ascoltata, ha ricordato che si parla molto di pace, ma per noi cristiani  la Pace ha un nome ed è Gesù. Già sant’Agostino diceva che Gesù lasciandoci la Pace ci lascia se stesso, e rimane così in mezzo a noi. Il brano appena proclamato nel Vespro mostra anche in che modo Gesù offre la pace: non con discorsi ma nella propria carne annulla il muro di separazione, per mezzo della croce abbatte l’inimicizia.

Questa è la dinamica evangelica: non c’è pace senza offerta di se stessi. Quando si crea un muro, quando ci troviamo in un conflitto, siamo sempre convinti che il problema sia nell’altro: se lui cambiasse si risolverebbero i problemi e ci sarebbe la pace. Gesù dice “se vuoi la pace, offri la vita”! San Francesco questo l’ha vissuto in pienezza, e nel video che segue sono riportati alcuni episodi a riguardo.

La riflessione è terminata con una domanda, affinché la festa di san Francesco non sia passata invano: io a che punto sto? Sono disposto per la pace ad offrire la mia carne? O, come dicevano p. Mauro Tasca e p. Massimo questa mattina, sono disposto ad accogliere Dio “il mio tutto” ed in Lui accogliere il fratello, ogni fratello come Dio accoglie me? O, ancora, come suggeriva mons. Sorrentino nel pomeriggio: sono disposto a farmi plasmare dalla Parola di Verità e dallo Spirito Santo affinché anch’io, come Francesco d’Assisi, possa assumere sempre più le sembianze di Cristo ed essere testimonianza vivente di carità e di letizia?







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