News > Che cosa guarda il Crocifisso?

18/06/2016 21:08
Cel. euc. di p. Mauro Gambetti, Custode Sacro Convento


Questa mattina il cinquecentesco coro ligneo della chiesa di San Damiano si è tinto di nero: il nero dei sai dei frati minori conventuali che hanno partecipato alla celebrazione eucaristica delle 7:30, presieduta dal Custode del Sacro Convento, p. Mauro Gambetti. Se in questi giorni è più volte risuonato l’invito a lasciarsi toccare dallo sguardo del Crocifisso, nella sua omelia p. Mauro ha voluto tratteggiare il contenuto di questo sguardo di Gesù su di noi. Che cosa guarda, che cosa vede Gesù crocifisso e risorto in noi?

Anzi tutto vede la nostra dignità, la dignità di creature fatte a immagine e somiglianza di Dio; una dignità inalienabile, incancellabile, che niente, neppure il nostro peccato, può intaccare.

Il Crocifisso vede anche la nostra miseria. Vede la nostra doppiezza, l’ipocrisia, la distanza tra ciò che siamo e ciò mostriamo di noi stessi. Vede la nostra brama, di cose e più ancora di persone, di affetto, di stima; l’illusione che qualcosa o qualcuno possa appagarci pienamente. Vede le nostre “mani sporche di sangue”, il sangue dei fratelli che uccidiamo coi nostri giudizi, la mormorazione, il disprezzo.

Tutto questo il Crocifisso guarda in noi, con amore misericordioso. Proprio perché guarda tutto questo con amore, ci rivolge la parola del Vangelo di oggi (Mt 6, 24-34): «Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

Torna alla mente la voce del “sogno di Spoleto”: «Ma la voce insiste e gli domanda chi ritiene possa essergli più utile, il servo o il padrone. “Il padrone”, risponde Francesco. “E allora – riprende la voce – perché cerchi il servo in luogo del padrone?”» (FF 587).

Continua Gesù: «Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete […] E per il vestito, perché vi preoccupate? […] Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».

Un Vangelo che certo ha segnato l’esperienza di Francesco qui a San Damiano, fino alla scelta di restituire al padre Pietro di Bernardone non solo il danaro, ma anche i vestiti.

Scegliere di servire Dio apre orizzonti impensabili di libertà: “Non preoccupatevi!”. La priorità della nostra vita non è il cibo, e neppure la gloria (rappresentata dalle vesti sontuose): quante cose facciamo in cerca di qualche piccola o grande gloria! Gesù indirizza il nostro bisogno e il nostro desiderio verso ciò che realmente può appagarci: il Regno di Dio e la sua giustizia.







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