News > Dacci uno sguardo di Misericordia

30/07/2017 23:03
2^ Meditazione: p. Stefan Kozuh OFMCapp


Il Triduo in preparazione del Perdono d’Assisi, giunge stasera al suo secondo giorno. Nella prima serata, accompagnati da p. Marco Tasca, Ministro Generale dei Frati Minori Conventuali, siamo stati invitati a contemplare la gratuità dell’iniziativa misericordiosa di Dio e il suo desiderio di riconciliare l’uomo a sè.

In questa seconda tappa, accompagnati dalla riflessione di P. Stefan Kozuh, Vicario generale OFM Capp, l’attenzione si è spostata a meditare alcuni tratti della misericordia e cosa significhi essere misericordiosi.

Prendendo spunto dall’Enciclica di Giovanni Paolo II “Dives in misericordia” e da alcuni discordi di Papa Francesco, sono stati tracciati i tratti caratteristici della misericordia.

Essa è – come ha ricordato P. Stefan facendo riferimento al brano degli Atti in cui è narrata la nascita della Chiesa – primariamente generativa, genera pentimento e crea una nuova fraternità, benedetta dallo Spirito con un numero sempre crescente di fratelli. La stessa Chiesa nata dalla misericordia – ha continuato – è chiamata, e noi con lei, ad essere missionari della misericordia.

Ancora, essa è l’unica alternativa della cultura dell’indifferenza e del dominio. Non è solo un valore, seppur importante, ma indica un movimento, lasciarsi toccare il cuore. La misericordia, davanti alla fragilità, accompagna, è movimento di reciprocità che salva chi lo mette in atto e chi lo riceve: cambia tutto, genera!

La domanda che siamo chiamati a porci – ha detto P. Stefan – è cosa significa per noi essere misericordiosi? Lo ha spiegato ricordando che Gesù lo spiega con due verbi: perdonare e donare.

La misericordia si esprime innanzi tutti nel perdono. Per avere rapporti fraterni, occorre sospendere i giudizi di condanna. Perché – si chiede – il cristiano deve perdonare? Perché è stato lui per primo perdonato, la misericordia dell’uomo è risposta a quella che Dio ha usato a lui. Condannare il peccatore spezza il legame di fraternità con lui e contraddice la misericordia di Dio

Il secondo pilastro è il dono: “date e vi sarà dato”. Nell’amore praticato si riverserà la misericordia di Dio, parafrasando l’Apostolo Giacomo – ha detto P. Stefan – senza l’amore, la misericordia è morta.

La riflessione si è conclusa con una domanda lasciata ai fedeli: Che cuore voglio avere? La sfida è tra un cuore di pietra indurito dalla rabbia e un cuore pieno d’amore. L’amore  – ha ricordato – è sempre rivoluzionario, inventa modi sempre nuovi per rispondere alle esigenze del momento. L’amore di Dio riversato nei nostri cuori, ha la capacità di leggere questa realtà viva!

Gesù ci esorta – ha concluso P. Stefan –  ad un esame di coscienza: siamo pronti ad andare incontro alle esigenze dei fratelli? La preghiera conclusiva è stata proprio un voler chiedere a Dio i suoi occhi, i suoi desideri, la sua volontà di bene.

Il Triduo si concluderà domani sera con la riflessione di P. Michael Perry, Ministro Generale dei Frati Minori.







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