News > Epifania di Nostro Signore Gesù Cristo

06/01/2016 23:38
Celebrazioni e bacio del Bambino


Oggi 6 gennaio la liturgia ci ha fatto vivere il mistero dell’Epifania del Signore ovvero della sua manifestazione a tutti i popoli della terra. Il brano del vangelo di Matteo (Mt 2,1-12) ci ha presentato l’evento della venuta dei Magi, simbolo dei sapienti del mondo pagano che, guidati da una stella, arrivarono dall’oriente alla grotta di Betlemme. Essi si misero in viaggio mossi dal desiderio di adorare un bambino nato per essere il re d’Israele e che, nonostante ciò, si presentava loro povero ed umile.

Come p. Umberto Occhialini nell’omelia tenuta nella cappella della nostra Infermeria provinciale ci ha ricordato, l’accoglienza di questo bambino da parte di ognuno di noi è dono stesso di Dio il quale ci permette di compiere i primi passi nella fede rivestendoci della sua grazia e rendendoci capaci di aprire il cuore alla Parola che Egli oggi rivolge a noi e di riconoscere Suo Figlio come re della nostra vita e Salvatore del mondo.

È un Dio che, proprio come ai Magi si rivelò non nella straordinarietà dei segni ma nell’umiltà di una grotta, così desidera incontrarci nell’ordinarietà della nostra vita. Egli vuole arricchire della sua presenza quella ferialità che spesso ci appare così povera e poco esaltante rendendoci capaci di scorgerne l’intrinseca bellezza e soprattutto di riconoscere in Lui l’Emmanuele, il Dio con noi, il Dio che è accanto a noi. Questo può avvenire a condizione che aderiamo al suo invito e come i Magi facciamo ritorno a casa per un’altra strada, quella che, come p. Rosario Gugliotta stamane ci ha ricordato nella celebrazione eucaristica, ci permetta di rompere con il peccato che appesantisce la nostra vita e ci rende schiavi.

Nel pomeriggio è stato S.E. Mons. Domenico Sorrentino ad introdurci al mistero dell’Epifania rammentandoci come il cuore dell’uomo cerchi di continuo il volto di quel bambino anche quando non ne è consapevole per ritrovare in esso quella luce che lo ha creato e che è la sola a poter colmare ogni suo anelito.

E’ Gesù la meta del suo continuo cercare per le strade della vita. E’ davanti a Lui che in fondo l’uomo desidera sostare come i Magi per contemplarlo assieme a Maria. Solo da tale contemplazione può nascere il desiderio di annunciare la sua salvezza a tutte le genti. Solo in questa sorgente la Chiesa può ritrovare la sua indole missionaria.

E’ questa la strada che, benché irta di difficoltà, conduce all’unione sempre più profonda della Chiesa con il Suo Signore, a quelle nozze mistiche che come il Ministro Provinciale, p. Claudio Durighetto ci ha ricordato nei Secondi Vespri in “Cappella papale”, avranno pieno compimento nell’eschaton ma di cui già ora possiamo iniziare a gustarne la dolcezza. Quella stessa dolcezza che ha spinto centinaia di fedeli oggi nella nostra Basilica a compiere l’ormai consueto rito del bacio del Bambinello recandosi presso il presepe monumentale per compiere un gesto che dice la devozione e il calore del popolo di Dio al Bambino di Betlemme.

Con l’Epifania si chiude il periodo di Natale, tempo prezioso in cui abbiamo rivissuto il mistero dell’Incarnazione del Signore, di quel mistero nascosto nei secoli e rivelato a tutte le genti con la nascita del Salvatore che ci chiama ogni giorno all’incontro con Lui perché anche la nostra vita possa rinascere e brillare di una luce nuova e vera. La Sua.







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