News > Esequie del p. Angelico Seccia

17/05/2016 17:26
Omelia del Ministro Provinciale


Ci ritroviamo ancora come Fraternità provinciale, per dare l’ultimo saluto qui sulla terra al nostro confratello, P. Angelico Seccia, frate minore e sacerdote. Lo accompagniamo con la preghiera e lo affidiamo alla misericordia di Dio e all’intercessione della Vergine Maria, del Serafico Francesco e della grande santa che ricordiamo oggi: Margherita da Cortona – penitente, contemplativa, donna di carità, mistica – il terzo astro del firmamento serafico… come Gesù stesso le confidò.

P. Angelico era nato il 6 marzo del 1925, in una famiglia numerosa, nella città di Ortona, allora Ortona a Mare, in Provincia di Chieti. Battezzato col nome di Antonio, era entrato nel collegio serafico di Città di Castello nell’autunno del 1937. Ha poi vestito il saio al convento di Amelia nel 1941 e ha emesso la prima professione nel medesimo convento, allora sede di noviziato, nel 1942.

Nel ‘46 fa la sua professione solenne, a San Damiano, e nel 1950 viene ordinato sacerdote a Santa Maria degli Angeli, da Mons. Castellani.

Il suo itinerario tra i conventi, a dire il vero, non ha un raggio molto ampio. Il primo convento nel quale viene mandato dall’obbedienza è l’Eremo delle Carceri, come santuarista, rimanendovi per cinque anni e restandovi sempre affezionato. Passa poi al convento di S. Francesco a Stroncone per quattro anni, a S. Bartolomeo di Foligno per un anno e a S. Fortunato a Montefalco per due anni. Dal 20 ottobre 1963 è alla Santissima Annunziata di Amelia e vi resterà praticamente per tutto il resto della sua vita. Dal ’73 inizia il suo servizio di Cappellano dell’Ospedale di Amelia. In quello spazio ristretto e in quel servizio della pastorale sanitaria, di vicinanza e di accompagnamento ai malati e ai loro familiari si consuma tutta la vita e il ministero del nostro P. Angelico. Svolge qualche servizio in convento, come ortolano e canovaro e qualche predicazione alle suore nell’amerino, tuttavia vive e opera soprattutto nell’ospedale.

Di lui non sappiamo molto, perché era riservato e piuttosto schivo. Nella sua cartella d’archivio, pochissimi fogli. Tra le poche cose della sua povera stanza si ritrovano i segni delle devozioni più popolari e consone a un cappellano d’ospedale: le Massime Eterne, corone del Rosario, immaginette del Sacro Cuore di Gesù, del Santo di Pietrelcina, con il Regolamento dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio… san Leopoldo Mandic, santa Faustina e Gesù Misericordioso e, naturalmente, la Madonna: di Fatima, di Loreto, di Medjugorje… E poi agendine con nomi e intenzioni di sante messe, con la tipica caratteristica, come mi ha fatto notare il nostro Segretario provinciale, che sono tutte abbondantemente e indelebilmente impregnate di olio dell’unzione degli infermi. Tutto è semplice, umile, modesto, eppure tutto ci parla di una prolungata dedizione, per anni e anni, molto oltre l’età della pensione. Non voleva lasciare Amelia, non riusciva a staccarsi dall’ospedale, dove probabilmente si sentiva ancora utile. In una delle schede personali che ogni tanto ci vengono fatte compilare, nell’ultimo punto, alla voce “Attitudini e Aspirazioni personali” troviamo scritto: Restare Cappellano finché salute permetta.

Nel marzo del 2013 il Ministro provinciale, dopo aver costatato le sue precarie condizioni di salute e dopo averne parlato a lungo con lui, gli scrive e lo invita “caldamente” a venire all’Infermeria. P. Angelico riuscirà a trovare la strada per S. Maria degli Angeli solo qualche mese più tardi e, diciamo, senza molto entusiasmo. Eppure aveva già i suoi 88 anni compiuti. Nell’ultimo anno ha sofferto molto per un tumore, che lo ha portato a consumarsi, alla dura scuola dell’infermità, della penitenza e della purificazione. È morto dopo una lunga agonia, con tutti i conforti della fede e accompagnato dalla preghiera dei confratelli, nella tarda serata di venerdì scorso, 13 maggio, memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Fatima.

Le letture che abbiamo ascoltato sono quelle della Messa celebrata a Fatima da san Giovanni Paolo II il 13 maggio 1991. Provvidenzialmente fanno parte anche del Lezionario del Rito delle Esequie.

Ci ricordano che questa non è che la terra del nostro esilio e che la nostra vera patria è nei cieli: Nella tua casa, Signore, avrò la pace. Certo, fin d’ora, dimorando nella volontà di Dio, portando la nostra croce giorno per giorno, possiamo già pregustare un po’ di quella pace, che però sarà piena e perfetta soltanto nell’abbraccio plenario, tenero, immenso del Padre…

E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate… sì, scomparirà ogni angoscia e inquietudine, ogni forma di paura, di amarezza e ogni senso di indegnità; evaporeranno i nostri complessi e ogni forma di insoddisfazione; non saremo più ghermiti dalla morte, dal timore di perdere e di lasciare, dalla divisione e dai risentimenti, dalle lacerazioni e dalle separazioni… E Colui che sedeva sul trono disse: Ecco, io faccio nuove tutte le cose… A chi ha sete darò gratuitamente acqua della fonte della vita… Io sarò il suo Dio ed egli sarà mio figlio.

Questi beni solidi e duraturi Dio li promette, per la sua misericordia, ai suoi servi fedeli. Ce li ha conquistati il Signore Gesù con il suo Sacrificio sulla Croce.

Ancor più, il Signore Gesù, l’uomo dei dolori che ben conosce il patire, ha consacrato la sofferenza e ha reso salvifico il dolore, lo ha per così dire abitato, per cui ancor oggi a chi vi entra è data la possibilità d’incontrarvi Lui.

Ancora, il Signore Gesù ci ha insegnato, come diceva san Giovanni Paolo II, a far del bene con la sofferenza, valorizzandola nel sacrificio e nell’offerta, ma anche a far del bene a chi soffre. Accanto alla croce c’è sempre la Madre, Maria: lei si fa vicina, con la preghiera e la presenza materna, nell’ora della morte. Ma ci sono anche Giovanni, Maria di Magdala, Maria di Cleofa…

Così anche P. Angelico si è fatto vicino ai malati, come cappellano ospedaliero, nel suo lungo ministero di carità, portando il conforto della fede e dei sacramenti, annunciando la grande speranza, insegnando che la sofferenza se vissuta con Gesù serve alla salvezza dei fratelli. Ma P. Angelico ha anche vissuto in prima persona la malattia e l’infermità, consegnandosi infine all’Amore che sostiene il mondo. Preghiamo dunque per il nostro caro fratello padre Angelico, raccomandiamolo alla divina Misericordia e alla Madre celeste.

Preghiamo e meditiamo e prepariamoci a fare anche noi la nostra parte, alimentiamo i più santi desideri, impariamo ad accoglierci gli uni gli altri con benevolenza, studiamoci di non diventare nemici della croce, ma di conoscerne e accoglierne la preziosità. Come diceva a Fatima Benedetto XVI il 13 maggio 2010, …Il divino Maestro, più che dilungarsi a spiegare le ragioni della sofferenza, ha preferito chiamare ciascuno a seguirlo, dicendo: «Prendi la tua croce e seguimi» (cfr Mc 8, 34). Vieni con me. Prendi parte, con la tua sofferenza, a quest’opera di salvezza del mondo, che si realizza mediante la mia sofferenza, per mezzo della mia Croce. Man mano che abbracci la tua croce, unendoti spiritualmente alla mia Croce, si svelerà ai tuoi occhi il significato salvifico della sofferenza. Troverai nella sofferenza la pace interiore e perfino la gioia spirituale. Cari malati, così concludeva papa Benedetto, accogliete questa chiamata di Gesù … e affidategli ogni contrarietà e pena che affrontate, affinché diventino – secondo i suoi disegni – mezzo di redenzione per il mondo intero. Voi sarete redentori nel Redentore, come siete figli nel Figlio. Presso la croce… si trova la Madre di Gesù, la nostra Madre.







Articoli correlati


18/05/2017  12:42
Ancorare la propria vita a Gesù
Incontro del Ministro generale con i Presidenti di Conferenza

25/04/2017  10:26
Salvi nella Speranza
Celebrate in Vaticano le esequie del card. Attilio Nicora

16/04/2017  23:29
Voi non abbiate paura
I frutti della Pasqua e di chi incontra il Risorto

14/04/2017  09:40
Una porta per il Triduo santo
Celebrazioni del Giovedì Santo a Santa Maria degli Angeli

03/02/2017  11:23
Celebrazione della 21^ Giornata mondiale della Vita Consacrata
Omelia di Papa Francesco

02/01/2017  10:18
Benedizioni da Dio, benedizione per i fratelli
Il Capodanno 2017 con Maria Ss.ma Madre di Dio