News > Esequie di p. Marino Bigaroni

05/04/2016 18:52
Omelia alle esequie e inedita melodia al Cantico di Frate Sole


Omelia pronunciata dal Ministro provinciale dei Frati Minori dell’Umbria, p. Claudio Durighetto, e video con registrazione audio di un’inedita melodia del Cantico delle Creature musicata da p. Marino Bigaroni:

Ci siamo radunati qui presso la Porziuncola di san Francesco per dare l’estremo saluto al nostro caro confratello P. Marino Bigaroni, frate minore sacerdote, fino a ieri decano della nostra Provincia. Aveva compiuto 97 anni proprio il giorno di Pasqua e proprio ieri, nella solennità dell’Annunciazione, il Signore l’ha chiamato a sé, nel suo regno di luce infinita. Aveva ricevuto domenica sera, per l’ennesima volta la santa unzione.

Sono entrato ieri sera nella sua stanza all’Infermeria, e c’erano soprattutto libri e fascicoli di appunti e schede, fotocopie, tutte le agende della Provincia degli ultimi anni, grosse lenti d’ingrandimento, una gran quantità di pile per gli apparecchi acustici, CD di musica classica, corone del rosario, un elenco dei morti di famiglia per i quali celebrare sante messe. Quattro grandi raccoglitori con la liturgia delle ore ingrandita su fogli A4, utilizzati fino all’avvento, tra le sue mani, del tablet sul quale ingrandiva a piacere e seguiva con fedeltà assidua le preghiere e le liturgie nella cappella dell’Infermeria. Sul comodino libri mariani, uno del teologo e mistico Divo Barsotti, e il volume da lui stesso curato per le Edizioni Porziuncola: San Francesco d’Assisi dagli Scritti dei suoi Compagni, con scritto però in matita ad uso di fr. Marino Bigaroni.

Era nato a Izzalini di Todi il 27 marzo 1919 ed era stato battezzato lo stesso giorno col nome di Luigi… un saluto cordiale ai familiari e ai parenti di P. Marino. Ricordo tra l’altro che P. Marino aveva un fratello cappuccino, P. Luigi.

P. Marino vestì l’abito francescano nel 1934; nel 1935 ha emesso la professione semplice e nel 1940 quella solenne. Nel 1943 riceve l’ordinazione sacerdotale, così segnalata nel ricordino che ha gelosamente e perfettamente conservato: Fr. Marino Bigaroni ofm dalla grazia di Dio il 4 luglio 1943 creato sacerdote con Cristo – il 18 luglio sull’altare di Izzalini celebra con i suoi cari la solenne Cena eucaristica, preparata dalla Sua Parola onnipotente. A gloria del Re dei secoli immortale invisibile.

Dal 1946 al 1951 è a Roma, alla Sapienza, per gli studi universitari. Torna dottore in Lettere classiche e viene mandato a San Damiano come Lettore, Prefetto degli studi, organista, Direttore del periodico San Damiano, Esaminatore dei predicatori, Censore dei libri. Nel 1957 passa a Chiesa Nuova, dove resterà fino al 2008, con un’unica interruzione, nel triennio 1975-78 trascorso nel convento San Domenico di Spoleto. Definitore provinciale e più volte guardiano, i suoi incarichi si sono dispiegati soprattutto in ambito culturale: incaricato della erigenda biblioteca di Chiesa Nuova, poi bibliotecario di quella che grazie al lui è diventata la Biblioteca storico-francescana di Chiesa Nuova, con annesso Museo; bibliotecario provinciale, membro del comitato direttivo delle Edizioni Porziuncola e della commissione provinciale Edilizia e Arte sacra. Per lunghi anni ha insegnato Lettere nelle scuole superiori statali di Assisi e in quelle pubbliche parificate, delle Suore Francescane Missionarie di Gesù Bambino, qui a Santa Maria degli Angeli.

La sua attività si sviluppa in un periodo di grande fervore per gli studi francescani, ai quali ha contribuito con le ricerche, gli scritti, soprattutto con la cura della Biblioteca di Chiesa Nuova, che era e sentiva come sua creatura: in una relazione del 2001 scriveva che ormai la biblioteca, o meglio il “complesso culturale” era finalmente tornato a risplendere e funzionare più e meglio di prima delle vicende sismiche che l’avevano danneggiato: il mobilio, le scaffalature in noce, ricollocate in sito e restaurate hanno di nuovo accolto il patrimonio librario, schedato e computerizzato se non con competenza, sicuramente con amore. Quando mi fu affidato per la prima volta questo compito, il registro d’ingresso segnava appena 4000 titoli. Oggi la Biblioteca ha raggiunto i 24.600 titoli.

Lavorando direttamente sui codici, ha curato la pubblicazione di importanti testi francescani, come la Compilatio Assisiensis e lo Speculum perfectionis; altri suoi studi da ricordare sono quelli su Jacopone da Todi, sul Convento di Montesanto di Todi, di Santa Maria della Spineta a Fratta Todina, sulla Chiesa di San Damiano prima di san Francesco, la chiesa di San Giorgio in Assisi, la casa costruita per san Francesco e i frati dietro la Porziuncola… o quelli, che fino all’ultimo ha divulgato e perorato, sulla Tavola-coperchio della cassa mortuaria di san Francesco e sulla Cassa lignea mortuaria di san Francesco e santa Chiara. Come molti sanno, si appassionava tantissimo ai suoi studi, alle sue teorie, alle sue scoperte, alle sue intuizioni. Pochi invece sanno che P. Marino ha composto anche una melodia per il Cantico delle Creature, traendone il tema da un’antica lauda medievale e cercando, nella sua intenzione, di avvicinarsi quanto più possibile al modo in cui potevano cantarla, a voce scoperta e su una semplice corda di recita, Francesco e i suoi frati (anche se non c’è stato il tempo per prepararlo, P. Maurizio insieme a Fr. Alessandro e ai confratelli lo eseguirà alla comunione, come omaggio e preghiera).

Davvero quest’uomo sapiente e buono, gentile e rispettoso, umile e colto, ci trasporta quasi in altri tempi, o meglio, in quella fraternitas evangelica che non ha età, ma che ha un cuor solo e un’anima sola, che continua ad avere il Poverello come capo e Cristo Signore al centro insieme alla sua santissima Madre. Uomini come diceva Francesco, poveri di cose e ricchi di virtù: Ave, regina sapienza, il Signore ti salvi con tua sorella, la pura e santa semplicità. Signora santa povertà il Signore ti salvi con tua sorella , la santa umiltà…

Possiamo dire P. Marino è morto povero, così com’era vissuto. Fedele alla preghiera, personale e comunitaria, che seguiva con zelo e precisione. Pregava di giorno e di notte, anche in mezzo alle sofferenze, nel dormiveglia e, pure, in quello stato un po’ confusionale in cui nelle ultime settimane veniva a trovarsi, recitava le preghiere, le formule della messa, rosari e giaculatorie. Benedetti questi nostri frati anziani, che hanno vissuto la loro consacrazione nella fedeltà di una vita, dall’infanzia alla giovinezza… fino alla vecchiaia e alla morte! Non solo hanno fissato nella memoria indelebilmente il linguaggio della fede e della preghiera, ma si direbbe che gli è entrato nel subconscio e così… stanno male e pregano, dormono e continuano a pregare, perfino nel delirio, pregano…. Anche Giovanni Paolo II, quando si risvegliò dall’intervento chirurgico seguito all’attentato, dopo quasi due giorni, la prima cosa che disse, al suo segretario, fu: non abbiamo detto la Compieta.

Dal 2008 P. Marino è passato all’Infermeria provinciale: è stato un tempo di grande purificazione, nel quale si è distaccato via via da tante cose, a cominciare dalla Biblioteca, per attaccarsi sempre più profondamente e intimamente al Signore. Colgo l’occasione per ringraziare e salutare tutta la fraternità dell’Infermeria, dai frati che la curano, ai carissimi collaboratori laici e agli altri confratelli che formano una comunità solidale e unita di preghiera, di sofferenza e di offerta. Si direbbe che P. Marino abbia seguito anche lui la lezione che Gesù ha fatto a Nicodemo, un maestro in Israele che ha avuto il coraggio di mettersi alla scuola del vero e unico Maestro, Gesù.

Abbiamo ascoltato il vangelo: dovete rinascere nascere dall’alto. Bisogna farsi piccoli e accogliere il Signore nella fede: e chi è più intelligente e colto più ne ha bisogno, se vuole essere davvero sapiente, se vuole costruire la sua casa sulla roccia. Bisogna andare alla scuola del vangelo, aprire il cuore alla rivelazione della misericordia di Dio, per comprendere il senso della vita e la vita eterna.  Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Per far questo bisogna lasciarsi spogliare della nostra presunzione, della saccenza, del nostro io, bisogna accettare il cammino della Croce: E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.

Ti affidiamo, caro P. Marino, al Signore della Misericordia. Preghiamo per te e tu prega per noi. Questa mattina ho pensato che le stupende parole del primo Salmo delle Lodi di oggi, ora le reciterai, con la stessa scrupolosità, ma con infinita meraviglia e immensa gioia, nella liturgia del cielo: sono le parole con le quali iniziavi la santa messa da giovane… Introibo ad altare Dei, ad Deum, qui laetificat juventutem meam… prese del Salmo 42: Manda la tua verità e la tua luce; siano esse a guidarmi, mi portino al tuo monte santo e alle tue dimore. Verrò all'altare di Dio, al Dio della mia gioia, del mio giubilo. A te canterò con la cetra, Dio, Dio mio.







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