Lettura del giorno > FRATE ANGELO, MARTIRE A 40 ANNI

16/06/2012


Angelo Redaelli nasce a Tradate il 19 maggio 1965. Cresce e vive a Turate dove frequenta l’oratorio: il cammino di catechesi iniziato da bambino prosegue nell’adolescenza e nella giovinezza nel Gruppo Giovanile Ecclesiale. Terminati gli studi secondari si iscrive al Politecnico di Milano alla facoltà di Ingegneria. È in questi anni che matura la scelta vocazionale: sarà frate, sulle orme di Gesù e di Francesco. Nel 1992 la professione religiosa definitiva, nel 1995, dopo gli studi di Teologia, viene ordinato sacerdote.

La vita di frate e di prete prosegue con incarichi diversi all’interno dell’ordine dei Frati minori: prima cappellano presso l’ospedale di Brescia, poi la nomina a guardiano del Convento di S. Antonio a Milano e infine nel 2003 la scelta di andare in missione e la partenza nel mese di settembre per il Congo. La sua attività missionaria si divideva fra la capitale Brazzaville e la città di Makoua e i villaggi del nord del paese.

Evangelizzazione e promozione umana: erano questi i pilastri dell’azione di padre Angelo. Si occupava di un centro per l’aiuto ai bambini orfani e ai bambini di strada; un centro di formazione per le famiglie.

Tutto ciò si è interrotto lunedì 12 settembre 2005. Quella mattina la jeep, dove si trovava padre Angelo con altri frati e suore, ha investito accidentalmente una bambina di 3 anni, comparsa improvvisamente sulla strada. Fra Angelo è sceso dall’auto per soccorrerla ma pochi istanti dopo la furia degli abitanti del villaggio lo ha colpito e ucciso. Anche la bambina è morta per le ferite riportate nell’incidente.

Fra Angelo aveva compiuto da pochi mesi 40 anni: semplicità, generosità, vitalità, profondità d’animo erano tratti caratteristici di una persona che aveva fatto nella sua vita scelte radicali e cercava il modo migliore di vivere autenticamente lo spirito di Francesco e il Vangelo di Gesù. Amore di Dio e amore del prossimo non erano vuote parole ma uno stile di vita.

Queste le parole del Vangelo secondo Luca lette durante i funerali: “Poi preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: “Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me”. Il pane spezzato, il corpo di Cristo: il corpo spezzato di padre Angelo, memoria dell’amore di Gesù di Nazareth, ucciso duemila anni fa su una croce.