È la qualità più notevole di san Francesco: il suo sentire sempre aperto alla compassione e al servizio degli altri; la sua sincera preoccupazione per la gioia ed il successo di tutti; la cortesia del suo tratto, conseguenza dell’affetto con il quale si avvicinava ad ogni mortale; il suo modo delicato ed attraente nelle relazioni con i più disgraziati; il suo interesse per tutti; la sua sensibilità nel far diventare suoi gli interessi e le preoccupazioni degli altri. Ed è questa tenerezza che raccomanda ai suoi frati: “E chiunque venga a voi: amico o nemico, ladrone o bandito, sia accolto benignamente”, raccomandazione che rivela l’uomo umanissimo e il suo amore per l’uomo.
Uomo con un cuore bisognoso di amore e di comprensione, a misura che la sua vita avanza, sentirà sempre più il bisogno della pienezza di Dio nella sua anima. Uomo che sente tristezza e paura, specialmente quando lo assale una furiosa legione di demoni.
SABATO della VI sett. di PasquaOpp. S. Teofilo de Signori da Corte, sacerdote I O. – Memoria fac. – (bianco)
Opp. S. Crispino da Viterbo, religioso I O. – Memoria fac. – (bianco)
Messa mattutina della feria o della memoria, prefazio pasquale [5]
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9 giorni nella Terra di GesùIl b. Agostino nacque verso il 1240. Incerta la città di nascita. Dopo aver studiato diritto all'Università di Bologna, lavorò nella cancelleria del regno di Sicilia, alla corte di Manfredi. Morto il re nella battaglia di Benevento (1266), e lui stesso ferito e malato, decise di cambiare vita. Lasciata la Sicilia, si recò nel romitorio di Rosia, nei pressi di Siena, professando come semplice fratello laico col nome di Agostino. Si racconta che in occasione di una sua difesa dei diritti del convento venne scoperta la sua vera identità.
Maggio 2012
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