II DOMENICA DI QUARESIMA (viola)
domenica, 25 febbraio 2018
Per evitare lo scontro d’ignoranza 17 Apr

I mussulmani tra Francesco d’Assisi e Raimondo Lullo

Frate Francesco d’Assisi si recò in Egitto nel 1220 dove incontrò il sultano Malik al Kamil – nipote del più noto Saladino – e lasciò in una prima redazione della regola per i frati Minori delle indicazioni per coloro che vanno tra i saraceni, ossia i mussulmani. Come lui e dopo di lui altri francescani si confrontarono con l’Islam con esiti diversificati a seconda dei tempi e dei territori.

Nella posterità di san Francesco d’Assisi un ruolo particolare ha il laico maiorchino Raimondo Lullo che da sposato e padre di due figli si pose tre obiettivi: dedicare la sua vita all’annuncio del Vangelo fino al martirio, comporre un’opera utile per confrontarsi con i mussulmani e infine istituire centri dove poter imparare la lingua e la cultura dei non cristiani.

Onde raggiungere tali finalità attraversò più volte il Mediterraneo toccando le varie sponde, da Maiorca a Napoli, da Pisa a Tunisi, da Gerusalemme e Genova, da Cipro a Messina: un vero e proprio “uomo mediterraneo”, oltre che europeo! E lui stesso si definì christianus arabicus.

Se Francesco d’Assisi indicava che tra i comportamenti d’avere con i saraceni vi fosse il “non fare dispute”, Lullo dà molta importanza alla conoscenza reciproca e all’educazione come mostra il seguente brano di una sua opera autobiografica in cui parla in terza persona, ossia la Vita coetanea: «Mentre Raimondo si trovava in queste riflessioni, si propose di recarsi dal molto nobile e virtuoso signore Federico, re di Trinacria [antico nome della Sicilia], perché questi, conosciuto come fonte di devozione, congiuntamente con il molto alto e potete re di Tunisi, disponesse che cristiani ben preparati e che padroneggiano la lingua araba (bene litterati et lingua arabica habituati), andassero a Tunisi per esporre la verità della fede mentre, a loro volta, saraceni ben preparati venissero nel regno di Sicilia per discutere sulla loro fede con i sapienti cristiani. Forse con questo metodo, generalizzato per tutto il mondo, potrebbero farsi la pace fra cristiani e saraceni, in modo che né i cristiani vadano a distruggere i saraceni, né i saraceni i cristiani».

Per un approfondimento:

XVI Giornata del Centro Italiano di Lullismo

Venerdì 19 maggio 2017, presso la Pontificia Università Antonianum in via Merulana 124 a Roma, alle ore 15.30, ci sarà un incontro con interventi di Pere Villalba i Varneda e Marta Romano.



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