News > Il Cantico delle creature, terapia dello sguardo

14/09/2015 17:02
Inizia la “Settimana del Cantico” a San Damiano


Coi II Vespri di questa XXIV domenica del tempo ordinario si è aperta ieri la Settimana del Cantico, un’opportunità di preghiera e di ascolto che la comunità dei frati di San Damiano vuole offrire nel luogo in cui il Cantico fu composto, nell’anno in cui papa Francesco ha voluto regalarci la sua enciclica Laudato si’. A presiedere la celebrazione solenne è stato il nostro Arcivescovo, mons. Domenico Sorrentino, che ha recentemente raccolto le sue riflessioni nel volumetto Laudato si' - Dal Cantico di frate Sole all'Enciclica di Papa Francesco (Assisi: Cittadella, 2015, 56 p.).

Monsignor Sorrentino ha proposto il Cantico delle creature come “terapia dello sguardo”. Rispetto al nostro sguardo malato, superficiale, possessivo, utilitaristico, giudicante, dalle parole del Poverello emerge uno sguardo diverso, che l’Arcivescovo ha tratteggiato con cinque aggettivi: adorante, penetrante, contemplante, rinconciliante e ravvivante.

Adorante: perché Francesco ha composto il Cantico quando, nel 1225, un anno dopo la stimmatizzazione e un anno prima di morire, era quasi completamente cieco; ma la cecità corporale non gli ha impedito un’acutissima vista interiore; Francesco, seguace di Gesù povero e crocifisso, reso ormai conforme al Maestro anche nel corpo, ne ha assunto il cuore, il pensiero, i sentimenti: guarda cogli occhi di Gesù crocifisso e risorto, rivolto al Padre, alla sua volontà, alla sua gloria.

Penetrante: perché Francesco va oltre la superficie delle cose, le apparenze, per cogliere il fondamento di tutto ciò che esiste: Dio creatore, presente in ogni sua creatura con la sapienza e la potenza del suo amore.

Contemplante: perché Francesco sa sostare; il suo sguardo interiore, pur mosso da un amore ardente per Dio, da una gratitudine traboccante per i suoi doni, da un desiderio insaziabile di conformarsi al Lui, sa sostare sulle creature, cogliendone i tratti salienti; questa capacità è la condizione necessaria per poter assaporarne la bellezza.

Riconciliante: perché Francesco ha aggiunto la penultima strofa, Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore: Francesco sa che Dio ha riconciliato a sé il mondo in Gesù, nel suo sangue; sa che Dio ha abbattuto ogni muro di divisione; sa che il perdono ricevuto da Dio deve essere offerto ai fratelli: Siate perfetti come perfetto è il Padre vostro che è nei cieli! Siate misericordiosi come misericordioso è il Padre vostro!

Ravvivante: perché Francesco ha sperimentato la potenza della risurrezione di Cristo, principio della nostra risurrezione, della vita eterna, della nuova creazione; e può portare questa vita nuova nei luoghi in cui domina la morte coi suoi germi mortiferi: il lutto, la malattia, l’odio, la violenza...

Monsignor Sorrentino ci ha invitati a ripetere e a memorizzare il Cantico, perché possiamo lasciarci davvero guidare e sanare dall’esperienza di Francesco di Assisi.

 

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