News > Il Figlio dell’uomo sarà consegnato

09/03/2017 11:20
1^ catechesi di Quaresima


Con la celebrazione dei Vespri di ieri sera, mercoledì 8 marzo, è cominciato il percorso di catechesi quaresimali – intitolato “Ecco, noi saliamo a Gerusalemme” – proposto dalla Basilica papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola a tutti i pellegrini che visitano il santuario o ci seguono tramite la WebTV.

P. Maurizio Verde guiderà le sei meditazioni attraverso le quali ci prepareremo alla Santa Pasqua, la prima delle quali – riportata integralmente nel video qui allegato – ha avuto come tema “Il Figlio dell’uomo sarà consegnato”.

Prendendo spunto dalla Lettura breve proclamata durante il Vespro, p. Maurizio ha cominciato ricordando come nessuno possa dirsi estraneo ad un amore totale di Dio che si fa dono per ciascuno, un dono di sé nella totale gratuità che motiva e orienta il cammino quaresimale più e prima di ogni nostro lodevole tentativo di ascesi. La stessa Colletta della Prima Domenica di Quaresima, appena vissuta, ci ricorda che a base di una degna condotta di vita (che ci auguriamo scaturisca dal cammino quaresimale), c’è un primo e fondamentale impegno: la conoscenza del mistero di Cristo, che è il Dono – di amore, di sé – totale e definitivo per noi.

Questo Dono assume la sfumatura particolare della consegna: quando, cioè, il dono di amore di Dio passa nelle mani degli uomini si trasforma in una consegna di mano in mano perché da tutti rifiutato. Un rifiuto non solo simbolico ma concreto, che porta ad un annientamento e ad un patibolo. Dovremmo chiederci cosa si nasconde dietro questo rifiuto … da parte sua, Gesù dichiara la necessità, da parte sua, di accogliere la sofferenza della croce. Lui che si definisce il “Figlio dell’uomo” annuncia la salvezza dell’uomo e della storia manifestandola nelle vesti del “servo sofferente”.

Questo modello di umanità (non potente, non ricca e non padrona, ma debole, servitrice, povera, misericordiosa, afflitta eppur beata, che non vive di una giustizia fatta con le proprie mani, ma che si pone con fiducia nelle mani di Dio provvidente) non poteva essere accolto dal cuore indurito degli uomini. Un Gesù così anche noi forse lo rifiutiamo con il nostro cuore indurito, che continuamente rifugge dall’angoscia del sentirsi ultimo e debole, che cerca appoggi potenti, soprattutto cerca un Dio potente come protettore e amico.

La quaresima, come immersione in questo volto di Dio rivelatosi nel Figlio dell’uomo, servo sofferente per amore, non può ridursi ad un dirci come è Dio. È, invece, il tempo favorevole per portare la vita di Dio nella mia vita, è lo specchio di cosa deve essere sempre la mia vita. Se vivo e accetto la penitenza quaresimale, è per vincere gli ostacoli che mi separano da Lui e dal suo modello di uomo nuovo, che la mia vanagloria, il mio orgoglio, la mia superbia, il mio peccato in ultima analisi, mi impediscono di accogliere in pieno.

La Grazia del nostro Dio ci assista, perché provare, in questo tempo a non “consegnare” Gesù ad altri per liberarcene. Perché non diciamo a noi stessi: spetta a qualcun altro iniziare ad amare, a perdonare, a scusarsi, a mettersi al servizio e all’ultimo posto; stavolta devo stare a guardare perché ho fatto troppo, ho dato fin troppo. Perché ci gettiamo in prima persona nella corsa della sequela di Gesù.







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