News > La visita del Papa, tra pubblico e privato

05/08/2016 19:13
Ma sempre nella semplicità


Non era chiaro come si sarebbe potuta svolgere una visita, definita fin da subito privata, di Papa Francesco alla Porziuncola, conciliandola con l’inevitabile affluenza di fedeli, desiderosi di ascoltare e vedere il Papa, e dei mezzi di comunicazione, sempre attenti a cogliere i gesti, soprattutto i fuori programma, a cui questo pontefice sembra averci abituato.

Ebbene, sappiamo che un bel fuori programma c’è stato, ma prima bisogna notare come davvero siano state ben tenuti insieme questi due aspetti: quello di un evento di portata pubblica, senza che sia venuta meno la dimensione privata.

La dimensione pubblica, voluta dallo stesso Papa attraverso una meditazione sul perdono offerta ai fedeli, quelli presenti in Basilica e nell’assolata piazza di Santa Maria degli Angeli, si è ampiamente realizzata grazie alle tre dirette, che hanno coperto le quasi tre ore di permanenza alla Porziuncola del Santo Padre, e ai 200, tra giornalisti e fotografi, che hanno documentato il momento portando la paternità di Papa Francesco, fatta di parole ed immagini, anche a coloro che non potevano essere presenti.

Anche la nostra WebTV, disponibile sul sito www.porziuncola.org, si è dimostrata utile in questa occasione. Più di 2300 persone, infatti, pur avendo a disposizione le dirette, commentate e con ospiti vari, offerte da Rai Uno, da TV2000 e dal CTV, oltre che da numerose emittenti radio locali, hanno seguito la prima ora della visita del Papa alla Porziuncola, per calare a 2000 e poi a 1000 contatti nelle ore successive.

Tutto questo, però, non ha impedito che venisse preservata l’intimità del pellegrinaggio, nel momento in cui dopo gli scroscianti applausi all’ingresso del Papa in Basilica, il silenzio è sceso per qualche minuto nella chiesa e sulla piazza. Come se in un attimo fossimo tutti andati via. Persino gli scatti dei fotografi hanno taciuto: in vista del carattere privato della visita, infatti, sono state previste postazioni da cui non era accessibile la preghiera del Papa in Porziuncola.

Poi quell’invito a sorpresa, fatto ai vescovi e ai frati e sacerdoti presenti: dopo aver parlato di perdono, dopo aver invitato i fedeli ad accostarsi al Sacramento del perdono … il Papa per primo ha deciso di dare il perdono, ascoltando le confessioni di alcuni penitenti, tra cui quattro giovanissimi scout, dei Volontari della Porziuncola, e altri tra cui un frate minore della Porziuncola. Un altro momento senza telecamere, tranne una di TV2000 che è riuscita a carpire qualche immagine. Un momento poco “televisivo” ma che in fondo da il senso a tutto quanto siamo e celebriamo: l’amore di Dio che si fa perdono, per ciascuno, nella quotidianità, senza “effetti speciali”, perdono che è riscatto, dono d’amore, perciò gratuito. Da lì scaturisce la vita nuova, il ringraziamento, la Vita eterna già su questa terra. Papa Francesco ha concluso la meditazione proprio dicendo che «il perdono di cui san Francesco si è fatto “canale” qui alla Porziuncola continua a “generare paradiso” ancora dopo otto secoli», ed il Paradiso è la Vita eterna di cui abbiamo la caparra già su questa terra.

Infine, l’altro momento vissuto in forma “privatissima”, potremmo dire, lontano da flash e da telecamere: la visita ai frati infermi dell’Infermeria Provinciale. Accompagnato solamente dal Ministro generale dei Frati MInori, p. Michael A. Perry, dal Ministro provinciale della Provincia umbra, p. Claudio Durighetto, e dal Custode della Porziuncola, p. Rosario Gugliotta, il Papa si è recato in Infermeria dove ha prima di tutto sostato nella camera di un confratello allettato, molto provato dalla malattia e dalla sofferenza: un fratello che ha celebrato il Sacramento della Riconciliazione per anni nella Basilica papale di Santa Maria degli Angeli, e di recente nominato anche “missionario della Misericordia”. Il Papa si è dimostrato molto vicino a lui e p. Fernando, questo il suo nome, ha avuto la grazia di accoglierlo con lucidità e con gioia.

Poi il saluto al personale ed infine l’incontro in Refettorio con i frati. Le testimonianze riportano tutte come motivo dominante della visita la “semplicità”. Papa Francesco ha salutato uno per uno i frati infermi, scambiando personalmente con ciascuno di loro qualche battuta. Uno di loro, p. Angelo Catalogna, è ben conosciuto dal Papa per il servizio svolto per molti anni alla Chiesa in Argentina, prima di rientrare in Italia.

Infine il Papa si è ristorato sedendo qualche minuto con loro e prendendo una tazza di the, continuando a conversare con i due frati che aveva al fianco: p. Giulio Mancini, decano della Provincia, e p. Giovanni Boccali. Terminato questo momento l’uscita ed il breve saluto ai pellegrini e fedeli, che hanno eroicamente resistito sulla piazza sotto il caldo sole d’agosto. A loro lasciamo alcune battute finali riprese da Daniele Morini per TV2000:

Il saluto lasciato ai frati dell'Infermeria





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