News > Laudato si’ mi’ Signore

23/06/2015 15:45
A San Damiano per lasciarsi educare alla lode


Festa del voto 22.06.2015

Saluto di p. Gianpaolo Masotti, OFM
– Guardiano di San Damiano –

 

A nome del Ministro provinciale dei Frati minori, p. Claudio – che stasera non ha potuto essere presente tra noi – la nostra comunità di San Damiano anche quest’anno vi accoglie al termine di questo nostro peregrinare, in preghiera, nella notte. Salutiamo il nostro Vescovo, mons. Domenico Sorrentino; il nostro Sindaco, l’ing. Claudio Ricci, l’Amministrazione comunale, le Forze dell’Ordine, i religiosi e le religiose, le Confraternite e tutto il popolo di Dio.

Siamo qui per benedire il Signore con Chiara di Assisi. Lei che ha fatto della sua vita, nel silenzio di queste mura, un inno di lode a Dio. Cosa significa lodare? Significa riconoscere la grandezza di Dio, la sua forza, la sua misericordia. Gesù per primo ci ha insegnato la preghiera di lode: Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra. Anche l’Eucaristia, che questa sera adoriamo, viene definita dalla Chiesa un “sacrificio di lode”, cioè celebrazione della gloria del Signore e rievocazione dei Suoi prodigi.

Lungo la storia, sulle orme di Gesù, un numero incalcolabile di fratelli e sorelle ha ripercorso la stessa esperienza. Pensiamo a san Francesco: nella sua anima pacificata, tutto l’universo – sole, luna, acqua, fiori, fuoco, vento… - viene accolto nella lode. Così comincia il suo Cantico delle Creature: “Altissimo, onnipotente, bon Signore… tue so’ le laude, la gloria, l’honore et omne beneditione”.

In questa notte lasciamoci educare alla lode. Lo facciamo chiedendo aiuto a papa Francesco che, solo tre giorni fa, ha pubblicato la sua Enciclica ecumenica sulla cura della casa comune; un testo che si apre, per la prima volta nella storia, proprio con le parole del Santo di Assisi: “Laudato si’ mi’ Signore”. Ascoltiamo la preghiera che sigilla l’Enciclica, dove ritroviamo la stessa attenzione all’uomo e ai suoi bisogni che unì la sorte di Chiara a quella della sua città.

“Signore Dio, Uno e Trino, comunità stupenda di amore infinito, insegnaci a contemplarti nella bellezza dell’universo, dove tutto ci parla di te. Risveglia la nostra lode e la nostra gratitudine per ogni essere che hai creato. Donaci la grazia di sentirci intimamente uniti con tutto ciò che esiste. Dio d’amore, mostraci il nostro posto in questo mondo come strumenti del tuo affetto per tutti gli esseri della terra, perché nemmeno uno di essi è dimenticato da te. Illumina i padroni del potere e del denaro perché non cadano nel peccato dell’indifferenza, amino il bene comune, promuovano i deboli, e abbiano cura di questo mondo che abitiamo. I poveri e la terra stanno gridando: Signore, prendi noi col tuo potere e la tua luce, per proteggere ogni vita, per preparare un futuro migliore, affinché venga il tuo Regno di giustizia, di pace, di amore e di bellezza. Laudato si’! Amen”.







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