News > Omelia del Ministro Provinciale, fr Bruno Ottavi

10/08/2011 23:32
Veglia per la Solennità di S. Chiara 2011 a San Damiano


VEGLIA PER LA SOLENNITÀ DI S. CHIARA 2011

(Vangelo: Giovanni 12,1-8)

Il Vangelo che abbiamo ascoltato questa sera aiuta la nostra riflessione per comprendere il senso profondo di questo nostro tradizionale incontro nella vigilia della Festa di Santa Chiara. Infatti c'è un rischio nel vivere le tradizioni e gli appuntamenti annuali, soprattutto qui ad Assisi: c'è il rischio di lasciarsi coinvolgere soltanto emotivamente da questo bel scenario di San Damiano. Partecipare qui alla festa di Santa Chiara è sicuramente una grazia e un dono del Signore, ma non può restare solo sentimento ed emozione, deve diventare un'occasione di crescita nella fede ed impegno permanente nella vita di tutti i giorni. "Assisi" dobbiamo portarla a casa nostra e deve aiutarci a vivere i nostri impegni con fede e nella perseveranza.

Il Vangelo ci ricorda che il centro della nostra fede e dell’impegno della nostra vita è il Signore Gesù che entra ospite nella nostra casa e che viene a chiedere la nostra disponibilità ad amarlo. Il gesto di Maria è il segno della fede profonda che è capace di mettersi ai piedi del Signore, di ungere con il profumo prezioso quei piedi e di dimostrare la sua totale sottomissione alla sua volontà, nonostante lo sguardo malevolo e le critiche di chi non ha compreso l'amore, di un Giuda che tradirà questo amore. Il Vangelo ci ricorda anche, che l'episodio si svolge poco prima della Pasqua e Gesù parla della sua sepoltura, cioè ci ricorda che questo Amore passa attraverso la sofferenza, la passione e la morte, per poter giungere alla bellezza della vita eterna.

In questo contesto e mediante questa Parola, possiamo riflettere sulla festa di S. Chiara qui a S. Damiano.

Chiara qui si è chinata ai piedi di Gesù, li ha baciati e li ha profumati con il profumo della sua vita consacrata; ha dimostrato cioè che cosa significa fede. Già da giovane aveva dimostrato la sua fede nell'ascolto della Parola, anche negli avvenimenti dolorosi dell'esilio di Perugia; ha dimostrato fede nell'ascoltare la predicazione di Francesco che la richiamava alla radicalità del Vangelo; ha dimostrato fede nell'amore verso i poveri che serviva ed aiutava già da giovanetta. Ma soprattutto nella decisione di quella notte delle Palme del 1211, Chiara ha dimostrato la sua fede, prendendo il coraggio di lasciare gli agi e gli onori della casa paterna Per iniziare un'avventura di cui non conosceva i termini. Poi, qui a San Damiano, per oltre 40 anni Chiara ha adorato il suo Signore, nella quotidianità di una consacrazione totale, nella povertà e nell'umiltà di questo luogo ed anche nella sofferenza di una lunga malattia. Qui ha adorato il suo Signore insieme alle sorelle in quella vita fraterna che Francesco gli aveva ispirato, con la bellezza del vivere insieme la stessa fede, ma sicuramente anche nelle difficoltà che ogni vita fraterna comporta. Questa vita donata è stata per Chiara l'unzione del profumo sui piedi del Signore Gesù!

Questa sera siamo qui per fare memoria di tutto questo, soprattutto quest'anno, nell'ottavo centenario della consacrazione di S. Chiara al suo Signore; ma siamo qui non soltanto per vivere un'emozione, ma per fortificare anche la nostra fede. Ognuno di noi, sia consacrati, religiosi o religiose o sacerdoti dobbiamo lasciarci coinvolgere dall'esempio di Chiara, dalla sua radicalità a vivere il Vangelo, dalla sua disponibilità ad accogliere la sofferenza e a lottare nel quotidiano della nostra vita per compiere fino in fondo la nostra missione nella Chiesa. Ma anche ogni papà o madre di famiglia, ogni giovane o adulto, deve ricevere da questa celebrazione e dall'esempio di Chiara, la grazia di una fede più grande per vivere il Vangelo, nello stato in cui il Signore lo ha chiamato, con fedeltà e perseveranza, di fronte alla gioia della vita o al dolore che può essere sempre presente e che dobbiamo affrontare con la certezza della vittoria di Cristo sul male e sulla morte.

Se saremo capaci di far scendere nel nostro cuore la grazia di questa sera, senza troppi sentimentalismi, ma con la forza della fede per poter dire: Signore ti prometto di sottomettere la mia vita a te, di ungere con il profumo prezioso della mia vita la tua presenza in me, di saperti riconoscere nella bellezza della tua Santa Chiesa, di saperti incontrare nei poveri che incrocio nei mio cammino, di poter vivere la gioia e la sofferenza di ogni giorno con la forza della tua grazia e seguendo il tuo esempio di Amore donato. Aiutami a vivere la stessa fede di Francesco e di Chiara, ogni giorno e in ogni situazione, con la forza del tuo Santo Spirito. Amen.







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