News > Padre Vittorio Viola, Vescovo e francescano

07/12/2014 20:09
Il saluto del Ministro Provinciale, p. Claudio Durighetto


SALUTI E RINGRAZIAMENTI

È mio dovere, ancorché rapidamente, porgere alcuni ringraziamenti, a nome di tutta la Provincia Serafica.

Innanzitutto al Signore Onnipotente, per la sua bontà e misericordia. Sentiamo che la chiamata di p. Vittorio ad entrare nella successione Apostolica, nel Collegio episcopale, è un dono grande fatto anche a noi. San Francesco ci ha insegnato l’amore per la Chiesa, per il Papa e per tutti i Pastori.

Ringrazio tutti i convenuti: tutti e ciascuno.

In modo particolare desidero salutare e ringraziare Sua Eminenza il Cardinal Attilio Nicora, Legato Pontificio per questa Basilica papale e Sua Eccellenza Mons. Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi e consacrante principale. Un saluto a Monsignor Martino Canessa, predecessore di p. Vittorio a Tortona. Un saluto devoto agli altri Eminentissimi ed Eccellentissimi Arcivescovi e Vescovi presenti. Altri pur non potendo essere qui, ci hanno fatto pervenire la loro adesione e la loro unione spirituale.

Un saluto fraterno al Reverendissimo P. Michael Perry, Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori, al nostro Definitore Generale, ai Ministri Provinciali delle Famiglie Francescane e dei Figli della Divina Provvidenza. Un saluto a tutti i sacerdoti concelebranti e ai diaconi, ai religiosi e alle religiose presenti.

Saluto i tre Sindaci: di Assisi, Tortona e Vallemosso, con tutte le autorità civili e militari che ci onorano della loro presenza.

Un saluto a tutte le delegazioni e a tutti gli amici, ai devoti di questo Santuario, in particolare ai fedeli di Santa Maria degli Angeli e quelli di Tortona, giunti qui numerosissimi a rendere omaggio al loro nuovo Vescovo.

Un saluto speciale alla mamma di P. Vittorio, signora Renata, al fratello Corrado, con la sua famiglia e agli altri parenti, nonché ai ragazzi e agli altri ospiti delle Case Caritas dell’Umbria.

Un grazie di cuore a tutti coloro che si sono generosamente prodigati per questo giorno, coordinati brillantemente da P. Sergio, compaesano e amico d’infanzia di P. Vittorio. Un grazie alla Comunità della Porziuncola e al nuovo Custode, ai volontari, al Coro e a tutti, nonché all’Amministrazione comunale, che ha messo a disposizione la struttura per il ricevimento, dove ci recheremo poi.

 

A TE CARISSIMO PADRE VITTORIO, VESCOVO FRANCESCANO

Carissimo Padre Vittorio, ti lasciamo andare, anche se ci costa, perché sappiamo che attraverso la Chiesa, attraverso il Santo Padre, è il nostro Signore Gesù Cristo che ti chiama e ti invia come suo Vicario e Pastore.

Il Signore ti ha scelto per l’episcopato in questo anno di grazia 2014: è il tempo della tua maturità, nel quale manifesti affidabilità e affabilità, e quella stabilità che si ricerca in chi deve farsi carico di altri e servire la comunione. I doni di natura e di grazia, che tu hai coltivato e armonizzato in questi anni di attività davvero intensissima, compiono in te una formidabile sintesi: sei un uomo di rara sensibilità e di profonda spiritualità, e, nello stesso tempo, sei un fratello di buona compagnia, umile e semplice; sei un uomo molto serio e responsabile, e in pari tempo hai la battuta facile, simpatica, geniale; sei un uomo di cultura, un docente universitario e nello stesso tempo sai stare con le persone più umili e dedicarti ai servizi più umili… Per questo non possiamo che confermare la bontà del discernimento della madre Chiesa; e in questo il giudizio dei confratelli – tutti me l’hanno ripetuto in queste settimane successive alla notizia della tua nomina – è unanime: siamo certi che sarai un buon lavoratore nella vigna del Signore, siamo certi che non risparmierai nulla nel tuo ministero episcopale e che darai la tua vita per il gregge che ti viene affidato.

Caro Padre Vittorio, nostro Vescovo! I sacri canoni dicono che «il religioso elevato all'episcopato continua ad essere membro del suo istituto» e questo ci consola. Certo non sei più soggetto per il voto di obbedienza al tuo ministro, ma solamente – come è giusto che sia – al Romano Pontefice, il quale d’altra parte è il Superiore Supremo di tutti gli Istituti e di tutti i religiosi. Per il resto, ti regolerai secondo il tuo prudente giudizio per tenere insieme il tuo essere religioso francescano con il tuo essere Vescovo, Vicario di Cristo nella Chiesa nella quale sei costituito Capo e Pastore; inoltre, avrai alcune limitazioni legate al voto di povertà e non potrai godere com’è ovvio di voce attiva e passiva nell’Ordine. Tuttavia, nonostante la tua partenza per assumere le gravi responsabilità ecclesiali che ora ti corrispondono, sei e sarai ancora uno di noi.

Diciamo che ti lasciamo quasi tutti i diritti, soprattutto la partecipazione alle grazie spirituali della famiglia religiosa, e ti togliamo quasi tutti i doveri, escluso quello di benedirci e di ricordarti che questa resta la tua casa e che qui ci sono i tuoi fratelli.

Noi ti lasciamo andare, ma ti accompagniamo con affetto e con la nostra preghiera, invocando l’intercessione della Vergine Immacolata, Madonna degli Angeli, Regina degli Apostoli, Madre della Chiesa; dei santi Francesco e Chiara e di tutti i santi dell’Ordine Serafico e del santo vescovo Ambrogio, che oggi ricordiamo, sublime modello di intelligenza e carità pastorale.

 

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