News > Perdono è la “tenerezza di Dio”

02/08/2013 10:48
Veglia di Preghiera per la famiglia alla Porziuncola


Madonna degli Angeli, Regina della Famiglia

“Regina della Famiglia”: il titolo mariano introdotto nelle litanie lauretane dal beato Giovanni Paolo II non poteva non tornare alla mente e fiorire nel cuore come invocazione guardando, la sera del 1° agosto, la piazza della Basilica di Santa Maria degli Angeli che accoglieva uno stuolo di famiglie, convenute per l’incontro regionale voluto dalla Conferenza Episcopale Umbra.

L’incontro è stato presieduto da S. E. mons. M. Ceccobelli, Vescovo di Gubbio, alla presenza del Vescovo di Assisi-Nocera-Gualdo Tadino mons. D. Sorrentino, ed ha avuto come titolo: “Famiglia: perdono è la tenerezza di Dio”.

Dopo un canto alla Madre di Dio ed il saluto del Presidente, l’assemblea ha mosso processionalmente dalla piazza nella Basilica, in spirito penitenziale, invocando la misericordia di Dio coll’invocazione Kyrie, eleison! per le numerose ferite che sfigurano il volto della famiglia oggi: dalla soppressione della vita appena concepita, all’abbandono degli anziani, dallo strazio della droga e del disagio giovanile all’emarginazione dei disabili, dalla mancanza di accoglienza e solidarietà alla scelta del perbenismo e del “quieto vivere”, dal pessimismo alle violenze domestiche.

La celebrazione è continuata in Basilica con una Liturgia della Parola, nella quale sono state proclamate due tra le pagine più sublimi della Scrittura: l’inno alla carità di San Paolo (1Cor 13), al quale abbiamo risposto col Sal 102 (Benedici il Signore anima, quanto è in me benedica il suo santo nome), e il Vangelo della lavanda dei piedi (Gv 13, 1-20).

Alla luce di questa Parola abbiamo poi ascoltato le coraggiose e toccanti testimonianze di Michele e Carmen, giovane coppia di coniugi; di Simone e Giulia, sposi da 18 anni; e di Renata, vedova. Abbiamo contemplato l’agire di Dio nella vita ordinaria di questi fratelli e sorelle, che hanno sperimentato la fatica e la bellezza del perdono: perdono delle incomprensioni delle famiglie d’origine, che considerando le precarie economiche dei fidanzati, ne ostacolavano il matrimonio; perdono reciproco dei coniugi nel corso di una crisi profonda che appariva irrecuperabile; perdono di un uomo, marito e padre, che al termine della sua vita ha la grazia di morire riconciliato con Dio e coi suoi familiari, la mano stretta in quella della moglie durante la preghiera del rosario. Perdono ricevuto da Dio e donato ai fratelli, fecondo di una vita nuova, più forte del peccato perché radicata nella misericordia di Dio.

Dopo una breve omelia del Vescovo, che ha riproposto Gesù come modello di amore e di servizio, i coniugi hanno potuto rinnovare le loro promesse matrimoniali, il pentimento per le proprie colpe, e la preghiera per i bisogni del mondo, coronata dal Padre Nostro.

Nell’orazione conclusiva abbiamo fatto nostre le ardenti parole di Francesco d’Assisi:

Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Iddio,
concedi a noi miseri di fare, per la forza del tuo amore, ciò che sappiamo che tu vuoi,
e di volere sempre ciò che a te piace,
affinché, interiormente purifica­ti, interiormente illuminati e accesi dal fuoco dello Spi­rito Santo,
possiamo seguire le orme del tuo Figlio dilet­to, il Signore nostro Gesù Cristo,
e, con l’aiuto della tua sola grazia, giungere a te, o Altissimo,
che nella Tri­nità perfetta e nella Unità semplice vivi e regni glorio­so,
Dio onnipotente per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Dopo la benedizione del Vescovo, i fedeli hanno lasciato la Basilica attraversando la Porziuncola, in un’atmosfera festosa. La benedizione della Regina degli Angeli, mediatrice di grazia e riconciliazione in questo luogo veramente santo, continui a custodire le nostre famiglie!







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