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mercoledì, 25 aprile 2018
Primo campo nazionale GPIC per frati e giovani 11 Ott 2017

Prendersi cura

Il 22 al 26 agosto 2017, un gruppo di giovani e frati provenienti da tutta Italia ha partecipato al primo Campo nazionale di GPIC a Palermo. Fr. Francesco Zecca, OFM, l’animatore GPIC di Salento, racconta l'evento qui sotto:

Come Frati Minori d’Italia, ci siamo interrogati come poter dialogare di più col mondo giovanile sui valori GPIC. Così abbiamo pensato di proporre ai giovani dai 18 ai 35 anni un’esperienza di formazione ai valori GPIC, incontro con dei testimoni e servizio ai fratelli più poveri.

Il tutto si è realizzato in Sicilia, a Palermo, dal 22 al 26 agosto. Hanno aderito al campo 20 giovani e 9 frati provenienti da diverse parti d’Italia. Il filo conduttore che abbiamo scelto, è stato il “prendersi cura”, un percorso che parte da Dio che si prende cura dei suoi figli, per arrivare all’uomo che è chiamato ad immagine del Padre a prendersi cura del fratello, del creato, della polis in cui è inserito.

L’esperienza è stata all’insegna dell’itineranza dentro la città, ogni giorno ci siamo messi in cammino per conoscere storie di uomini e donne che nel quotidiano hanno provato a prendere sul serio il Vangelo. Da don Pino Puglisi, un “padre” per tutti quei ragazzi che hanno provato a strappare dalle strade della malavita, e per questo ucciso dalla mafia nel 1993; a Fr. Biagio Conte, un giovane appartenente ad una famiglia agiata, che, dopo una crisi umana e spirituale, lascia il suo “mondo” e inizia a prendersi cura dei fratelli “…rimasti indietro”, fondando a Palermo la missione “Speranza e Carità”, che ogni giorno accoglie circa 1000 fratelli e sorelle.

Anche altri fratelli sono stati da input circa il tema del prendersi cura, dai frati minori del convento di “Terra Santa” che portano avanti diverse attività sociali, tra cui la mensa su strada e il laboratorio di ceramica; alla sartoria sociale “Al Revés”, che promuove un percorso di promozione umana attraverso l’impegno occupazionale e creativo di persone che chiedono alla vita “un’opportunità per migliorarsi”.

Nei giorni del campo, sia i giovani che i frati, sono stati impegnati nel destinare un tempo della giornata al servizio, servizio presso la missione “Speranza e Carità”, come segno concreto del prendersi cura e di servizio a fratelli e sorelle che a loro volta si sono presi cura di noi donandoci una parola, un sorriso, o condividendoci parte della loro storia.

Al termine del campo, tutti siamo stati contenti della bella esperienza vissuta, che ha puntato a far sì che il Vangelo fosse sempre più familiare alla nostra quotidianità, non facendo i super eroi, ma come direbbe Papa Francesco nella Laudato sì, provare a: «lasciar emergere tutte le conseguenze dell’incontro con Gesù nelle relazioni con il mondo che ci circonda» (n. 217).

Queste righe non esprimono a pieno l’esperienza di grazia che il Signore ci ha fatto vivere, perché certi vissuti non trovano mai parole abbastanza adeguate per esprimere la ricchezza di un evento, ma sicuramente vogliono essere un inno di lode al Signore per ciò che ha compiuto nella nostra vita in questi giorni. Allora quali parole migliori utilizzare per concludere questa piccola condivisione, se non quelle del nostro padre S. Francesco: «Laudate e benedicete mi’ Signore et rengratiate e serviateli cum grande humilitate».

di Fr. Francesco Zecca OFM, Animatore di GPIC – Salento, ITALIA
per il Bollettino Informativo OFM di Giustizia, Pace e Integrità del Creato (Settembre 2017)



Biagio Conte Creato Giustizia GPIC Pace Palermo Pino Puglisi

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