News > Primi Vespri del Natale con canto della Kalenda

25/12/2013 14:57
24 dicembre, Vigilia di Natale alla Porziuncola


O Dio, che ogni anno ci fai vivere nella gioia
questa vigilia di Natale,
concedi che possiamo guardare senza timore,
quando verrà come giudice,
il Cristo tuo Figlio che accogliamo in festa
come Redentore.

Questa è l’orazione elevata dalla Chiesa al termine dei Primi Vespri del Natale.

Siamo giunti a questa Vigilia, nella gioia di chi accoglie il Signore. Stasera lo accogliamo con il canto della Kalenda, che annuncia il Natale di Gesù. Signore e centro della storia, di quella storia di salvezza di cui abbiamo ripercorso le tappe nel corso del Settenario appena concluso (vedi link in basso).

“Una storia – ci ricorda stasera p. Marco Freddi – che passa attraverso le vicende, le fatiche e i di persone umane, da Abramo fino a Maria, che si fidano del Signore, aprendosi alla Sua Parola. Non solo: si passa anche per la storia profana: l’Olimpiade, gli anni dell’Impero … nulla della storia sfugge all’amore di Dio”. Amore che fa nuova la storia nella “pienezza del tempo”, sottolinea ancora p. Marco commentando Gal 4: “Dio manda suo Figlio affinché noi possiamo ricevere l’adozione a figli, con tutti i diritti dei figli, e possiamo gridare «Abbà, Padre!», avendo in noi lo Spirito del Figlio. Vogliamo allora benedire Dio, poiché, con il suo assumere la nostra carne, ci fa diventare davvero figli: non più schiavi, paurosi, ma figli, che lodano il Signore per il dono della sua grazia”.

La liturgia vespertina di questa sera, è caratterizzata dall’Annunzio cantato del Natale, detto Martirologio o Kalenda. Di origine medievale, il Martirologio Romano – particolarmente caro alla tradizione francescana – conosce la sua prima edizione ufficiale nel XVI secolo. In seguito alla riforma liturgica introdotta dal Concilio Vaticano II, il Martirologio viene aggiornato durante il pontificato di Giovanni Paolo II, finché la sua ultima edizione vede la luce nel 2001. Di esso fa parte la Kalenda, cantata nella liturgia pontificia prima della Messa della notte di Natale e ormai cara alla nostra Basilica, dove risuona nei Primi Vespri. Il testo è stato modificato di recente, con la rimozione di elementi quasi mitologici e datazioni non più in accordo con l’attuale esegesi dei testi biblici.

Viviamo un periodo in cui abbiamo, spesso, un rapporto conflittuale con il tempo: sempre di fretta, alle prese con scadenze, spaventati dall’invecchiamento e dal numero di candeline da spegnere, arriviamo perfino a lamentarci del Natale che è arrivato troppo presto, senza lasciarci il tempo per l’acquisto dei regali. Il tempo sembra tiranneggiarci e, talvolta, può perfino diventare un idolo. In questi giorni, una frase pubblicata sulla nostra pagina FacebookOroscopo? No, grazie: sono cristiano – ha suscitato molte reazioni. Pare che se ne parli poco, ma … Come ci rapportiamo con queste cose? Una sbirciatina, tanto per curiosità? Ma tanto, mica ci credo veramente … Tante battute, si legge per scherzo, ma la vera domanda è un’altra:

Chi è il Signore della storia? Chi la conduce? Chi è il Signore della mia vita?

Le parole della Kalenda, stasera, ce lo dicono chiaramente. Dio è il Signore della storia. Egli entra nel tempo e a Lui sta a cuore tutta l’umanità. Abbiamo già visto come a Gesù conducesse tutta la storia biblica. Ma nulla delle nostre vicende è indifferente a Dio: nemmeno il nome dell’imperatore romano, o degli altri funzionari dell’Impero, in carica al momento della Sua venuta tra noi; nemmeno gli atleti che si sfidavano in Grecia per l’alloro olimpico. Allora, forse, Dio non sarà indifferente nemmeno alle più “insignificanti” circostanze della nostra vita.

A chi, allora, vogliamo affidare la nostra storia, la nostra vita?

Un Bambino nasce per noi. Dio è con noi. Venite, adoriamo!


Settenario di Natale: riflessioni di p. Renato Russo ofm

  1. Un domandare amoroso: Perché Dio si è fatto uomo? – 17 dicembre

  2. Luce per le genti, Gloria di Israele – 18 dicembre

  3. Quel bambino è la fedeltà di Dio e noi non possiamo più dubitarne – 19 dicembre

  4. Questo Bambino è la gioia venuta per stare con noi – 20 dicembre

  5. Vedremo il Signore così come Egli è – 21 dicembre

  6. Un solo Dio, un solo popolo dai molti volti – 22 dicembre

  7. Grandi cose abbiamo promesso, maggiori ne ha promesso Dio a noi – 23 dicembre


Kalenda con traduzione (fonte: Le variazioni alla cronologia universale della Kalenda)

Octavo Kalendas Ianuarii,
Luna vigesima secunda.
Innumeris transactis saeculis
a creatione mundi,
quando in principio
Deus creavit caelum et terram,
et hominem formavit ad imaginem suam;
permultis etiam saeculis
ex quo post diluvium
Altissimus in nubibus arcum posuerat
signum foederis et pacis;
a migratione Abrahae, patris nostri in fide,
de Ur Chaldaeorum saeculo vigesimo primo;
ab egressu populi Israël de Aegypto,
Moyse duce, saeculo decimo tertio;
ab unctione David in regem
anno circiter millesimo;
hebdomada sexagesima quinta
iuxta Danielis prophetiam;
Olympiade centesima nonagesima quinta;
ab Urbe condita anno septingentesimo
quinquagesimo secundo;
anno imperii Caesaris Octaviani Augusti
quadragesimo secundo,
toto orbe in pace composito,
Iesus Christus, aeternus Deus
aeternique Patris Filius,
mundum volens adventu
suo piissimo consecrare,
de Spiritu Sancto conceptus
novemque post conceptionem
decursis mensibus
in Bethlehem Iudae nascitur
ex Maria Virgine factus homo.
Nativitas Domini nostri Iesu Christi
secundum carnem!

Ottavo giorno prima delle calende di gennaio,
Luna ventiduesima.
Trascorsi molti secoli
dalla creazione del mondo,
quando in principio
Dio aveva creato il cielo e la terra
e aveva fatto l’uomo a sua immagine;
e molti secoli
da quando, dopo il diluvio,
l’Altissimo aveva fatto risplendere l’arcobaleno,
segno di alleanza e di pace;
ventuno secoli dopo
la partenza da Ur dei Caldei di Abramo,
nostro padre nella fede;
tredici secoli dopo l’uscita di Israele dall’Egitto
sotto la guida di Mosè;
circa mille anni dopo l’unzione di Davide
quale re di Israele;
nella sessantacinquesima settimana,
secondo la profezia di Daniele;
all’epoca della centonovantaquattresima Olimpiade;
nell’anno 752 dalla fondazione di Roma;
nel quarantaduesimo anno
dell’impero di Cesare Ottaviano Augusto;
quando in tutto il mondo regnava la pace,
Gesù Cristo, Dio eterno
e Figlio dell’eterno Padre,
volendo santificare il mondo
con la sua venuta,
concepito per opera dello Spirito Santo
e trascorsi nove mesi
dalla concezione,
nasce in Betlemme di Giuda
fatto uomo dalla Vergine Maria.
Natale di nostro Signore Gesù Cristo
secondo la natura umana.







Articoli correlati


06/01/2018  07:30
Presepi viventi in Assisi
Alla Porziuncola la 2^ rappresentazione, in musical, della Natività

02/01/2018  08:48
Adorazione: un “inno di silenzio” a Dio
Alla scuola dei Re Magi per riconoscere Dio “come Dio”

31/12/2017  10:51
Fra pochi giorni la festa di sant’Angela da Foligno
Un nuovo dipinto di Sereni ritrae la santa nella Natività

29/12/2017  10:20
La Caritas vicina alla Casa Circondariale di Terni
Aiuti materiali e spirituali ai detenuti

28/12/2017  09:50
Il Natale “Giorno di letizia”
di p. Lorenzo Di Giuseppe

25/12/2017  22:57
Celebriamo la nostra nascita a figli di Dio
Natale con il Card. Vallini alla Porziuncola