News > Professioni Temporanee 2011 a San Damiano

28/08/2011 11:40
Omelia del Ministro Provinciale, fr Bruno Ottavi


XXII DOMENICA DEL T.O.: Ger 20,7-9 • Sal 62 • Rm 12,1-2 • Mt 16,21-27

Oggi, 28 agosto 2011, presso il Santuario di San Damiano in Assisi hanno emesso la prima professione temporanea dei voti, nella Provincia Umbra dell'Ordine dei Frati Minori:

  • Fr. Marco Bussi
  • Fr. Luca Di Pasquale
  • Fr. Giovanni Guglielmi
  • Fr. Alessio Mecella
  • Fr. Bernardo Patrignani
  • Fr. Pietro Luca Roccasalva
  • Fr. Mauro Scala

La celebrazione è stata presieduta dal Ministro Provinciale fr Bruno Ottavi. Segue il testo dell'omelia rivolta ai sette nuovi confratelli e a tutti i presenti.

Fratelli e sorelle carissimi, in questa ventiduesima Domenica del tempo ordinario, la Parola di Dio è veramente ricca e vuole condurci verso una conversione del cuore, una trasformazione della nostra vita cristiana, per diventare ad immagine della vita del Signore Gesu. Anche questi fratelli che consacrano oggi la loro vita al Signore, in un certo qual modo fanno parte della Parola di Dio; anzi sono per noi Parola di Dio vivente, per aiutarci a comprendere e a seguire il Maestro, il Signore nostro Gesu Cristo.

Lasciamoci condurre da questa Parola: la Parola scritta e la parola vivente che questi fratelli vogliono realizzare oggi mediante la Professione Religiosa dei voti di castità, obbedienza e poverta.

La Prima Lettura ci ricorda che il Profeta Geremia ha seguito la volontà di Dio nella sua vita, malgrado la difficile situazione del popolo d'Israele, ribelle alla Parola di Dio, e del suo tempo di lotte di guerra e di sofferenza. Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre; mi hai fatto violenza e hai prevalso. La vocazione del Profeta non è una sua immaginazione o un suo progetto, ma è volontà di Dio che lo ha chiamato, anzi "lo ha sedotto" per diventare segno e testimonianza per il suo popolo.

Una parola che ci ricorda un amore sponsale. Dio è un seduttore e chi è attento alla sua Parola si lascia sedurre e trova quell'amore che riempie la sua vita. Un amore che i nostri fratelli hanno trovato e di cui ne hanno fatto l'esperienza in questi anni di formazione. Il voto di castità è il segno di questa seduzione di Dio. Quando Lui riempie la tua vita del suo Amore, non puoi condividere con nessun altro questo amore, soprattutto se sei chiamato a testimoniare con la vita consacrata la bellezza e la totalità del Regno di Dio. Un amore totale verso Dio, ma che ti porta anche ad amare tutti gli uomini, con lo stesso amore con cui Dio li ama. Lasciarsi sedurre da Dio ha questo significato di un amore indiviso, dove Dio e gli uomini, soprattutto i più poveri, riempiono la tua vita. La Professione del voto di castità di questi nostri fratelli è la testimonianza più bella della seduzione di Dio, un amore che ha riempito la loro vita e che vogliono esprimere con questo gesto di donazione. Anche San Paolo ce lo ripete nella sua lettera ai Romani: Fratelli, vi esorto, per la misericordia di Dio, a offrire í vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio,' é questo il vostro culto spirituale. I vostri corpi, significa tutta la vostra vita, tutto il vostro essere che diventa un sacrificio vivente, offerto a Dio, come ha fatto Geremia, come ha fatto Paolo, come ha fatto Francesco.

Inoltre, occorre compiere la volontà di Dio anche quando costa sacrificio, come per Geremia che deve rimproverare il popolo d'Israele, un popolo ribelle, nonostante il suo carattere mite, ma il fuoco di Dio è in lui e deve seguire questa volontà divina. Mi sembra di scorgere qui il segno dell'obbedienza.

Questo voto così difficile da compiere, perché a volte non riusciamo a capire questa volontà di Dio, e i nostri progetti ci sembrano migliori da realizzare ed anche più fruttuosi di quelli di Dio, ma il nostro pensiero è così lontano dal pensiero di Dio ed è difficile comprendere i suoi progetti. La stessa cosa è per Simon Pietro, che, dopo aver professato la sua fede su Gesù come Messia e Figlio di Dio, lo rimprovera per l'annuncio della sua passione e della sua morte. «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Anche noi avremmo detto la stessa cosa, ma Pietro viene chiamato da Gesù, "Satana" cioè "oppositore di Dio" perché non pensa secondo Dio, ma secondo gli uomini, ed anche noi spesso siamo dei "satana" se ci lasciamo allontanare dal progetto di Dio, che passa attraverso la sofferenza e la croce.

Questi nostri fratelli con il loro voto di obbedienza ricordano a tutti i cristiani, la difficile obbedienza della croce e diventano segno della volontà di Dio realizzata da Gesù sul Calvario. Per questo Gesù, dopo aver rimproverato Pietro, rícorda ai suoi discepoli che, se vogliono seguirlo, devono prendere la loro croce ogni giorno e camminare sulla stessa sua strada. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.

Castità e obbedienza, potrebbero sembrare un perdere la vita, in un mondo come il nostro, dove: realizzare la propria vita, avere un proprio progetto, seguire l'istinto del piacere e del volere, sono le méte che ci vengono presentate e percorrere altre strade significa "perdere la vita", ma Gesù ci ricorda che perderla per causa sua significa acquistare una nuova vita, acquistare la vita di Dio che è una vita eterna ed è l'unica che è capace a colmare i nostri desideri più profondi. In fondo anche San Paolo ci ricorda che non dobbiamo conformarci a questo mondo, ma lasciarci trasformare rinnovando il modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.

Infine il voto di povertà o il "sine proprio" (senza nulla di proprio) come dice San Francesco nella Regola. E' il riassunto degli altri impegni di vita, della castità e dell'obbedienza, infatti soltanto una persona che non possiede nulla di proprio, sia da un punto di vista materiale, ma anche nel proprio intimo, cioè quella spogliazione totale del proprio volere, è capace di donarsi totalmente in un amore indiviso e cercando sempre la volontà di Dio, mettendo tutto se stesso nel realizzarla. Invece chì possiede la sua vita non potrà realizzare questo bel progetto di Dio e giungere nel suo Regno. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? dice Gesù. E' un altro modo di considerare le parole "guadagnare" e "perdere" rispetto alla mentalità della nostra società. Francesco di Assisi lo ha capito, infatti nel tempo della sua crisi e della ricerca della volontà di Dio per la sua vita, nella chiesetta di S. Nicolò in Piazza del Comune, aprendo il Vangelo, trovò queste parole di Gesù e da allora le ha realizzate ed è diventato modello per tanti che lo hanno seguito. Nella Regola le ha poste come sigillo della vita dei Frati Minori, della nostra vita, ed ora... della vostra vita, cari fratelli che professate la Regola di Francesco e volete realizzare, nella gioia, la bellezza di questa vocazione religiosa.

Voglio infine mettervi in guardia su un pericolo che può essere sempre presente nella nostra vita di francescani: Se volete consacrarvi perché vi siete lasciati soltanto affascinare da una "moda" — infatti Francesco, Assisi, la bellezza della natura, la pace, il creato, ecc. possono essere solo un sentimento o una moda — allora voi pensate secondo gli uomini e non secondo Dio e tutto questo prima o poi finisce e non avrete guadagnato la vostra vita.

Invece se volete consacrarvi perché volete donare totalmente la vostra vita a Dio e ai fratelli, alla Chiesa, al mondo, ai poveri, dove la vita religiosa è il segno del Regno di Dio già in questo mondo e questo sgnificherà "rinuncia", significherà portare "ogni giorno" la croce, in questo caso state pensando secondo Dio e state cercando di fare la sua volontà, Allora avrete guadagnato la vostra vita e sarà una vita secondo Dio, cioè una vita eterna.

Fratelli, il Signore accompagni il vostro cammino che oggi inizia alla sequela di Gesù e secondo il modello di Francesco e Chiara di Assisi, lo Spirito di Dio vi doni la sua grazia, noi promettiamo di pregare per voi.

Amen!







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