News > Professioni Temporanee 2012

02/09/2012 13:03
Di fr Matteo Paolo e fr Nazareno


«Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme» (1Pt 2,21)

Stamane, durante la celebrazione eucaristica delle ore 9.30, fr Matteo Paolo Polato e fr Nazareno Romito, dopo aver trascorso l'anno della prova nel Santuario di San Damiano, hanno emesso nelle mani del Ministro Provinciale dei Frati di Umbria e Sardegna - fr Bruno Ottavi - la Professione temporanea dei voti o consigli evangelici: povertà, obbedienza e castità.

Il Ministro, oltre ad accogliere tra i Frati le due nuove e giovani vite consacrate, ha ringraziato tutti i presenti, in particolare i formatori e le famiglie d'origine, e ha salutato con caro affetto anche fr Gerald Xuereb, novizio maltese che professerà il prossimo 4 settembre a Malta come hanno già fatto i suoi due compagni di noviziato, esprimendo sentimenti di comunione con il Ministro e con tutti i Frati della Provincia di Malta.

Fr Matteo Paolo e fr Nazareno oggi pomeriggio lasceranno il Convento di San Damiano per passare qualche giorno in famiglia, con parenti e amici, prima di proseguire il percorso formativo nel Convento di Farneto, presso Perugia.

Proponiamo il video delle due Professioni emesse oggi e a seguire l'omelia del Ministro Provinciale.

Professioni temporanee 2012.

 

LETTURE: Dt 4,1-2.6-8 Sal 14; Gc 1,17-18.21b-22.27; Mc 7,1-8.14-15.21-23

Carissimi fra Matteo e fra Nazareno, oggi, con la vostra Professione religiosa state realizzando la bellezza di una vita consacrata che si dona totalmente al Signore, completando in voi il dono del battesimo. Infatti, già nel battesimo siete diventati “figli di Dio” ed avete ricevuto la grazia, cioè i doni più belli che Dio offre ai suoi figli: la vita eterna, la comunione con Dio e la capacità di amare tutti come fratelli. Ora, realizzando la chiamata particolare nella vita religiosa che Dio ha voluto per voi, portate a compimento questi doni e diventate testimoni dell’Amore di Dio per la sua Chiesa e per ogni persona che incontrerete nella vostra vita.

Grande gioia per tutti noi di essere attorno all’altare di Dio e di partecipare alla bellezza della sua presenza; e insieme a voi fratelli, che vi preparate a consacrare la vita nella pienezza dell’imitazione di Cristo Gesù, vogliamo rendere grazie a Dio, cioè fare Eucaristia, per questo dono grande della vostra consacrazione, cioè per il dono della vostra vita fatta a Dio e per il dono che voi fate per la vita della Chiesa.

I voti che state per fare davanti alla Chiesa esprimono la bellezza e la gioia di una vita donata totalmente al Signore, anche se attraverso la fatica e la sofferenza della rinuncia a valori importanti per l’uomo, come gestire la propria libertà, avere una propria famiglia o un proprio desiderio di possedere. Ma il Signore quando chiama qualcuno in modo radicale chiede il sacrificio della propria volontà, per entrare totalmente nella Sua Volontà.

La Parola di Dio è sempre un aiuto per comprendere quello che stiamo vivendo, ed anche in questa domenica XXII del Tempo Ordinario, questa Parola ci aiuta a riflettere su ciò che stiamo per compiere e su ciò che Matteo e Nazareno compiranno tra poco con la consacrazione della loro vita.

Il tema principale della Parola di questa domenica è la Legge. Prima di tutto celebrata nella sua bellezza dal libro del Deuteronomio, infatti il brano della prima lettura è una celebrazione entusiastica dell'adesione alla proposta di Dio espressa nella legge. Nel comandamento di Dio l'uomo trova la vera intelligenza e la vera sapienza e soprattutto scopre la presenza di Dio. Il Signore è da cercare nella sua Parola. La vera religione è la scoperta della vicinanza di Dio proprio nell'esistenza umana in genere e nella nostra vita in particolare: splendida è, infatti, la domanda finale di questo brano: «Quale nazione ha la divinità così vicina a sé, come il Signore nostro Dio è vicino a noi?»

La vita religiosa è una risposta fedele e autentica a questa domanda. Il consacrato sperimenta nella propria vita questa vicinanza di Dio e pone la sua Legge al centro della propria esistenza. Una Legge che non è più fatta di molti decreti o di norme complicate, ma è riassunta dal Signore Gesù nella “legge dell’Amore”. Questa legge è una risposta all’Amore infinito di Dio che ama ogni creatura di un amore totale e che si è donato per ogni uomo sulla croce, è una risposta fatta da un dono totale di amore che, con l’aiuto dello Spirito Santo diventa impegno di obbedienza, cioè amore nel fare la volontà del Padre, impegno di castità, cioè amore indiviso e totale, impegno di povertà, cioè amore gratuito e spoglio di ogni tipo di ricchezza per possedere il Tutto di Dio.

Matteo e Nazareno nella loro Professione religiosa adempiono il comandamento dell’Amore e vivono in pienezza la bellezza della Legge, cioè la bellezza della Parola di Dio che si incarna nella loro vita di ogni giorno e diventa testimonianza di amore. Con la loro vita donata a Dio vivono nella pienezza della legge dell’amore e cercano di mostrarlo a questo mondo, assetato di amore, ma incapace di possederlo.

Poi, il Vangelo entra ancora più in profondità, perché Gesù conosce il cuore dell’uomo e sa che ciascuno di noi tenta di vivere questo amore adempiendo soltanto a dei semplici comandamenti, vive solo nell’esteriorità di questa legge dell’amore e non è capace di far scendere nella profondità della coscienza ciò che vorrebbe far apparire all’esterno. Trascurando il comandamento di Dio, dice Gesù, osservate la tradizione degli uomini. Nel suo attacco all'osservanza fredda e legale di una certa tradizione giudaica, Gesù prende lo spunto dalle prescrizioni di purità, esemplificate nella lavanda rituale delle mani, che si era trasformata in un ossessivo legalismo destinato quasi a esaurire ogni impegno religioso. Gesù oppone le prassi esteriori, liquidate come «tradizioni di uomini», al «comandamento di Dio» che è invece appello alla coscienza, cioè alle scelte profonde che impegnano totalmente la vita dell’uomo. Si comprende, allora, il passaggio all'analisi del «cuore», termine che nella Bibbia designa appunto la coscienza, le decisioni fondamentali e l'atteggiamento globale della vita. Lì si gioca il destino dell'uomo, e non nell'esteriorità di abiti, di cibi e di vuoti e freddi rituali.

Questa esortazione di Gesù deve farvi riflettere cari fratelli, che vi impegnate nella consacrazione della vostra vita, per vivere questo momento così bello come una scelta “del cuore”, cioè della vostra interiorità. Questa scelta di vita deve essere una decisione fondamentale che impegna totalmente la vostra persona, anche se non è una Professione Solenne, in quanto la Chiesa, madre previdente, vi lascia ancora del tempo per maturare questo impegno di vita, cioè i vostri voti di obbedienza, castità e povertà. Ma, già ora, nel vostro cuore questi voti devono essere totalmente scelti e vissuti, fino in fondo, fino al profondo della vostra coscienza.

La società del nostro tempo vive in quella esteriorità che Gesù ci presenta nel Vangelo, vive nell’apparenza e nella superficialità, o ancor peggio, vive nell’impurità del cuore che lascia uscire dal di dentro quell’elenco di male che abbiamo ascoltato nel Vangelo. Occorre che i cristiani diventino una testimonianza della vera legge, portata a noi da Gesù, la testimonianza dell’amore gratuito che si dona a Dio totalmente e ad ogni fratello nella carità, diventando operatori della Parola e non ascoltatori distratti, come ci ha ricordato anche san Giacomo nella seconda lettura.

Occorrono sempre più dei testimoni di questo amore, perché il mondo si converta a Dio. Noi religiosi dovremmo essere questi testimoni della nuova legge di Dio per la Chiesa e per il mondo; oggi in questa celebrazione vogliamo ricordarcelo e vogliamo scegliere di nuovo questo impegno nel profondo del nostro cuore e della nostra coscienza. Voi, fra Matteo e fra Nazareno aiutateci a vivere i nostri impegni di religiosi con coerenza e fedeltà. Con l’entusiasmo della vostra scelta, aiutate la Chiesa intera ad essere coerente al suo Maestro e Signore, affinché il mondo riceva l’annuncio del Regno di Dio e dal cuore dell’uomo non escano più ogni sorta di male, ma sia un cuore aperto all’amore, alla misericordia, alla giustizia e alla pace.

Per tutti noi e oggi in modo particolare per voi fratelli, che volete vivere più radicalmente il vostro battesimo attraverso la consacrazione religiosa, scegliere la legge di Dio, la legge dell’amore, significa mettere a disposizione la propria vita per il servizio degli ultimi e non per il dominio su di loro, significa donare a questa società un modello più umano, proprio perché cristiano, cioè un modello che viene dal Signore Gesù, significa saper accogliere e trasmettere l’Amore di Dio nel quotidiano della vita.

Il Signore accompagni la vostra consacrazione e vi dia la forza dello Spirito per compiere ciò che Lui ha iniziato in voi.




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Professioni temporanee 2012



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