News > Rinnegare se stessi: uno spazio vuoto solo per Lui

17/06/2016 11:26
Vespri a San Damiano presieduti da Mons. Vittorio Viola


Ieri fin dall’apertura, alle 6:30, la piccola chiesa di San Damiano ha visto raccogliersi i fedeli in preghiera davanti al Crocifisso. Dopo le Lodi, alle 7, la celebrazione eucaristica delle 7:30 è stata presieduta da p. Sergio Dominici, superiore della comunità del Terz’Ordine regolare ad Assisi. Senza nascondere la gioia e l’emozione di celebrare in un’occasione così speciale, p. Sergio nell’omelia ha preso le mosse dal Vangelo del giorno, in cui Gesù consegna le parole del Padre nostro, e ha condiviso alcuni spunti di riflessione sulla preghiera, arricchiti dall’esperienza di Francesco e di Chiara.

Lungo la giornata i pellegrini hanno continuato a visitare il santuario, usufruendo anche dell’apertura continuativa.

Nel tardo pomeriggio la piccola chiesa si è gremita di fedeli per la celebrazione dei Vespri, presieduti da mons. Vittorio Viola OFM, già Custode della Porziuncola e dal 2014, per volontà di papa Francesco, vescovo di Tortona.

«Carissimo Vittorio, alcuni tra noi hanno condiviso con te un tratto importante del nostro cammino francescano; e per molti dei presenti sei stato e sei il volto familiare di un padre, di un amico, di un fratello», ha detto il Guardiano, p. Gianpaolo Masotti, nell’indirizzo di saluto; perché – si può aggiungere - mons. Viola ha lasciato negli anni una traccia profonda non solo nella comunità dei frati minori, ma anche nella vita civile ed ecclesiale della città di Assisi, che ha instancabilmente servito con la sua predicazione, il suo insegnamento, il suo servizio alla Caritas diocesana.

Il Guardiano ha poi introdotto le parole del Vangelo che ci accompagneranno nelle catechesi di questi giorni:

«Sono molti i segni della Provvidenza che la nostra comunità ha toccato con mano giorno dopo giorno, in questo impegno di riportare la Croce di San Damiano nella sua collocazione originaria. Molti segni… Ma uno in particolare ci ha colpito: nel Vangelo che verrà proclamato domenica prossima, ascolteremo Gesù che chiede ai suoi discepoli: “Chi vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (Lc 9, 23). Parole che suonano come un sigillo che Dio ha voluto porre su questi giorni dedicati alla contemplazione del volto della misericordia; parole da accogliere fin d’ora nella preghiera. Che significa per un cristiano “rinnegare se stesso”? Cosa ci testimoniano Francesco e Chiara dinanzi a questo Crocifisso?

Grazie di cuore Vittorio per aver accolto il nostro invito e per quanto vorrai donarci questa sera».

Un breve resoconto non può rendere giustizia al pathos della catechesi di mons. Viola; un pathos veicolato da un personalissimo impasto di silenzio, parola e gesto. L’invito, quindi, è a guardare la registrazione video, mentre qui si accenna succintamente ai temi toccati.

Anzi tutto, l’imbarazzo, giusto, doveroso, che si prova dinanzi al Crocifisso nella consapevolezza della propria piccolezza, della propria inadeguatezza; e, insieme, l’esperienza di una potente, sovrabbondante ondata di misericordia, che supera la nostra inadeguatezza, colma ogni distanza che noi poniamo, vince ogni nostro rifiuto; una misericordia che è lo sguardo del Crocifisso che ci cerca e ci trova, ovunque siamo.

Poi il significato del “rinnegare se stessi”. Mons. Viola non ha esitato ad additare il contrasto tra questa parola evangelica e la modernità, identificata col percorso che l’uomo ha iniziato ponendosi al centro della realtà ed relegando Dio sempre più ai margini, fino a “cancellarlo”. E’ questa, dunque, una parola evangelica particolarmente dura per l’uomo contemporaneo. Il Vescovo, poi, ha colto l’essenza di questo “rinnegare se stessi” non tanto nella mortificazione dei sensi, pur necessaria, quanto in tre verbi ricorrenti negli scritti di Francesco, e in particolare nella Ammonizioni: non appropriarsi, espropriarsi, restituire; e ha evidenziato i tanti ambiti in cui siamo tentati di appropriarci: di cose, servizi, scienza (anche teologica!), noi stessi, volontà propria. Non appropriarsi, espropriarsi, restituire: così si crea il necessario spazio per Dio; uno spazio che – ha precisato p. Vittorio – non deve essere grande, ma vuoto, perché il Signore possa regnare.

Ancora, mons. Viola ha richiamato l’invito di santa Chiara a specchiarsi nel Crocifisso, perché nel Suo volto noi vediamo ciò che siamo chiamati a diventare, ciò che lo Spirito vuole realizzare in noi: la conformità a Gesù crocifisso e risorto, i suoi pensieri, i suoi sentimenti, le sue scelte, Cristo vivo in noi.

Infine, la catechesi si è trasformata in dialogo di preghiera, in invocazione appassionata, in ardente  testimonianza del cuore, culminata nelle ultime parole del Vescovo: “Gesù, crocifisso e risorto, amore mio!”.

Anche ieri sera, dopo i Vespri, la chiesa di San Damiano è rimasta aperta per la preghiera personale, e dopo la Compieta, celebrata coi frati alle 22:30, per tutta la notte si sono alternati nella veglia tanti fedeli della parrocchia di S. Maria degli Angeli, quasi a testimoniare proprio nel cuore dell’oscurità il nostro bisogno di Cristo: “O alto e glorioso Dio, illumina le tenebre del cuore mio!”.







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