Santo del giorno > SAN CORRADO DA PARZHAM

21 Aprile
svolse il suo incarico di portinaio con fedeltà e poche parole


Nella schiera di santi della grande Famiglia Francescana, spiccano singolari figure di frati, pieni di umiltà e semplicità, i quali raggiunsero questa meta, adempiendo all’umile compito di portinaio del convento in cui vissero. Anche san Corrado da Parzham, trascorse tutta la sua vita di cappuccino, facendo il portinaio del convento di Altötting in Germania. Era nato il 22 dicembre 1818 nella fattoria di Venushof in Parzham (Baviera). A 16 anni era già orfano di entrambi i genitori; dalle scarne testimonianze venne descritto come un ragazzo mite, allegro, dolcissimo, amante della natura, sano e forte per i lavori dei campi a cui si dedicò.

Amava il lavoro e mentre dissodava il terreno, recitava il rosario che teneva sempre legato al polso; pur essendo figlio del padrone, lavorava volentieri con i dipendenti, diffondendo serenità, armonia e gioia. Appena poteva, si raccoglieva in preghiera nelle varie chiese e santuari del circondario e si accostava all’Eucaristia; a 19 anni tentò di frequentare il ginnasio dei Benedettini di Metten a Deggendorf, ma senza esito.

Avrebbe dovuto amministrare l’azienda ereditata dai genitori, ma sentendosi chiamato alla vita religiosa, vi rinunziò; divise la sua parte ereditata tra i poveri e a 31 anni, nel 1849, bussò alla porta del convento cappuccino di S. Anna ad Altötting.

Fece il noviziato a Laufen e qui ebbe l’incarico di aiutare l’ortolano e il giardiniere del convento; nei primi tre anni fu impegnato nella formazione, perfezionando le virtù e lo spirito di preghiera. Il 4 ottobre 1852, si consacrò per sempre al Signore; poi fu rimandato al convento di Altötting destinato all’ufficio di portinaio. In quest’umile funzione, visse per ben 41 anni fino alla morte, contento di vivere in quel luogo, sede dell’antico Santuario della Madonna.

Fra Corrado svolse il suo compito, in apparenza monotono e senza importanza, con fedeltà e poche parole, sempre calmo, paziente e disponibile. Ben presto in tutta la Bassa Baviera, si diffuse la fama di quel “santo portinaio” e alla porta del convento cominciarono a suonare la campanella molte persone per chiedere aiuto all’umile frate.

Devoto della Vergine e dell’Eucaristia, dotato di doni straordinari, come la profezia, operò un risveglio di fede nelle province circostanti, un padre Pio da Pietrelcina dell’epoca. Al portinaio del convento cappuccino, era affidato anche il compito di distribuire il cibo ai poveri, e lui lo faceva con soddisfazione, riflettendo l’esempio del Poverello d’Assisi.

Era la sua ‘felicità terrena’, distribuire minestra, pane e carne ai poveri, andando in cucina a scegliere i pezzi migliori, sordo alle esortazioni a moderare la sua generosità. “Tutto ciò che si dà ai poveri, ritorna nuovamente dentro con abbondanza”, era la sua risposta ai confratelli. Lavorò fedelmente fino alla fine; il 18 aprile 1894 al termine di una giornata stressante, si mise a letto “per prepararsi all’eternità”.

Morì all’alba del 21 aprile 1894 a 76 anni. Papa Pio XI lo dichiarò Beato il 15 giugno 1930 e cosa insolita per i processi di canonizzazione, dopo solo quattro anni, il 20 maggio 1934 lo stesso pontefice lo proclamò Santo.







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