Santo del giorno > SANT'AMBROGIO

07 Dicembre
l'opera di Ambrogio fu così vasta, profonda e importante, che difficilmente può essere riassunta


La memoria di sant'Ambrogio è obbligatoria per tutta la Chiesa, secondo il nuovo Calendario, ed è particolarmente solenne a Milano, che in questo giorno onora il suo grande Vescovo e amatissimo Patrono. Ambrogio non era nato a Milano, ma a Treviri, nella Gallia, verso il 339. Era figlio di un funzionario romano in servizio al di là delle Alpi, e dopo la morte del padre la famiglia rientrò a Roma. Ambrogio studiò diritto e retorica, e intraprese la carriera giuridica. Si trovava a Milano, quando il Vescovo morì, e da buon funzionario imperiale, cercò che fossero evitati quei disordini spesso provocati dalle tumultuose elezioni ecclesiastiche. Parlò con senno e fermezza nelle adunanze dei fedeli, perché tutto fosse fatto secondo coscienza e nel rispetto della libertà.

Fu in seguito a questi suoi giudiziosi discorsi che dall'assemblea si alzò un grido: "Ambrogio Vescovo!". Ambrogio, che si trovava in quell'assemblea come funzionario imperiale, non era neppure battezzato, essendo soltanto catecumeno. Sorpreso e anche spaventato, proclamò dunque la sua indegnità; si professò peccatore, tentò perfino di fuggire. Tutto fu inutile. Ricevette così il Battesimo, e, subito dopo, la consacrazione episcopale.

"Tolto dai tribunali e dall'amministrazione pubblica - dirà il nuovo Vescovo - per passare all'episcopato, ho dovuto cominciare a insegnare quello che non avevo mai imparato". Si diede perciò alla lettura dei Libri sacri, poi studiò i Padri della Chiesa e i Dottori, tra i quali sarebbe stato incluso anche lui, insieme con un giovane retore che, dopo dieci anni, egli stesso avrebbe battezzato: Agostino da Tagaste. 

L'opera di Ambrogio fu così vasta, profonda e importante, che difficilmente può essere riassunta. Basti dire che fu considerato quasi un secondo Papa, in un'epoca nella quale certo non mancarono alla Chiesa grandi figure di Vescovi. Ma Sant'Ambrogio appariva più alto di tutti per la sua opera apostolica, benché fosse piccolo e delicato nel fisico quant'era grande nello spirito.

Egli, che veniva dalla carriera dei dignitari imperiali, sostenne dinanzi all'Imperatore, non solo i diritti della Chiesa, ma l'autorità dei suoi pastori. "Sono i Vescovi che devono giudicare i laici, e non il contrario " diceva, e tra i laici metteva, per primo, l'imperatore. Un'altra massima dell'ex funzionario imperiale era questa: "L'Imperatore è nella Chiesa, non al disopra della Chiesa".

E le contingenze portarono Sant'Ambrogio ad applicare tale massima nei riguardi del grande e intollerante Imperatore Teodosio. Quando Teodosio, in seguito all'uccisione del comandante del presidio di Tessalonica, fece trucidare - almeno così si disse - 7000 abitanti innocenti, il Vescovo non solo gli rimproverò il massacro, ma gl'impose una pubblica penitenza. Teodosio cercò di resistere. Infine cedé. Nuovo David, fece penitenza dall'ottobre al Natale.







Articoli correlati


07/12/2017  
GIOVEDÌ della I sett. di Avvento
S. AMBROGIO, vescovo e dottore – MEMORIA (bianco)

06/12/2017  08:14
Natale del Signore alla Porziuncola
Celebrazioni, presepi e concerti in programma

25/11/2017  08:59
Viatori sull’itinerario di Bonaventura
Riflessione in occasione dell’Ottavo centenario della nascita

14/11/2017  09:22
Dal Sessantotto al saio francescano
La testimonianza di p. Nello, presente 50 anni fa alla Cattolica di Milano

08/11/2017  13:32
Nel nome di colui che ci riconcilia tutti in un solo corpo
Convegno ecumenico ad Assisi

21/06/2017  09:55
Nuovi Venerabili francescani
Fra Agostino Ernesto Castrillo, vescovo, e suor Umiltà Patlán Sánchez