VENERDÌ della IV sett. di Pasqua FERIA (bianco)
venerdì, 27 aprile 2018
Transito di San Francesco e Veglia a San Damiano 04 Ott 2017

Seguite la via della gioia piena

E’ il momento di celebrare la festa del Beato frate Francesco, il poverello d’Assisi che il il 3 ottobre del 1226, nei pressi della Porziuncola, ha compiuto il suo passaggio dalla vita alla vita eterna!

Il lungo pomeriggio di ieri è iniziato con l’accoglienza da parte del nuovo Custode della Porziuncola, p. Giuseppe Renda, del Sindaco di Assisi, Stefania Proietti, e delle Autorità e Delegazioni delle Regioni Umbria e Liguria.

Dopo la processione delle autorità civili e religiose, si sono celebrati i Primi Vespri solenni “nel Transito di San Francesco” presieduti da S.E. mons. Luigi Ernesto Palletti, Vescovo di La Spezia-Sarzana-Brugnato e Vice Presidente della Conferenza Episcopale Ligure, e magistralmente animati dalla Corale della Porziuncola diretta da p. Maurizio Verde. Ai Vespri hanno partecipato gli Ecc.mi Vescovi della Liguria, tra cui il card. Angelo Bagnasco ed il nostro frate mons. Vittorio Viola, il Vescovo di Assisi Domenico Sorrentino, il Vescovo di Foligno Gualtiero Sigismondi ed il Vescovo uscente di Gubbio Mario Ceccobelli, i Ministri Generali e Provinciali delle Famiglie Francescane e i Pellegrini della Liguria.

Nel suo saluto, mons. Domenico Sorrentino ha dato il benvenuto ai pellegrini e fedeli della Liguria, ricordando che “Vangelo e fraternità furono i pilastri di Francesco e noi oggi siamo qui ad imparare come si vive e come si muore”.

Dopo il Vescovo di Assisi, anche il Ministro Generale dei Frati Minori, fr. Michael Perry ha voluto salutare i numerosissimi fedeli che affollavano la Basilica, ricordando che “per Francesco, il mondo era sempre nuovo, come se non avesse un passato storico, allora – ha continuato – alziamo i nostri occhi e chiediamo a Dio di entrare nei nostri cuori e operare un miracolo di pace”.

“Due – ha ricordato mons. Palletti – sono i momenti che si compiono in maniera irripetibile nella vita di ogni uomo: nascita e morte. Sono due confini che delimitano la nostra esistenza terrena. All’interno di essi si gioca la nostra chiamata, risposta, salvezza”.

“Ci sono poi – ha proseguito – altri luoghi in cui l’uomo viene raggiunto, interpellato, e proiettato verso orizzonti inaspettati: sono i luoghi della grazia. Quanto momento e luogo si incontrano, ecco l’evento!”.

“L’evento di grazia della morte di Francesco è un fiume di grazia che sgorga e che ci raggiunge. In particolare ci ricorda la centralità di Dio nel nell’esistenza dell’uomo. Per lui Dio non è un plus valore che ottimizza la vita ma lo abbraccia e lo riconosce come radice più intima del creato e dell’uomo”.

“Per noi – ha concluso mons. Palletti – la realtà è perfetta quando non c’è più nulla da aggiungere, Francesco ci insegna che la vera perfezione c’è quando non c’è più nulla da togliere”. Che il Signore Gesù ci insegni la via dell’umiltà e a discernere la “nostra parte” nel mondo.

La serata ha visto due distinti momenti di preghiera. Il primo sulla piazza e nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli, dove P. Mauro Jöhri, Ministro generale dei Frati Minori Cappuccini, ha presieduto una Veglia di preghiera con la processione aux-flambeaux.

Nel suggestivo scenario notturno del Santuario di San Damiano, presieduta da S.E. mons. Nicolò Anselmi, Vescovo ausiliare di Genova, si è svolta una veglia di preghiera per i giovani.

Accompagnati dal Vangelo del “giovane ricco”, dopo l’Ufficio delle Letture, i giovani sono stati accompagnati in un breve ma significativo percorso sulle orme del giovane Francesco.

San Damiano è il luogo delle grandi domande sul senso e la direzione da dare alla propria vita e “Francesco insegna – ha commentato il Vescovo – a fidarsi di Dio, che è Padre e che ha un desiderio di felicità su ciascuno di noi e che tale desiderio ci chiama a collaborare con Dio per la realizzazione”.

Infine, mons. Anselmi, ha ricordato ai giovani che la chiamata di Dio è sì personale ma mai ci deve chiudere in un progetto che esclude gli altri, anzi, ci chiama a costruire una chiesa e un mondo migliori.

Il saluto ai tanti giovani è stato quello di “seguire la via della gioia piena, è lì che Dio ha posto la sua benedizione”.



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