News > Testimone di vita in una “cultura di morte”

03/10/2017 16:24
“Rosa d’Argento” 2017 a sr. Emanuela Koola


Si è svolta stamane, nel Refettorietto del Convento della Porziuncola, la cerimonia di assegnazione del riconoscimento “Rosa d’Argento” Donne del nostro tempo testimoni di fede, speranza e carità.

Il riconoscimento 2017 è andato all’Istituto delle Suore di Nostra Signora del Rifugio in Monte Calvario (Genova), rappresentate – oltre che da una numerosa delegazione di suore – da sr. Emanuela Koola, Madre Generale.

In realtà, come ha ricordato la rappresentante de “Lo Storico Cantiere” di Marino – Comune da ormai un decennio gemellato con quello di Assisi per questa iniziativa – : “dopo tanti anni in cui è stato assegnato a singole figure di donne a causa del loro impegno nella testimonianza di fede, speranza e carità, è la prima volta che tale riconoscimento va ad un Istituto Religioso, qui rappresentato dalla Madre Generale”.

“In questa giornata – ha ricordato padre Giuseppe Renda, Custode della Porziuncola – siamo qui a parlare di vita, quella di chi sa esserne testimone anche in una cultura di morte”.

Nel suo intervento di saluto, l’assessore del Comune di Marino ha evidenziato il ruolo dell’Associazionismo come “risorsa morale del nostro Paese”. Donna Jacopa, che al tempo di Francesco governava il Castello di Marino e non solo, era a tutti gli effetti una donna politica e di governo. Questo impegno ha incrociato la figura di Francesco e – come ha ricordato l’assessore – “l’incontro tra laicità, politica e religione è un tema oggi attuale e che affonda le sue radici e attinge linfa vitale proprio nel Medioevo”.

Anche il Card. Angelo Bagnasco, nel suo intervento, ha sottolineato la “paura di Dio” della società Europea e di riflesso di quella del nostro Paese. “Come se – ha aggiunto il prelato – il cristianesimo fosse nemico della gioia, della felicità e della libertà”. “In realtà un rapporto fruttifico tra fede e società civile si esprime nell’azione a favore di tutti, e il riconoscimento conferito a sr. Emanuela attesta quanto questo sia avvenuto nell’opera che il suo Istituto da molti anni, instancabilmente e nel silenzio, porta avanti con numerose opere di carità, come la mensa che accoglie a Genova quotidianamente (Natale e Pasqua compresa, perché la fame non conosce vacanza) circa 70 poveri”.

L’Istituto, come ha ricordato sr. Emanuela nel suo saluto (riportato integralmente in allegato), è presente in diversi Paesi del Mondo, ovunque, secondo l’intenzione della Madre fondatrice, con l’attenzione ai poveri del nostro tempo.

La consegna della “Rosa d’Argento” è avvenuta nella Solenne Celebrazione eucaristica presieduta da S.E. Vittorio Viola.




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Intervento di Suor Emanuela



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