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28/12/2014 16:48
Il Natale vissuto dai Frati e dai pellegrini di San Damiano


Meditava continuamente le parole del Signore e non perdeva mai di vista le sue opere. Ma soprattutto l’umiltà dell’Incarnazione e la carità della Passione aveva impresse così profondamente nella sua memoria, che difficilmente gli riusciva di pensare ad altro (1Cel XXX, FF 467).

Si respira il Natale a San Damiano. L’aria si è fatta pungente, e la vista più limpida sui variegati colori della valle spoletana, con i suoi crepuscoli di fuoco, e lo scintillio delle luci cittadine che sembra rispondere a quello di Orione, instancabile cacciatore celeste, con le tre stelle in cui i cristiani hanno visto i Re magi.

I pellegrini si fanno via via più numerosi nella chiesetta che Francesco ha riparato, tra le mura del monastero che raccontano la santità di Chiara e Agnese, nel chiostro che ha visto la Pianticella di Francesco unita inscindibilmente a Gesù Eucarestia nel suo pacifico trionfo sui saraceni.

Prima l’attesa dell’Avvento, dunque, fattasi più intensa nell’Ottavario, segnato liturgicamente dal canto delle profezie e dalle antifone “O”; ed ora la festa, assaporata nell’Ottava di Natale, che ci parla di un giorno che non finisce, dell’Eterno che irrompe nel tempo, della profondità delle ricchezze dell’inesauribile mistero del Verbo fatto carne, venuto ad abitare in mezzo a noi.

Una festa che vede alternarsi lo sfavillio dell’angelico Gloria in excelsis, l’eco di bucoliche zampogne nelle Pastorali e nei Noël, la meditazione assorta del canto gregoriano; una festa che vede alternarsi l’esplosione delle campane nella Messa della notte con il silenzio stupito della contemplazione del presepe.

Anche i frati di San Damiano, come il loro serafico Padre, hanno voluto vedere coi loro stessi occhi l’umiltà del Figlio di Dio fattosi bambino, e condividono coi pellegrini la devozione semplice e gioiosa dei tanti presepi allestiti all’interno del santuario: un invito a guardare cogli occhi del cuore, senza stancarsi; a tenere “lo sguardo fisso su Gesù, autore e perfezionatore della fede”.

La visita è arricchita dall’esposizione delle cartulae nataliciae, pregiati biglietti augurali realizzati da incisioni originali stampate a mano, che gli artisti amici di San Damiano hanno creato, lasciandosi ispirare ancora una volta dallo spirito del Poverello.

Tu che cerchi il volto di Dio: sii il benvenuto!







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