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21/04/2016 10:00
che parlò a Francesco d’Assisi


Chi visita Assisi non può fare a meno di scendere a San Damiano, per scoprire l’antica chiesetta che per prima fu restaurata da san Francesco.

All’interno della chiesa si trovava, ai tempi del Poverello, un crocifisso, che è quello che noi oggi possiamo venerare ed ammirare all’interno della Basilica di Santa Chiara.

Questa immagine è conosciuta in tutto il mondo come “il crocifisso di San Damiano”.

In una delle prime biografie di san Francesco, quella di san Bonaventura, che va sotto il nome di Leggenda Maggiore, abbiamo la descrizione di un evento straordinario, che fu decisivo per il Santo di Assisi:

… Un giorno era uscito nella campagna per meditare. Trovandosi a passare vicino alla chiesa di san Damiano, che minacciava rovina, vecchia com’era, spinto dall’impulso dello Spirito Santo, vi entrò per pregare. Pregando inginocchiato davanti all’immagine del Crocifisso, si sentì invadere da una grande consolazione spirituale e, mentre fissava gli occhi pieni di lacrime nella croce del Signore, udì con gli orecchi del corpo una voce scendere verso di lui dalla croce e dirgli per tre volte: «Francesco, va’ e ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina!»

All’udire quella voce, Francesco rimane stupito e tutto tremante, perché nella chiesa è solo e, percependo nel cuore la forza del linguaggio divino, si sente rapito fuori dai sensi. Tornato finalmente in sé, si accinge ad obbedire, si concentra tutto nella missione di riparare la chiesa di mura, benché la parola divina si riferisse principalmente a quella Chiesa che Cristo acquistò con il suo sangue, come lo Spirito Santo gli avrebbe fatto capire e come egli stesso rivelò in seguito ai frati” (LegM, II,1; FF 1038).

Dopo quella straordinaria esperienza, la vita del giovane Francesco cambia decisamente. Egli prende alla lettera le parole di Gesù e dà inizio al restauro della chiesetta di San Damiano. Con quel lavoro, portato avanti indossando un abito da eremita, egli iniziava una nuova vita.

 

Un’opera d’arte

L’icona di San Damiano è stata dipinta probabilmente nel sec. XII in Umbria, da un autore a tutt’oggi ignoto. L’opera ha una lunghezza di mt. 2,10 per mt. 1,30 di larghezza. Non è dipinta su tavola, ma su tela grezza accorpata su legno di croce.

Lo stile del dipinto è romanico, tuttavia vi si può notare una influenza di arte orientale, in particolare di scuola siriana; vale la pena ricordare che nella vicina Spoleto vi era un insediamento di monaci orientali provenienti dalla Siria.

L’arte bizantina ha, in modo tutto particolare, la specificità di dipingere, per la contemplazione, le immagini di Cristo, della Madre di Dio e dei santi. Mentre lo stile latino è più incline a rappresentare la dimensione umana della vita di Gesù; in questo senso ha ispirato una particolare devozione ed ha avuto una sua funzione didattica.







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