News > Un uomo chiamato Barabba

14/04/2017 10:42
Il senso di una scelta


Nel Vangelo di Matteo (27, 11-26) incontriamo la figura di Barabba. Era un personaggio noto e, molto probabilmente, come sta ad indicare il suo nome stesso, figlio di un Rabbi. San Giovanni ci dice che era un brigante. Probabilmente era anche lui appartenente al gruppo degli zeloti – che volevano rovesciare la dittatura dei romani – ed era stato condotto in carcere per tumulti e azioni violente ai danni dell’Imperatore.

Noi diremmo: un sovversivo. Barabba apparteneva a quel gruppo che intendeva abbattere il giogo della tirannide nemica; l’intera nazione, del resto, aveva ardentemente atteso qualcuno che la liberasse dal giogo straniero. Perciò a Cristo era stata rivolta la domanda: “Sei tu dunque colui che deve venire, o ne dobbiamo aspettare un altro?”. Da due secoli Israele non aveva un Giuda Maccabeo che guidasse la rivolta contro Cesare, ed ecco Barabba farsi avanti per contribuire ad assolvere questo compito. Pilato deteneva Cristo e voleva liberarsene. Volle far scegliere al popolo il prigioniero da liberare e ne scelse uno che era accusato dello stesso reato che si muoveva a Cristo: ossia di sedizione contro Cesare. «Chi dei due volete che vi rilasci?».

Quelli risposero: «Barabba». Disse loro Pilato: «Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?». Tutti gli risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli aggiunse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora urlarono: «Sia crocifisso!». Gesù muore al posto di Barabba. Ma anche oggi Gesù muore al mio posto, muore per me. Il crocifisso è la fotografia più straordinaria di questa verità. Un innocente inchiodato su un pezzo di legno a pagare colpe non sue, un dono d’amore infinito come mai altri sulla terra. Carico del peccato del mondo.

Impariamo ad incontrarci col Crocifisso: nella sua realtà è un fatto che non avremmo la forza di guardare, con Gesù diventa la dimostrazione e il simbolo dell’amore. Sarà il pensiero di Barabba: “è morto al mio posto”. Sarà il pensiero di san Paolo: “Mi ha amato e ha dato se stesso per me”. Sarà il pensiero di san Bernardo che si domanda: “Perché il cuore di Gesù è stato aperto dopo la sua morte? Perché le ferite che si fanno su un cadavere non si rimarginano più”.

Il cuore di Cristo è stato squarciato per rimanere sempre aperto. Guardiamo questa ferita e in questo cuore aperto cerchiamo il nostro rifugio e la nostra salvezza. E troviamo la forza di rispondere col nostro piccolo e povero amore al suo amore senza limiti e senza confini.







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