News > Un urlo d’amore

16/06/2016 11:29
Solenne cel. euc. presieduta dal card. Angelo Comastri


Ieri sera la fraternità di San Damiano ha accolto con gioia e gratitudine S. Em. il card. Angelo Comastri, arciprete della Basilica papale di S. Pietro, venuto a presiedere la prima celebrazione eucaristica di queste giornate, alle 18:30. Il Cardinale è un “innamorato della spiritualità francescana” - ha ricordato il Guardiano nell’indirizzo di saluto - e ha accolto prontamente l’invito che la fraternità gli aveva rivolto alcuni mesi or sono.

Il presule è arrivato intorno alle 18, e ha voluto sostare lungamente in preghiera dinanzi al Crocifisso di San Damiano. La piccola chiesa era già gremita di fedeli; per chi non ha trovato posto, è stato possibile partecipare alla celebrazione nell’adiacente cappella di S. Maria, dove è stato allestito per questi giorni un sistema di proiezione con maxi-schermo.

Come ha fatto il giovane Francesco ad udire l’urlo d’amore che ci arriva dalle ferite di Gesù crocifisso? Perché di questo si tratta : un urlo di amore, che ha cambiato la vita di Francesco, come di Caterina da Siena, come di Madre Teresa di Calcutta, e di tanti altri.

Ma perché noi non sentiamo questo urlo d’amore?

Con queste domande S. Em. il card. Angelo Comastri ha iniziato un’omelia indimenticabile, intensa e appassionata, che ci ha trafitto il cuore. Per insegnarci ad ascoltare questo urlo d’amore, il Cardinale ha voluto ripercorrere l’esperienza del giovane Francesco. Ha constatato come l’Assisiate abbia precocemente compreso la vanità degli idoli; gli idoli di sempre, avere, potere, apparire, piacere, idoli che da sempre sono incapaci di darci al felicità. Il Cardinale ha poi sintetizzato l’esperienza di Francesco a San Damiano in due aspetti. “Francesco, Francesco, va’ e ripara la mia casa!”. Nell’incontro col Crocifisso Francesco ha compreso che l’uomo ha il potere di distruggere la casa di Dio: è la sua libertà! E’ la tragedia di tanti giovani, che distruggono la propria vita nella banalità, fino alla crudeltà più insensata. Francesco ha poi compreso che il Crocifisso è la”fotografia” del potere di Dio: il potere di amare fino alla morte! Questa è l’unica vera immagine di Do, rivelata in Cristo; chi la ignora, può compiere qualunque orrore “nel nome di Dio”. Ma questo amore sta alla porta e bussa, attende una risposta, una risposta d’amore. Come? Totale, senza mezze misure: Francesco cominciò a smettere di adorare se stesso! Quando? Subito!

Le parole del Cardinale sono risuonate in un’assemblea attenta e raccolta, nonostante gli inevitabili disagi dovuti all’affluenza di tanti fedeli negli angusti spazi del nostro santuario. Abbiamo ascoltato parole ispirate da una profonda passione per Dio e per l’uomo e dal vivo desiderio di condividere la gioia dell’incontro con Cristo; parole improntate alla concretezza del pastore, che esorta a percorrere la via della carità quotidiana, verso coloro che ci sono accanto ogni giorno: “Accostiamo le nostre orecchie alle ferite di Cristo crocifisso; accostiamo il nostro cuore a chi, accanto a noi, aspetta, forse da tanto, da troppo tempo, un gesto d’attenzione, di tenerezza”. Il Cardinale ha voluto concludere raccontando di uno dei suoi ultimi incontri con Madre Teresa di Calcutta: pochi mesi prima della morte, la Madre, invitata a riconsiderare gli impegni divenuti gravosi per le sue condizioni di età di e salute, rispose: “Devo fare il bene finché c’è tempo”: non sprechiamo il tempo! Facciamo del bene! E ci presenteremo a Dio con una “valigia piena d’amore”.

Dopo la S. Messa, il Cardinale ha cenato coi frati, per poi ripartire alla volta di Roma coi suoi collaboratori.

Nel frattempo, la chiesa è rimasta aperta per la preghiera personale. Molti sono  fedeli che hanno voluto gustare la compagnia del Crocifisso nella tiepida serata primaverile, e condividere coi frati la preghiera di Compieta alle 22:30. Anche oggi la chiesa resterà aperta continuativamente dalle 6:30 alle 23:00, mentre la fraternità attende l’arrivo di mons. Vittorio Viola OFM, vescovo di Tortona, che presiederà la celebrazione dei vespri alle 18:30.







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