News > Una preghiera infallibile

12/09/2017 08:47
Quella dello Spirito Santo in noi


Noi non sappiamo che cosa ci conviene domandare a Dio nella preghiera.

Ci sono situazioni in cui, obbiettivamente, noi non sappiamo quale sia la cosa migliore da chiedere al Signore, se rimanere in un luogo o cambiare, se essere liberati da una croce o tenerla…

Dice san Paolo (Rm 8) che in ogni situazione non sappiamo, effettivamente, cosa sia conveniente domandare: lo Spirito intercede con insistenza per noi con gemiti inesprimibili, Lui che scruta i cuori sa quali sono i desideri di Dio per il bene de’uomo, e quindi intercede per i credenti secondo i disegni di Dio.

Ecco il segreto!

Solo lo Spirito Santo sa il segreto di Dio su di noi, il progetto di Dio su di noi, Lui solo sa qual è la cosa che Dio ci vuol dare!

Allora se noi lasciamo pregare Lui questa preghiera è infallibile! Perché Lui chiede a Dio la cosa che Dio vuole darci.

Quando ho capito questa cosa, ho cominciato a desiderare di presentarmi davanti a Dio come un bambino o una persona illetterata, assolutamente impacciata, goffa che deve andare a parlare con un personaggio illustrissimo, con un re o con il Papa.

Però questo bambino ha un amico importantissimo che ha accesso ad ogni porta del palazzo. Allora lui va al palazzo con questo amico che sa parlare, lui si ferma fuori della porta, lascia entrare l’amico che parli per lui, poi quando esce lui dice: Amen! Questa è la preghiera in cui noi diciamo solo Amen! Sì Padre, sì alle cose che lo Spirito ti ha chiesto per me.

Prima di fare questa preghiera possiamo semplicemente dire: Spirito Santo intercedi per me secondo i disegni di Dio, e poi, Amen.

Non succede niente?

Benissimo!

Ti sembra che non succeda niente perché tu pensi che la risposta debba avvenire secondo i tuoi schemi, non succede niente e tu pensi: Dio mi ha deluso!

Dopo un po’ di tempo ti accorgi che la cosa che chiedevi è avvenuta in un modo diverso da quello che tu ti aspettavi e ce l’hai lì.

Questo rinnovamento della preghiera deve portarci ad una conclusione pratica, deve rinnovare il rapporto tra preghiera e azione, tra contemplazione e azione e per azione intendo in questo momento tutto ciò che non è preghiera, anche qualora fosse l’evangelizzazione.

Noi dobbiamo passare da un rapporto di giustapposizione - prima si prega e poi si agisce - ad un rapporto di subordinazione che consiste nel fatto che prima si prega e dopo si fa la cosa che Dio ci ha detto nella preghiera. Questo è il giusto rapporto, il rapporto che aveva Gesù.

Quando noi ci proponiamo di pregare e poi di agire secondo la volontà di Dio che è emersa dalla preghiera, allora tutto cambia, perché è Dio che prende in mano la situazione e non si passa all’azione finché in qualche modo non si è avuta una risposta dal Signore, attraverso la Bibbia, una profezia, una parola ispirata o anche il semplice discernimento o scambio di opinioni. E se dopo aver pregato non ci è chiara la risposta di Dio?

Vedete, fratelli, quando noi consegniamo a Dio ogni nostro progetto, ogni possibile soluzione, quando ce ne distacchiamo pronti ad accettare la volontà di Dio qualunque essa sia, anche se la risposta non ci è chiara, se nel nostro cuore abbiamo rinnegato ogni nostra volontà, ogni nostra preferenza, a quel punto, qualunque cosa decidiamo di fare è nella volontà di Dio, perché noi prima l’abbiamo offerta a Lui.







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