Infermeria Provinciale > Una presentazione... personalizzata

di p. Fulvio di Giampaolo




Mi chiamo P. Fulvio Di Giampaolo, ho raggiunto la bella età di 78 anni: ho avuto una vita impegnata in modo particolare nell’insegnamento di materie letterarie nel triennio superiore per 40 anni, dei quali 34 nelle scuole di Todi e 6 anni ai geometri di Assisi e nell’apostolato parrocchiale per 32 anni in due parrocchie: a Pontecuti e a Cordigliano nella diocesi di Todi e a Costano nella diocesi di Assisi. In più ho condotto una vita da frate minore come gli altri religiosi.

Non ho avuto mai tempo per ammalarmi e per frequentare gli ospedali, tanto che la nostra Infermeria provinciale mi sembrava lontana da me e riservata solo ai vecchietti.

Ora sono 13 anni, e precisamente dal 2000, che mi trovo in pensione e tutto mi si è avvicinato: la vecchiaia, la malattia, gli ospedali, le operazioni, le piaghe e tanti altri mali che accompagnano l’età.

Ora mi trovo presso l’Infermeria provinciale, una vera fortuna. Infatti non tutti gli Ordini religiosi hanno questa possibilità di avere a disposizione una bella infermeria per gli anziani e per i vari malati.

Insomma quello che prima mi sembrava lontano e poco piacevole, ora mi sembra vicino, bello e direi quasi naturale.

L’Infermeria non è un luogo che deve incutere paura, ma un ambiente veramente accogliente, con tutte le comodità e le cure necessarie.

Noi malati veniamo assistiti da tre bravi ed esperti infermieri: Adriano, Gianni e Mirco, che ci curano con diligenza e premura.

Qui devo dire che sono curato meglio che in ospedale.

Insieme a me vi sono altri undici malati, compreso un religioso conventuale di oltre 90 anni, che tutti abbiamo accolto con vero amore.

Non ho sentito mai nessuno lamentarsi: formiamo una vera famiglia, perché la sofferenza ci unisce e ci aiuta a sopportare meglio i vari acciacchi della vecchiaia.

Ci sono inoltre tre religiosi responsabili della casa, che fanno i turni come gli altri infermieri, quando c’è bisogno, abbassandosi a fare tutto ciò che richiedono i malati, sacrificandosi, sporcandosi le mani e rendendosi sempre disponibili ad accompagnare i malati nei vari ospedali per le visite mediche.

Questi tre religiosi sono: P. Marco , P. Davide Pietro e fra Edoardo.

Oltre a questi tre frati abbiamo pure un assistente religioso, nella persona di P. Bruno.

Un grande aiuto, specialmente il sabato sera e i giorni festivi, ci viene dai probandi, dai novizi e dai chierici di Farneto e di S. Maria degli Angeli.

Ogni notte poi c’è un professo solenne che fa la nottata assistendo e intervenendo ogni volta che viene chiamato.

Come vedete siamo circondati da un esercito di assistenti che fanno tutto con amore e per amore del Signore.

Abbiamo anche una donna per le pulizie, una gentile signora, Simonetta, che svolge il suo servizio con cura e precisione.

I locali dell’Infermeria sono belli, spaziosi ed arieggiati; abbiamo una bella sala di lettura, una sala per la televisione con belle e comode poltrone, una terrazza per prendere l’aria, una palestra per gli esercizi fisici, un bel refettorio per rifocillare il corpo. Abbiamo anche una graziosa Cappella dove passiamo molto tempo per nutrirci l’anima e parlare con il Signore.

In Infermeria conduciamo una vita comunitaria ed abbiamo una campanella ed un orario che non falliscono mai: iniziamo la mattina con l’Ufficio delle letture e con le Lodi, poi andiamo a colazione e prima di pranzo torniamo in Cappella per l’Ora Media. Nei giorni feriali alle ore 18 diciamo insieme Vespro e celebriamo la Santa Messa, solo la domenica la messa viene celebrata alle ore 10 e il sabato alle ore 8 di mattina.

Ogni giorno alle ore 15,30 recitiamo insieme il Santo Rosario, dopo di che andiamo a prendere un bel tè caldo.

Dobbiamo infine ringraziare il Signore che con l’aiuto dei benefattori siamo riusciti ad arredare tutte le camere con armadi, sedie e comodini proprio come gli ospedali. Ogni camera così ha acquistato una certa bellezza e comodità.

Ora pensiamo di acquistare alcune comode carrozzelle per i nostri Frati che sono più malati e non si possono muovere.

Speriamo che la bontà e la generosità dei benefattori ci aiutino a completare quanto prima l’opera intrapresa, poiché il “sudario” - come dice il Papa Francesco - “non ha le tasche”.





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