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20/09/2015 19:20
Costanza Miriano, il Cantico e la Laudato si’ a San Damiano


Il terzo e ultimo incontro di approfondimento dell’enciclica Laudato si’, dedicato al VI capitolo (Educazione e spiritualità ecologica), si è svolto ieri sera a San Damiano davanti ad un uditorio particolarmente numeroso e attento. A guidarci è stata la nota giornalista Costanza Miriano, originaria di Perugia ma residente a Roma, autrice di alcuni recenti volumi tanto di successo quanto contestati: Sposati e sii sottomessa, Sposala e muori per lei, Obbedire è meglio.

Come giovedì sera, ha assolto brillantemente la funzione di moderatore (ma anche di intervistatore e interlocutore), il Prof. Giulio Michelini, OFM. Sollecitata dal moderatore, la relatrice ha anzi tutto spiegato la sua passata collaborazione col Foglio di Giuliano Ferrara e la sua attività di blogger, e ha poi brevemente trattato dell’ideologia del gender e di un’alternativa antropologica che valorizza la diversità e la complementarietà dei sessi: sono temi cui papa Francesco accenna anche nell’Enciclica (n. 155).

Circa la proposta di una conversione ecologica, avanzata dal Pontefice sulla scorta di S. Giovanni Paolo II (nn. 5; 216-21), la Miriano ha sottolineato il primato della dimensione contemplativa ed escatologica della vita cristiana: questa conversione è possibile solo se radicata nella relazione con Gesù e aperta all’orizzonte della vita eterna. Mentre ha testimoniato il proprio personale impegno in uno stile di vita sobrio e attento alle ricadute ambientali, la relatrice ha anche espresso la sua perplessità sull’impatto concreto di scelte personali che sembrano incapaci di incidere su processi, come quelli dell’inquinamento industriale e del cambiamento climatico, in cui gli interessi economici dei “poteri forti” scavalcano non solo il cittadino, ma anche le politiche nazionali.

P. Giulio ha invece sottolineato come l’Enciclica, citando la Caritas in veritate di Benedetto XVI, ribadisca proprio la valenza etica delle scelte dei consumatori, e la possibilità che questi agiscano anche corporativamente coll’obiettivo di modificare le scelte dei produttori (è il caso del boicottaggio: n. 206).

Circa l’impegno educativo, la Miriano ha evidenziato l’importanza della testimonianza personale dei genitori, una testimonianza che deve essere coerente, attraente, addirittura affascinante: i figli hanno infatti la capacità di cogliere il cuore dei genitori, e di riconoscere con particolare prontezza ogni forma di ipocrisia.

Ha inoltre richiamato l’attenzione sull’ “emergenza educativa”, denunciata da papa Benedetto XVI e ripresa, tra gli altri, dalla Conferenza Episcopale Italiana nei suoi Orientamenti pastorali per il 2010-2020 Educare alla vita buona del Vangelo (nn. 3,9,11): qualsiasi azione educativa non deriva anzi tutto dall’abilità della “tecnica” pedagogica, ma dalla radicata, solida consapevolezza di un bene che si vuole condividere. Non si tratta poi di reprimere i desideri, ma di aprirli ad un più vasto orizzonte, ad un livello di bene e di bellezza più grande e più profondo.

Alla simpatica provocazione di p. Giulio, che chiedeva come conciliare la sobrietà proposta da papa Francesco colla nota passione femminile per lo shopping (ricordando il romanzo I love shopping di Sophie Kinsella), la Miriano ha risposto sorridendo: “Meglio andare a Messa!”.

 

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