II DOMENICA DI QUARESIMA (viola)
domenica, 25 febbraio 2018
Liberata dagli idoli e vissuta nel segno della speranza e della bellezza 17 Lug

Vita: abecedario dello spirito

Siamo arrivati alla terza ed ultima tappa di questo percorso che ci ha visto trattare nella prima tappa il tema della liberà cristina, nella seconda tappa il peccato e infine,adesso, il tema della vita.

La “vita umana”, dai suoi esordi fino alla fine, sta in una relazione personale con Dio ed è perciò degna di essere trasmessa, accolta, curata e difesa con responsabilità e amore.

La vita è anche una forza intergenerazionale che attraversa il tempo, la storia (fin dal seno di Abramo), le società, i mondi dell’uomo, e si rinnova lì dove le comunità e i popoli si aprono al dono dell’amore e sanno fare tesoro della propria memoria (papa Francesco).

«C’è un uomo che desidera la vita e brama giorni per gustare il bene?» (Sal 34,13). C’è un ethos, che può rendere il vivere umano vita autentica, vita segnata dal bene... Ma per vivere, l’uomo non può fare a meno del senso, cioè di un significato e di un orientamento, di riferimenti e di una finalità.

Secondo l’Antico Testamento, davanti a ogni uomo e davanti all’umanità stanno la vita e il bene, la morte e il male (cf. Dt 30,15s s.): la vita è sempre associata al bene, cioè a tutto quello che rende un’esistenza umana bella e felice, e proprio per questo la condizione in cui la vita è vera, autentica e in pienezza, degna di essere vissuta dall’uomo, è lo shalom, la pace piena. Dio ha voluto e creato l’uomo perché viva una vita terrena nella bontà e nella felicità.

Il Nuovo Testamento vede la vita cristiana, cioè l’esistenza umana, vissuta come Gesù Cristo stesso l’ha vissuta: una vita umana fragile e povera, compresa tra la nascita e la morte, ma conformata a quella di Gesù fino a riprodurne le caratteristiche e ad assumerne la destinazione. Questo perché, secondo la fede cristiana, Gesù Cristo è l’uomo per eccellenza, mandato da Dio per mostrare agli uomini come vivere l’esistenza umana. Il Figlio di Dio è venuto tra di noi «per insegnarci a vivere in questo mondo», ci ricorda l’apostolo Paolo (cf. Tt 2,11-12). Non c’è contraddizione tra il vivere la vita di Gesù e l’umanizzarsi, tra il condurre un’esistenza cristiana e il riuscire nella propria vita, perché questa è l’esistenza dei figli di Dio. «In lui era la vita e quella vita era luce per gli uomini» (Gv 1,4): Gesù è stato un vero vivente e come tale può insegnare a vivere. Questo è avvenuto per chi gli è vissuto accanto, ma avviene ancora oggi per quanti conoscendo Gesù attraverso il vangelo si sentono attratti e ispirati a conformarsi a lui attraverso la sequela.

 La vita cristiana è vita principiata da Cristo, vita secondo la volontà di Dio. La vita cristiana, a immagine di quella vissuta da Gesù: vita liberata dagli idoli alienanti, ma liberata anche dalle comprensioni svianti della religione, vita che porta il segno della speranza e della bellezza. Dice Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» (Gv 14,6).

 

In ABCEDARIO DELLO SPIRITO, a cura di Massimo Travascio
dal n. 4/2016 della Rivista Porziuncola



Abecedario dello Spirito Libertà Massimo Travascio Peccato Vita

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