News > Vita: abecedario dello spirito

17/07/2017 09:04
Liberata dagli idoli e vissuta nel segno della speranza e della bellezza


Siamo arrivati alla terza ed ultima tappa di questo percorso che ci ha visto trattare nella prima tappa il tema della liberà cristina, nella seconda tappa il peccato e infine,adesso, il tema della vita.

La “vita umana”, dai suoi esordi fino alla fine, sta in una relazione personale con Dio ed è perciò degna di essere trasmessa, accolta, curata e difesa con responsabilità e amore.

La vita è anche una forza intergenerazionale che attraversa il tempo, la storia (fin dal seno di Abramo), le società, i mondi dell’uomo, e si rinnova lì dove le comunità e i popoli si aprono al dono dell’amore e sanno fare tesoro della propria memoria (papa Francesco).

«C’è un uomo che desidera la vita e brama giorni per gustare il bene?» (Sal 34,13). C’è un ethos, che può rendere il vivere umano vita autentica, vita segnata dal bene... Ma per vivere, l’uomo non può fare a meno del senso, cioè di un significato e di un orientamento, di riferimenti e di una finalità.

Secondo l’Antico Testamento, davanti a ogni uomo e davanti all’umanità stanno la vita e il bene, la morte e il male (cf. Dt 30,15s s.): la vita è sempre associata al bene, cioè a tutto quello che rende un’esistenza umana bella e felice, e proprio per questo la condizione in cui la vita è vera, autentica e in pienezza, degna di essere vissuta dall’uomo, è lo shalom, la pace piena. Dio ha voluto e creato l’uomo perché viva una vita terrena nella bontà e nella felicità.

Il Nuovo Testamento vede la vita cristiana, cioè l’esistenza umana, vissuta come Gesù Cristo stesso l’ha vissuta: una vita umana fragile e povera, compresa tra la nascita e la morte, ma conformata a quella di Gesù fino a riprodurne le caratteristiche e ad assumerne la destinazione. Questo perché, secondo la fede cristiana, Gesù Cristo è l’uomo per eccellenza, mandato da Dio per mostrare agli uomini come vivere l’esistenza umana. Il Figlio di Dio è venuto tra di noi «per insegnarci a vivere in questo mondo», ci ricorda l’apostolo Paolo (cf. Tt 2,11-12). Non c’è contraddizione tra il vivere la vita di Gesù e l’umanizzarsi, tra il condurre un’esistenza cristiana e il riuscire nella propria vita, perché questa è l’esistenza dei figli di Dio. «In lui era la vita e quella vita era luce per gli uomini» (Gv 1,4): Gesù è stato un vero vivente e come tale può insegnare a vivere. Questo è avvenuto per chi gli è vissuto accanto, ma avviene ancora oggi per quanti conoscendo Gesù attraverso il vangelo si sentono attratti e ispirati a conformarsi a lui attraverso la sequela.

 La vita cristiana è vita principiata da Cristo, vita secondo la volontà di Dio. La vita cristiana, a immagine di quella vissuta da Gesù: vita liberata dagli idoli alienanti, ma liberata anche dalle comprensioni svianti della religione, vita che porta il segno della speranza e della bellezza. Dice Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» (Gv 14,6).

 

In ABCEDARIO DELLO SPIRITO, a cura di Massimo Travascio
dal n. 4/2016 della Rivista Porziuncola







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