mercoledì, 06 luglio 2022
C'è qualcuno che cerca il tuo sguardo 01 Gen 2014

Capodanno francescano 2014 ad Assisi

La Chiesa intera oggi celebra il “meraviglioso scambio del Creatore che ha preso un’anima e un corpo, è nato da una vergine; fatto uomo senza opera d’uomo, ci dona la sua divinità”. Un altro ma simile mirabile scambio, uno scambio di sguardi, si è compiuto ieri notte attorno alla piccola chiesetta della Porziuncola. I nostri sguardi, il Suo sguardo. Sguardi cercati e voluti, sguardi sfiorati e temuti; sguardi agognati e invocati, sguardi insperati e nascosti; sguardi evitati e sguardi bagnati dal dono delle lacrime. Sguardi che danno la vita, ma che possono anche condannare a morte.

“Ti Ri-guarda” è stato il Capodanno d’Assisi, iniziato con la catechesi del pomeriggio e proseguito in serata al Palasir di Santa Maria degli Angeli dove i 2000 e più giovani hanno ballato, cantato e ascoltato la gioia della fede in Cristo Gesù, sguardo di Dio misericordioso e rivoluzionario sull’uomo. A questi si sono uniti i contatti, a centinaia, che hanno seguito i momenti in Basilica attraverso la WebTV della Porziuncola: principalmente da tutta Italia, ma anche dal Cile, dalla Germania, dalla Danimarca, dall'Irlanda, dalla Spagna, dal Brasile, dalla Polonia, dalla Croazia, dalla Francia, dalla Repubblica Ceca, dal Messico, dal Regno Unito, dall'Ungheria e dalla Romania.

Una vera festa per “affidare il nostro futuro alla provvidenza di Dio, affidare il nostro passato alla misericordia di Dio e giocarsi tutto nell’oggi, dove Dio c’è e cammina con noi”, come ha detto fr. Francesco Piloni, arricchita mirabilmente dalle parole che papa Francesco a rivolto ai giovani nella sua visita ad Assisi lo scorso 4 Ottobre e dalla testimonianza di Sergio, giovane la cui vita è stata trasformata dall’incontro con lo sguardo che “fa nuove tutte le cose”.

Al centro della festa non poteva poi che esserci la celebrazione eucaristica delle 23.30 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli. Quale momento più sublime di quello, il momento dove lo sguardo amorevole di Dio Padre per i suoi figli e lo sguardo riconoscente della Chiesa radunata dal Risorto si fanno sacramento della presenza del Figlio per la vita del mondo! I giovani del Capodanno e i tanti che si sono uniti a loro si sono posti sotto lo sguardo di Aronne, che nella prima lettura è chiamato a benedire il suo popolo a nome del Dio Altissimo (Nm 6,22-27); si sono sintonizzati con lo sguardo del salmista rivolto verso Dio per chiedere misericordia e disteso sulle nazioni della terra per invitarle alla lode del Santo Benedetto (Sal 66); hanno fatto memoria dello sguardo con cui Dio “ha guardato l’umiltà della sua serva” Maria e l’ha scelta per una vocazione santa e dello sguardo di lei, della Madre di Dio, che contempla il figlio suo, visitato dai pastori (Lc2,16-21). Hanno gioito, poi, dello sguardo con cui tutti noi, resi figli nel Figlio, possiamo guardare a Dio grazie allo Spirito che grida in noi “Abbà! Padre” (Gal 4,4-7). E infine si sono ritrovati con lo sguardo pieno di stupore per il mistero di Gesù presente nel suo corpo, nel suo sangue, nella sua Parola, nel suo popolo rivolto con Lui e in Lui al Padre.

Tuttavia, come Fr. Fabrizio Migliasso, che presiedeva l’eucaristia, ha mostrato all’inizio dell’omelia, molto spesso finiamo per porre barriere e limitazioni al nostro sguardo e allo sguardo che gli altri pongono su di noi. La nostra vita è spesso caratterizzata da ”occhiali scuri”, che cercano di celare il nostro sguardo, troppe volte malizioso e pettegolo, e che tentano di bloccare lo sguardo dell’altro, dell’Altro, su di noi, che ahinoi pensiamo simile al grande occhio controllore e giudice del “Big Brother”.

Allora come uscirne? Attraverso la prima lettura il Signore ci chiama ad un cammino di liberazione in tre tappe dalla nostra paura.

  • “Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace.” C’è un volto che ti guarda, un Amante che ti chiama oggi ad accorgerti che Lui ti ri-guarda, non abbassa lo sguardo, mai, come invece fai tu quando vuoi interrompere la relazione con qualcuno.

  • Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia.” Non solo Lui ti riguarda, ma la stessa tua vita ti ri-guarda. Tu ti ri-guardi, ti prendi cura di te, oppure ti svendi? Cerchi il vero progetto per la tua vita o lasci che altri vivano per te? Come si fa a guardarsi? E’ possibile solo con uno specchio e l’unico specchio fedele è Gesù Cristo, il volto che svela all’uomo il suo volto!

  • E infine: “Così benedirete gli israeliti: direte loro: Ti benedica il Signore e ti custodisca”. In ogni momento della tua giornata, in ogni ambito in cui sei c’è qualcuno che cerca il tuo sguardo: il tuo fratello ti ri-guarda, chiede la tua benedizione e la tua custodia, attraverso la quale si manifesta per lui la benedizione e la custodia di Dio.

E tutto questo avviene nell’oggi concreto che Dio ci mette a disposizione. L’anno nuovo che si apre davanti a noi è l’oggi. Allora festeggiamo con un brindisi, con un bel bicchiere di vino! Un bicchiere che è, sì, mezzo pieno e mezzo vuoto, mezzo pieno o mezzo vuoto. Pieno dei doni e delle meraviglie che la vita ci ha fatto in quest’anno e ha in serbo per noi, ma anche mezzo vuoto perché, lo sappiamo, dobbiamo quotidianamente convivere con i nostri limiti, la solitudine, le mancanze.

Ma se ci pensi, il bicchiere, in fondo, non è né mezzo pieno né mezzo vuoto… E’ tutto pieno. Di vino e di aria. Quello che a te sembra vuoto è lo spazio di azione dello Spirito di Dio, di Colui che agisce là dove il nostro sguardo non può giungere se non con gli occhi della fede.

Colloca i tuoi occhi davanti allo specchio dell’eternità, colloca la tua anima nello splendore della gloria, colloca il tuo cuore in Colui che è figura della divina sostanza e trasformati interamente, per mezzo della contemplazione, nell’immagine della divinità di Lui. Allora anche tu proverai ciò che è riservato ai soli suoi amici, e gusterai la segreta dolcezza che Dio medesimo ha riservato fin dall’inizio a coloro che lo amano. Senza concedere neppure uno sguardo alle seduzioni, che in questo mondo fallace e irrequieto tendono lacci ai ciechi che vi attaccano il loro cuore, con tutta te stessa ama Colui che per amor tuo tutto si è donato.
(S. Chiara, III Lettera ad Agnese di Boemia)



Capodanno Fabrizio Migliasso Giovani Omelia Porziuncola SOG

Articoli correlati

27 Giu 2022

Sacerdozio: dono e mistero

Ordinazioni presbiterali in Porziuncola
24 Giu 2022

“A San Pietroburgo come testimoni del Vangelo”

Le parole di fr. Iuri, parroco del Sacratissimo Cuore di Gesù
22 Giu 2022

La Santa Settimana in Ucraina: quando Dio ti dà un appuntamento!

Testimonianza di fr. Francesco Piloni
17 Giu 2022

Celebrazione del Corpus Domini in Porziuncola

Programma delle s.Messe
13 Giu 2022

“San Francesco ci ha cambiato la vita”

X anniversario della nascita al cielo della serva di Dio Chiara Corbella Petrillo
07 Giu 2022

Pellegrinaggio Francescano per Famiglie

2 percorsi attraverso i luoghi di Francesco e Chiara il 19-27 agosto
24 Giu 2022

“A San Pietroburgo come testimoni del Vangelo”

Le parole di fr. Iuri, parroco del Sacratissimo Cuore di Gesù