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Celebrazioni dell’Immacolata Concezioni alla Porziuncola 09 Dic 2016

Chiamati a diventare belli come Lei

S. Ecc. Mons. Paolo De Nicolò, Reggente emerito della Casa Pontificia, dopo aver presieduto alla sera della vigilia dell’Immacolata Concezione la veglia di preghiera con il canto dell’inno Akáthistos, ha continuato ad accompagnarci nella contemplazione del mistero celebrato presiedendo, ieri 8 dicembre, la messa solenne delle 11.30. Ai numerosi pellegrini presenti si sono uniti il sindaco di Betlemme, Vera Baboun, il Sindaco di Assisi, Stefania Proietti, insieme ad altre autorità civili della città di Assisi e alla Confraternita dell’Immacolata. La celebrazione è stata animata dalla Corale Porziuncola.

Mons. De Nicolò ha fatto memoria, in un’omelia dall’alto spessore teologico, dei più recenti dogmi mariani: quello dell’Immacolata e quello relativo all’assunzione. Ha sottolineato come il Santo Natale, nascita del nostro redentore, non potrebbe essere celebrato se prima non avessimo celebrato la festa di sua Madre, perché da lei è nato il Figlio di Dio fatto uomo. Un secondo aspetto condiviso, riprendendo la bellissima lettera di San Paolo proclamata nella liturgia, è stato che la ragione della grandezza di Maria sta nel fatto di essere stata da sempre pensata e predestinata e per questo chiamata, giustificata e glorificata da Dio Padre. In un terzo passaggio poi, ha mostrato come il “sì” di Maria fu di una libertà immensa grazie alla sua natura immacolata ed il fatto di essere predestinata ha portato a rendere più grande e più importante quel libero “sì” per nulla scontato.

Nel pomeriggio, alle 18.00 si è tenuta la solenne celebrazione presieduta dal vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, S. Ecc. Mons Domenico Sorrentino, il quale ha ricordato – durante l’omelia – il progetto originale di Dio sull’uomo, progetto incompiuto a causa del “no” pronunciato dal primo uomo. Un “no” che poi è continuamente rimbalzato nel tempo fino a perpetuarsi in noi. Ma Dio non si è arreso e ha mandato il Figlio Suo a recuperare quel progetto, attraverso un’opera di redenzione realizzato con la potenza della croce. Questo motiva il nostro radunarci attorno all’altare: farci risollevare da Dio.

In secondo luogo Sorrentino ha invitato i fedeli a rallegrarsi nel Signore perché l’Immacolata è qualcosa che coinvolge tutti: infatti Maria è una di noi, e anche noi siamo chiamati a diventare immacolati anche se siamo macchiati dal peccato perché Maria, che è la nostra mamma, ci mostra che siamo chiamati a diventare belli come lei.

Al termine della celebrazione si è svolta, sulla piazza antistante la Basilica, la processione aux flambeaux con la statua della Vergine.

La giornata si è conclusa con la celebrazione dei Secondi Vespri in Cappella Papale presieduti dal M.R.P. Claudio Durighetto, Ministro provinciale dei Frati Minori dell’Umbria.

P. Claudio ha ribadito la verità della Lettura breve proclamata, secondo la quale Dio davanti al peccato ha posto la grazia, e la primizia di questa opera di grazia è Maria. Grande è il peccato, ma più grande è la misericordia e la fedeltà di Dio.

In previsione di Cristo, dunque, Dio Padre crea questa “Porta Santa” per farlo entrare nel mondo. Però Maria non è solo la “Porta”, ma la Madre di Cristo, Madre della Chiesa, nuova Eva. Maria è colei che ha famigliarità con Dio, è in relazione viva con Lui. Maria è, come dice il Concilio Vaticano II, segno di speranza per tutti noi e con lei possiamo metterci in un cammino di santità.



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