MERCOLEDI della XXIV sett. del T.O S. GIUSEPPE DA COPERTINO, sacerdote I O. – MEMORIA (bianco)
mercoledì, 18 settembre 2019
Le celebrazioni del 6 gennaio alla Porziuncola 07 Gen 2017

Chiamati ad essere Epifania

Ieri mattina Assisi e Santa Maria degli Angeli si sono risvegliate sotto una lieve coperta bianca, intirizzite per la neve caduta nella notte. Un candido mantello, ghiacciato da rendere difficoltosi gli spostamenti, ma non sufficiente a fermare l’arrivo nella Basilica della Porziuncola dei fedeli desiderosi di adorare il nostro Dio bambino, proprio come fecero i Magi un paio di millenni fa.

I Magi, uomini in cammino come ci ha ricordato p. Danilo Cruciani nella celebrazione nella nostra Infermeria provinciale – in ricerca del senso pieno della loro vita, incapaci di accontentarsi di ciò che appare in superficie, ma fermamente convinti che, come Abramo, per trovare ciò che conta bisogna incamminarsi fidandosi della Parola.

Per tutta la giornata, nelle tante celebrazioni eucaristiche vissute in Basilica, i padri francescani hanno ricordato ai fedeli l’importanza di un animo adorante come quello del santo di Assisi, uno spirito che, nel rapporto sempre più vivo e stretto con Dio, impari a riconoscere le Sue “manifestazioni” (che è il significano della parola “Epifania”). E soprattutto riconoscerlo ovunque: dai momenti di preghiera comunitaria, a quelli in cui siamo chiamati a riconoscere un Dio povero dinanzi a noi che ci chiede gesti di carità.

La solennità dell’Epifania ricorda, in un solo giorno, tre momenti della vita di Gesù in cui, in modi diversi, il figlio di Dio ha manifestato la Sua divinità: l’adorazione dei Magi, il Battesimo nel fiume Giordano e le nozze di Cana. Tre sfumature di uno stesso Mistero d’amore, capace di piegarsi dall’alto dei cieli sulla miseria umana, per insegnarle a tornare in Cielo.

In attesa della vita eterna che ci attende, questa celebrazione è anche chiamata per ogni uomo ad essere “Epifania”, manifestazione della “vita nuova” che sgorga in noi in virtù del nostro incontro con il Dio della meraviglia.

  • Possiamo unirci con fiducia a coloro che si riconoscono peccatori, scoprendo Lui in fila con noi pur non avendone bisogno.
  • Possiamo unirci ai Magi e riconoscerlo nostro Dio, Re e personale Salvatore, come raffigurano i doni da loro portati.
  • In tal modo potremo ritrovarci tra quanti, persino inconsapevoli alle nozze di Cana, hanno potuto godere di una rinnovata letizia: è il dono della Vita nuova che ci renderà epifania, manifestazione dell’amore di Dio per gli uomini, per ciascun uomo.

Nel pomeriggio, presso la cappella della Natività, si è tenuto il tradizionale bacio al bambinello, mentre durante la solenne celebrazione delle 18 è stato S.E. Mons. Domenico Sorrentino a ricordarci di non perdere di vista le “stelle” che ci conducono a Gesù, attenti agli “Erodi” che ci vogliono impedire di incontrare Gesù, a partire dal nostro peccato.

La giornata liturgica si è conclusa con i Secondi Vespri, presieduti da p. Giuseppe Renda, con processione conclusiva fino al presepe monumentale per il bacio al bambinello da parte dei figli di Francesco, padre del primo presepe.

Il Signore, attraverso l’annuncio della Pasqua ascoltato al termine della proclamazione del Vangelo, possa ricordarci la nostra chiamata a celebrarlo risorto e vivo, ogni giorno, nell’anno che ci attende.



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