MERCOLEDÌ della VII sett. di Pasqua Feria (bianco)
mercoledì, 27 maggio 2020
05 Apr 2020

DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE

(rosso)

Processione delle Palme: Mt 21,1-11
Messa della Domenica, Credo, prefazio proprio
Is 50,4-7 • Sal 21 • Fil 2,6-11 • Mt 26,14-27,66
Liturgia delle Ore: Dom. II sett. Ufficio della Domenica 

La commemorazione di S. Vincenzo Ferrer, sacerdote si omette

35a GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ (celebrazione nelle Diocesi)

Obbligo della Messa “pro Populo”

SETTIMANA SANTA

1. Nella settimana santa la Chiesa celebra i misteri della salvezza portati a compimento da Cristo negli ultimi giorni della sua vita, a cominciare dal suo ingresso messianico in Gerusalemme fino alla sua beata Passione e gloriosa Risurrezione. La Quaresima comprende anche il giovedì santo. Dalla Messa vespertina «nella cena del Signore» inizia il Triduo pasquale, che continua il venerdì «della Passione del Signore» e il sabato santo, ha il suo centro nella Veglia pasquale e termina con i Vespri della domenica di Risurrezione. È bene dedicare i giorni di questa settimana alla celebrazione della penitenza, astenersi invece dalla celebrazione del battesimo e della cresima, in quanto hanno il loro posto originario nella Veglia pasquale.

2. I riti della settimana santa, cioè la benedizione e processione delle palme, la reposizione del SS. Sacramento dopo la Messa «nella cena del Signore», l’azione liturgica del venerdì della Passione e la Veglia pasquale, si possono celebrare in tutte le chiese e oratori. È bene tuttavia che nelle chiese non parrocchiali e negli oratori si celebrino soltanto se vi partecipa un numero adeguato di fedeli, se vi è un congruo numero di ministri e la possibilità di eseguire in canto almeno qualche parte del rito. Altrimenti conviene che queste celebrazioni vengano omesse e i fedeli si radunino insieme nelle chiese parrocchiali e nelle altre chiese più grandi. I pastori si preoccupino di istruire i fedeli sul senso e sulla struttura dei riti di questi giorni e di condurli ad una partecipazione fruttuosa anche per mezzo del canto.

DOMENICA DELLE PALME

1. La Domenica delle palme, «della Passione del Signore», nella quale la Chiesa dà inizio alla celebrazione del mistero del suo Signore morto, sepolto e risorto, unisce insieme il trionfo regale di Cristo e l’annunzio della sua gloriosa Passione. I due aspetti del mistero pasquale vengano messi in luce nella catechesi e nella celebrazione di questo giorno.

2. L’ingresso del Signore in Gerusalemme viene commemorato con la solenne processione, con cui i fedeli, imitando le acclamazioni dei fanciulli ebrei, vanno incontro al Signore al canto dell’«Osanna». La processione sia una soltanto e fatta prima della Messa con maggiore concorso di popolo, o nelle ore vespertine del sabato o la domenica. I fedeli si raccolgano in una chiesa minore o in un altro luogo adatto fuori della chiesa verso la quale la processione è diretta. I fedeli partecipino a questa processione cantando e portando in mano rami di palma o di altri alberi. Il sacerdote e i ministri precedono il popolo, portando anch’essi le palme. Le palme vengono benedette per essere portate in processione. Conservate religiosamente in casa, richiamano alla mente dei fedeli la vittoria di Cristo celebrata in questo giorno con la processione.

3. Per commemorare l’ingresso del Signore in Gerusalemme, oltre la processione solenne, il Messale propone altre due forme. La prima è l’introito solenne che si compie quando non si può fare la processione fuori della chiesa. Si può ripeterlo prima di un’altra Messa celebrata con grande concorso di popolo. L’altra forma è l’introito semplice e si fa all’inizio delle altre Messe.

4. I paramenti di questo giorno sono di colore rosso. Il sacerdote, nella processione, può usare il piviale o la casula.

5. Dopo la processione o l’ingresso solenne, si omettono il segno di croce, l’atto penitenziale e l’aspersione dell’acqua benedetta che si usa fare prima della Messa, e si dice subito la colletta. La Messa poi prosegue come al solito.

6. Il bene spirituale dei fedeli richiede che la storia della Passione sia letta integralmente e che non vengano omesse le letture che la precedono. Dopo la lettura della Passione non si ometta l’omelia, anche se breve.

7. Alla lettura della Passione del Signore non si premette il saluto né il segno di croce sul libro; non si usano le candele né l’incenso. La Passione viene letta dal diacono o, in sua assenza, dal sacerdote. Può essere letta anche da lettori laici, riservando se è possibile, la parte di Cristo al sacerdote. Solo i diaconi, e non altri, domandano la benedizione del sacerdote, come di consueto prima del Vangelo. Alla fine si dice «Parola del Signore», senza baciare il libro. Durante la proclamazione della Passione del Signore, l’assemblea può rimanere seduta per una parte della lettura (CEI, Messale Romano, ed. it. 1983, p. XLIX).

8. Quando non si può celebrare la Messa, è bene che si faccia una celebrazione della Parola per commemorare il mistero del giorno, ad ora opportuna della domenica o del sabato pomeriggio.