VENERDÌ della V sett. di Pasqua DEDICAZIONE DELLA BASILICA PAPALE DI S. FRANCESCO IN ASSISI – FESTA (bianco)
venerdì, 24 maggio 2019
21 Apr 2019

DOMENICA DI PASQUA – RISURREZIONE DEL SIGNORE

SOLENNITÀ CON OTTAVA (bianco)

Messa della Veglia pasquale con prefazio e parti proprie di Pasqua

Messa del giorno Gloria, sequenza, Credo, prefazio pasquale I; nel Canone Romano Communicantes e Hanc igitur propri

At 10,34a.37-43 • Sal 117 • Col 3,1-4 opp. 1Cor 5,6-8 • Gv 20,1-9 opp. Lc 24,1-12

Nella Messa vespertina si può leggere Lc 24,13-35

Obbligo della Messa “pro Populo”

  1. La Messa del giorno di Pasqua si celebri con grande Solennità. In essa, al posto dell’atto penitenziale, si faccia l’aspersione dell’acqua benedetta nella Veglia, per rievocare la Memoria del battesimo.
  2. Il cero pasquale, da collocare presso l’ambone o vicino l’altare, si accenda in tutte le principali celebrazioni liturgiche più solenni di questo tempo, cioè la Messa, le Lodi e i Vespri, fino alla domenica di Pentecoste.
  3. Si conservi, dove è già in vigore, o, se è possibile, si instauri la tradizione di celebrare nel giorno di Pasqua i Vespri battesimali, durante i quali al canto dei salmi si fa la processione al fonte (IH 213).

Oggi e per tutta l’ottava, a Compieta si dice l’antifona Questo è il giorno, al posto del responsorio breve.

Dopo Compieta, e in luogo dell’Angelus Domini, durante tutto il tempo pasquale, si dice l’antifona Regina coeli.

 

Liturgia delle Ore: Ufficio proprio

Chi partecipa alla Veglia pasquale omette l’Ufficio delle letture

La commemorazione di S. Anselmo, vescovo e dottore opp. S. Corrado da Parzham, religioso I O., si omette

VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA

1.  Per antichissima tradizione questa notte è “la notte di veglia in onore del Signore”, destinata a celebrare la notte santa in cui Cristo è risorto, ed è considerata come la “madre di tutte le sante veglie”. In essa infatti la Chiesa rimane in attesa della risurrezione del Signore, e la celebra con i sacramenti dell’iniziazione cristiana. La tradizione cristiana ha sempre riconosciuto a questa Veglia l’indole di attesa escatologica della venuta del Signore.

2.  L’intera celebrazione della Veglia pasquale si svolge di notte; essa quindi deve o cominciare dopo l’inizio della notte o terminare prima dell’alba della domenica. La celebrazione della Veglia pasquale nelle ore vespertine del sabato, in cui di solito si celebrano le Messe festive della domenica, non è ammessa. Inoltre tutta la celebrazione si deve svolgere in modo tale da conservare la sua natura di veglia prolungata.

3.  Non è permessa la celebrazione della sola Messa senza i riti della Veglia pasquale.

4.  La Veglia pasquale si può celebrare anche nelle chiese e oratori in cui non si sono svolte le azioni liturgiche del giovedì e del venerdì santo e si può omette.re dove invece queste sono state celebrate. È obbligatoria dove c’è il fonte battesimale.

5.  Per tutta l’azione liturgica i sacri ministri indossano i paramenti della Messa di colore bianco.

6.  La Veglia si svolge in questo modo: dopo il “lucernario” e il preconio pasquale (prima parte di questa Veglia), la santa Chiesa medita le meraviglie compiute dal Signore per il suo popolo dall’inizio (seconda parte o liturgia della Parola), fino al momento in cui, con i suoi nuovi membri rigenerati nel Battesimo (terza parte), viene invitata alla mensa che il Signore ha preparato al suo popolo, come memoriale della sua Morte e Risurrezione, in attesa della sua venuta (quarta parte). Tutta la Veglia pasquale si compone di simboli e riti, che devono essere compiuti con una ampiezza e dignità tale che i fedeli possano veramente comprenderne il significato, suggerito anche dalle monizioni e dalle orazioni. Soprattutto è necessario che i fedeli con brevi monizioni siano guidati alla comprensione del senso tipologico delle letture dell’Antico Testamento proposte nella Veglia.

7.  Per quanto possibile, si prepari fuori della chiesa, in un luogo adatto, un fuoco, la cui fiamma sia tale da dissipare veramente le tenebre e illuminare la notte.

8.  Il cero pasquale, per la verità del segno, sia interamente di cera, unico, di grandezza notevole, ogni anno nuovo: deve infatti rievocare la figura di Cristo, vera luce che illumina il mondo. Venga benedetto con i segni e le parole indicate nei libri liturgici, o altri approvati dalla Conferenza Episcopale. Il cero pasquale sia collocato presso l’ambone.

9.  Il «preconio» pasquale può essere annunziato, per necessità, anche da un cantore non diacono, che però non riceve la benedizione dal celebrante e omette. la seconda parte dell’invito (E voi, fratelli carissimi.) e il saluto Il Signore sia con voi. Si può cantare nella forma lunga oppure in quella breve.

10. Dalla serie di letture bibliche dell’Antico Testamento, se ne leggano almeno tre, in caso di necessità al minimo due; non ometta mai la lettura del libro dell’Esodo (n. 3). Ecco le letture della Veglia: 1. Gen 1,1 – 2,2 2. Gen. 22,1-18 3. Es 14,15 – 15,1 4. Is 54,5-14 5. Is 55,1-11 6. Bar 3,9-15.32 – 4,4 7. Ez 36,16-17a.18-28 8. Rm 6,3-11 9. Lc 24,1-12

11.  La liturgia battesimale della Veglia pasquale raggiunge la sua pienezza quando si celebra l’iniziazione cristiana degli adulti o almeno il battesimo dei bambini. Tuttavia, anche se non si celebra il battesimo, nelle chiese parrocchiali si faccia la benedizione dell’acqua battesimale; dove non c’è neppure il fonte da benedire, la Memoria del battesimo si faccia con la benedizione dell’acqua, con cui si asperge il popolo dopo la rinnovazione delle promesse battesimali.

12.  Alla proclamazione del Vangelo si può usare l’incenso, ma non si portano i ceri.

13. È desiderabile che si raggiunga la pienezza del segno eucaristico con la comunione della Veglia pasquale, ricevuta sotto le specie del pane e del vino. L’Ordinario del luogo saprà valutare l’opportunità di questa concessione e dare norme convenienti.

14. La Messa della Veglia è Messa pasquale della domenica di Risurrezione. Chi celebra o concelebra la Messa della notte, può celebrare o concelebrare anche la Messa del giorno di Pasqua.