SS. TRINITÀ SOLENNITÀ (bianco)
domenica, 27 maggio 2018
Festa del Voto 2015 23 Giu 2015

Fede, preghiera, gratitudine e liberazione

Vitale d’Aversa, uomo assetato di gloria e coraggioso in battaglia, guidò l’esercito, di cui era capitano, contro Assisi. Per la qual cosa spogliò la contrada di alberi, devastò tutte le vicinanze e infine pose stabile assedio alla città. Con minacciose parole dichiara che non se ne andrà in alcun modo di lì, finché non si sia impadronito della città stessa. E già si era pervenuti a tal punto che si temeva imminente la caduta della città. Quando lo venne a sapere Chiara, serva di Cristo, fu scossa da profondo dolore e, chiamate a sé le sorelle, disse: «Da questa città riceviamo ogni giorno molti beni, carissime figlie: sarebbe grande empietà non portarle soccorso, come possiamo, ora che è il momento opportuno». Comanda di portare della cenere, comanda alle sorelle di scoprirsi il capo. E lei per prima, scoperto il proprio, lo cosparge di molta cenere; poi depone la cenere sulla testa delle altre. «Andate dal Signore nostro – dice – e domandategli con tutto il cuore la liberazione della città». (…) Dio misericordioso, il mattino seguente, dà con la tentazione anche la via d’uscita: in modo che, tutto disperso l’esercito, anche quell’uomo superbo è costretto ad andarsene, contrariamente ai suoi disegni, e a smettere di tormentare oltre quella terra.
Dalla Leggenda di Santa Chiara (Fonti Francescane 3203)

 

Ieri sera, 22 giugno 2015, Assisi ha ricordato la liberazione dall’assalto dell’esercito nemico ed ha espresso ancora una volta la propria gratitudine nei confronti di S. Chiara, per la cui preghiera e per la cui fede la mano potente del Signore ha voluto custodire il monastero di San Damiano e le Povere Dame che vi abitavano, estendendo la Sua protezione a tutta la Città: è l’annuale Festa del Voto.

E’ dal 1644 che le istituzioni assisane hanno deciso di celebrare solennemente la memoria di quell’evento, con una processione che anche ieri sera ha visto la partecipazione numerosa del clero, dei religiosi e delle religiose e di numerose confraternite, nonché dei rappresentati dell’Amministrazione comunale. Guidata dal Vicario Generale della Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, don Maurizio Saba, la celebrazione è iniziata dalla piazza antistante la Cattedrale di San Rufino, dove sono state ricordate le radici e le motivazioni della Festa del Voto.

Tra canti e preghiere, la processione ha raggiunto la piazza del Comune, dove è stata data lettura dell’Ordinanza comunale che istituì la festa nel 1644, e abbiamo ascoltato il saluto del Sindaco, Ing., Claudio Ricci, che ha sottolineato come i valori incarnati dalle scelte di Chiara, quali il “privilegio della povertà” e la mitezza, possano ancora oggi contribuire all’edificazione del bene comune della città.

La processione ha quindi raggiunto la basilica di S. Chiara, dove abbiamo ascoltato il messaggio delle figlie di Santa Chiara, che hanno ricordato come la memoria della Santa debba aprire alla fede in quel Dio vivo che anche oggi vuole operare nelle nostre vite; le clarisse hanno ancora una volta affidato la città, la diocesi, i tanti pellegrini e tutti gli uomini all’intercessione di Chiara: «Il Signore sia sempre con voi ed Egli faccia che voi siate sempre con Lui». Il Sindaco e il Vescovo hanno espresso la loro gratitudine alla comunità delle clarisse offrendo fiori per onorare la tomba della Santa.

Dalla basilica la processione ha raggiunto Porta Nuova, dove abbiamo ascoltato le parole di benedizione che Francesco morente rivolse alla sua città natale: “Sii tu benedetta, Città Santa a Dio fedele. Molti infatti per te si salveranno. Molti figli dell’Altissimo abiteranno in te. E molti da te saranno chiamati al regno dei cieli”.

La processione è poi scesa a San Damiano. Abbiamo le fonti francescane raccontare del giovane Francesco, impegnato a restaurare la piccola chiesa, e del Francesco prossimo a morire, ispirato a comporre il Cantico delle creature. Arrivati alla piazzetta, il Sindaco ha sciolto il voto del 1644 offrendo incenso e ceri, simbolo di preghiera che sale a Dio.

E’ risuonata nella piazzetta la campanella con cui Chiara chiamava le sorelle al lavoro e alla preghiera, e S.E. l’Arcivescovo Domenico Sorrentino ha esposto il Santissimo sacramento. L’ostensorio conserva la teca in avorio che custodiva l’Eucaristia quando Chiara si prostrò in orazione chiedendo la liberazione del monastero e della città. Dopo una lettura clariana (FF 3060), l’Arcivescovo ha guidato la preghiera, additando la presenza eucaristica del Signore e affidandogli in modo speciale la famiglia, chiesa domestica, che attraversa un tempo travagliato. Dopo la benedizione e la reposizione, p. Gianpaolo Masotti, Guardiano della fraternità di San Damiano, ha rivolto un breve saluto, invitandoci a lasciarci educare alla lode dall’esempio di Francesco e Chiara d’Assisi, e di papa Francesco.

Nella tiepida notte estiva l’assemblea si è sciolta in un’atmosfera festosa, ravvivata da un buon bicchiere di limonata fresca preparata dai frati di San Damiano.

Per l’intercessione di Francesco e di Chiara d’Assisi il Signore continui a benedire Assisi, facendone per ogni uomo fiaccola di fede in Gesù Cristo e di amore al prossimo e al Creato.



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