MARTEDI della XXIV sett. del T.O. IMPRESSIONE DELLE STIMMATE DEL SERAFICO PADRE NOSTRO S. FRANCESCO - FESTA (bianco)
martedì, 17 settembre 2019
Una vera e propria Regola guida i membri dell'OFS 26 Ago 2019

Fratelli e sorelle spinte dallo Spirito

L’Ordine Francescano Secolare non è solo un’associazione di fedeli che ha una simpatia per san Francesco e la spiritualità francescana. Ci sono molti gruppi e movimenti di preghiera legati alla figura del poverello di Assisi, senza però essere equiparati ad un Ordine. Infatti uno degli elementi che da sempre ha caratterizzato l’O.F.S. rispetto ai movimenti ecclesiali è che questi ultimi hanno come atto fondativo uno statuto, mentre i francescani secolari godono di una Regola approvata dai Pontefici.

Nella sua storia l’O.F.S ha avuto tre regole approvate dai Papi: la Supra montem (1289), prima Regola ufficiale del Terz’Ordine Francescano, di Niccolò IV, che rimase in vigore per 594 anni; la Misericors Dei Filius (1883) del Papa terziario Leone XIII e l’attuale Regola del 1978, che cambiò la denominazione da Terz’Ordine Francescano a Ordine Francescano Secolare. Alla fine del XIX secolo, con la Regola “leoniana” si inaugurò il cosiddetto “Periodo sociale” dei francescani secolari. Leone XIII, intuendo i pericoli latenti nell’ormai diffuso proselitismo socialista fra le masse operaie e contadine, l’indifferenza interessata delle classi dirigenti liberali borghesi e le drammatiche necessità delle masse escluse dalla partecipazione alla vita dello Stato, vide nei terziari una pietra fondamentale del grande edificio sociale cristiano. Per fare ciò era però necessario che il Terz’Ordine diventasse più agile, più attivo e più disciplinato, in altre parole più rispondente alle esigenze nuove dei tempi.

Per questo con la Misericors Dei Filius, pur lasciando inalterata e intera la Regola di Nicolò IV, volle semplificarla e snellirla, in modo da penetrare in tutti gli ambienti, allargando la cerchia dei possibili aderenti al Terz’Ordine. Questa scelta ebbe come conseguenze di aumentare il numero dei francescani ma non dando loro quella formazione e spiritualità che doveva contraddistinguere un movimento cattolico.

In risposta a questa situazione Pio X, con la lettera Tertium Franciscalium Ordinem dell’8 settembre 1912, vietò formalmente ai francescani secolari di coinvolgersi in ambiti economici e politici. Coloro che desideravano continuare ad occuparsi di questi temi lo potevano fare iscrivendosi all’Azione Cattolica. Iniziò così per il Terz’Ordine il “Periodo religioso”, le cui fraternità erano formate sempre più da donne di una certa età che portavano avanti un impegno prettamente devozionale. Questa situazione cominciò a cambiare, soprattutto da un punto di vista legislativo, con il secondo Dopoguerra si diede inizio a quello che gli storici dell’O.F.S. chiamano il “periodo di rinnovamento”.

In questo contesto, facendo proprie le indicazioni del Concilio Vaticano II, in particolare quelle relative all’apostolato dei laici, si diede avviò ad una riflessione che durò circa dieci anni, condotto in una collaborazione interfrancescana, e si concluse con l’elaborazione finale di un nuovo testo che avrebbe portato alla stesura della Regola Seraphicus Patriarcha del 24 giugno 1978.

La Regola dell’OFS

La presente Regola vuole offrire una riflessione sulla natura dell’O.F.S. tornando alle origini, cioè a san Francesco e al movimento penitenziale francescano del XIII secolo. Ne è a dimostrazione il fatto che ha come prologo la Lettera ai fedeli del Serafico Padre.

Sebbene il documento sia composto da ventisei articoli, essi non devono essere letti come staccati, settorialmente, come se fossero un’illuminazione di alcuni doveri moralisticamente intesi sugli aspetti spirituali, sociali e familiari della vita cristiana del francescano nel mondo. Non si deve guardarli come qualcosa a sé, ma dentro il contesto di un incontro con il Signore. Infatti, a differenza delle Regole precedenti, che prescrivevano una serie di precetti e di proibizioni che i terziari erano chiamati ad osservare, Paolo vi ha voluto offrire una nuova prospettiva: la vita e l’esempio di Gesù Cristo. Solo dopo aver ascoltato e accolto l’annuncio della bellezza dell’amore salvifico di Dio manifestato nel Suo Figlio morto e risorto possiamo comprendere ciò che viene chiesto in questi articoli.

La Regola è suddivisa in tre capitoli. Il primo, di carattere introduttivo e generale, è formato da tre articoli in cui si presenta l’O.F.S. come un’associazione all’interno della grande e variegata famiglia francescana, che riunisce tutti quei «fratelli e sorelle, spinti dallo Spirito a raggiungere la perfezione della carità nel proprio stato secolare… alla maniera di san Francesco». Il capitolo secondo, dal titolo «La forma di vita», e che va dall’articolo quarto all’articolo diciannovesimo, spiega cosa comporta essere un francescano secolare. Viene detto che la sua norma di vita è «osservare il vangelo di nostro Signore Gesù Cristo secondo l’esempio di S. Francesco d’Assisi» (art.4). In altre parole si tratta di conformarsi a Gesù Cristo: avere i suoi stessi sentimenti, i medesimi criteri di scelta per poter vivere come Lui. Per realizzare questa vocazione a cui tutti sono chiamati, ci si mette alla scuola del Santo di Assisi.

Ma come si fa ad incontrare Gesù? Sono quattro le modalità attraverso le quali il francescano può fare esperienza del Signore: «nei fratelli, nella sacra Scrittura, nella Chiesa e nelle azioni liturgiche» (art. 5).

Questo cammino non si realizza primariamente per i nostri sforzi ma è necessario l’aiuto della Grazia, che si riceve nei sacramenti del Battesimo (art. 6), della Riconciliazione (art. 7) e dell’Eucaristia (art. 8). Inoltre viene offerto un modello e una protettrice: la Vergine Maria (art. 9). Successivamente vengono indicati i tratti della persona di Gesù attraverso i consigli evangelici: obbedienza (art. 10), povertà (art. 11) e purità di cuore (art. 12).

La conformazione a Cristo ha come conseguenza quella di riconoscersi appartenenti ad un’unica fraternità universale (art. 13 e art. 18) con il fine di collaborare alla realizzazione del Regno di Dio (art.14), sia sul piano sociale della vita pubblica (art. 15) e lavorativa (art. 16), che in quello familiare (art. 17). Ma ciò che caratterizzerà il francescano secolare sarà soprattutto lo stile con cui lo farà, che è quello della perfetta letizia (art. 19).

La Regola si conclude con una terza parte, intitolata «La vita in fraternità», di sei articoli di carattere più giuridico. Dicono come deve essere articolato l’O.F.S. ai vari livelli, dalla fraternità locale a quella internazionale, la formazione finalizzata all’impegno della Professione e i diversi ruoli di responsabilità, compreso quello dell’assistente spirituale.

Un dono della Chiesa

Questo documento però, prima di essere una peculiarità di un Ordine religioso, è un dono che la sapienza della Chiesa fa ai suoi figli in risposta all’esigenza di mettere “ordine” nella nostra vita. Capita spesso di dover fare esperienza anche amara della frammentazione e dispersione nella propria esistenza: dall’esterno arrivano una serie di impegni, urgenze che fanno sì che ciò che è prioritario nella giornata venga soppiantato dall’emergenza, che genera ansia. Ma anche nella nostra interiorità sperimentiamo confusione e lotta tra diversi desideri, inclinazioni, umori che si oppongono tra loro sicché noi, come san Paolo, “non compiamo il bene che vogliamo, ma il male che non vogliamo” (cfr. Rm 7,19).

Tutti noi quindi abbiamo bisogno di una Regola di vita che ci aiuti a fare chiarezza, a stabilire e a rispettare la gerarchia di valori e di cose da fare. Abbiamo bisogno di un metodo, di un libretto di istruzioni che ci dia dei criteri su come agire nel modo più giusto possibile. Tutto questo è finalizzato affinché la nostra vita produca frutto, sia feconda. Inoltre, come ci ricorda papa Francesco, alla fine della nostra vita terrena anche per noi ci sarà una «Regola di comportamento in base alla quale saremo giudicati: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi” (Mt25,35-36)» (GE 95).

di Marco Asselle
dal n. 2/2019 della Rivista Porziuncola



Marco Asselle OFS Regola Rivista Porziuncola Terziari

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