VENERDI della XXIV sett. del T.O. SS. ANDREA KIM TAE-GŎN e compagni, martiri – MEMORIA (rosso)
venerdì, 20 settembre 2019
L'esaltazione della croce e il beato Leopoldo 14 Set 2015

Gesù ci salva sulla croce

Oggi, 14 settembre, si festeggia l’esaltazione della santa croce che riassume e richiama alcuni eventi storici legati al santo Legno, principalmente la scoperta della Vera Croce. Una tradizione formatasi abbastanza presto riferisce che sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, aveva ritrovato a Gerusalemme, presso il Golgota, le tre croci usate per Gesù Cristo e i due ladroni; una guarigione miracolosa, avvenuta al contatto con una d’esse, permise il riconoscimento della croce del Salvatore e di mostrarla alla venerazione del popolo. Ben sappiamo poi anche la grande venerazione del Poverello d’Assisi alla croce del Signore, chiese così insistentemente di sentire anche solo un poco di quel dolore che il Signore Gesù aveva provato sulla croce che ricevette l’immenso dono delle stimmate sul monte della Verna diventando lui stesso “un crocifisso”.

Padre Rosario Gugliotta, custode del convento, che ha presieduto la messa delle ore 7.00, ha sottolineato nell’omelia proprio l’importanza della croce nella vita cristiana. Una croce che a prima vista appare solo come un patibolo, un segno di condanna di morte atroce, ma che, grazie all’amore che Gesù ha messo nell’esservi inchiodato, è diventata strumento di salvezza per tutti. Umanamente dal male non può venire che male, solo Dio poteva trarne invece un bene più grande, la risurrezione del Figlio! Metti amore laddove non c’è amore e lì troverai amore (s. Giovanni della Croce).

Questo è un invito anche per noi: innanzitutto, come ci ha ricordato la prima lettura dal libro dei Numeri 21,4b-9, saper riconoscere che il male è male. Guardare quel serpente innalzato sull’asta è dunque dare un nome al peccato e cominciare un cammino per distaccarsi da esso. Non basta però, come ci ricorda il vangelo di Giovanni 3,13-17: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.” Solo puntando sull’amore potremo uscire vittoriosi dalla lotta quotidiana contro il male e il peccato e questa importante verità l’aveva ben compresa il Beato Leopoldo da Gaiche che percorreva instancabilmente le vie dell’Umbria per annunciare la conversione e l’amore di Dio. Quando predicava portava con sé i segni della passione di Cristo: la croce, le catene, la corona di spine, proprio per ricordare che Gesù non ci ha amato per scherzo, ha dato il suo sangue per noi e l’ha fatto liberamente e per salvarci. Quale mirabile dono, quale immensa grazia!

Alla fine della messa, la fraternità e i fedeli presenti, si sono recati presso l’altare di s. Pietro in vincoli dove in questi giorni erano situate le spoglie del beato umbro. Lì si è dato l’ultimo saluto al santo prima del suo ritorno a casa, nel convento di Monteluco di Spoleto.

Questa peregrinazione dei resti mortali del beato è stata fatta di certo affinché la gente umbra potesse arricchirsi spiritualmente grazie al suo esempio di vita, ma anche per chiedere qualche grazia ad un frate che è sempre stato vicino alla gente. Chiedere grazie e miracoli a un santo non è certo superstizione, ma un bel gesto di fede che riconosce in una persona come noi, che ha vissuto una vita con il Signore, un potente intercessore presso il Padre per ricevere un sostegno nel cammino quotidiano. Pregare per un miracolo, nel caso del beato Leopoldo, sarebbe anche un sostenere la sua causa di santificazione che proprio richiede un secondo prodigio per essere conclusa. Procedure che si chiedono a noi uomini, ma che non mettono in nessun modo in secondo piano la grandezza di vita di fra Leopoldo.

Non dimentichiamoci allora di questo nostro santo compagno di viaggio, ma chiediamone l’aiuto per poter vivere una vita bella, piena e felice ed il coraggio di annunciare a chi ci sta accanto che Gesù è Signore e trasforma la nostra esistenza.



Anniversario Basilica di Santa Maria degli Angeli Leopoldo da Gaiche Rosario Gugliotta Traslazione

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