Firmata la convenzione tra la Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e la Provincia Serafica di san Francesco di Umbria-Sardegna 23 Giu 2021

I frati minori e la “Casa Papa Francesco”

Mercoledì 9 giugno 2021, alla presenza del M.R.P. Francesco Piloni, di don Cesare Provenzi presidente della Fondazione Assisi-Caritas, della direttrice Caritas Rossana Galiandro e della fraternità di “Casa Papa Francesco”, con la benedizione del Vescovo mons. Domenico Sorrentino, è stata firmata la convenzione tra la Provincia Serafica di san Francesco dei Frati minori di Umbria-Sardegna e la Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino che ufficializza la presenza dei frati minori nel centro di accoglienza Caritas vicino alla stazione dei treni di santa Maria degli Angeli-Assisi.

La storia del Centro di accoglienza ha radici lontane: promosso dalla Caritas diocesana per volontà del Vescovo mons. Sergio Goretti, è stato inaugurato il 27 ottobre 1994 e la sua prima ubicazione era presso il Centro S. Rosa in Assisi, immobile concesso in comodato gratuito dalle Suore di S. Apollinare (San Giuseppe) per tale fine. Con il terremoto del 29 settembre 1997 il Centro è divenuto inagibile. Nel 1998 viene acquistato l’attuale struttura, già sede Montedison e poi albergo, dove il Centro ha continuato ad offrire il suo servizio. La struttura è bella ed accogliente, dotata di un ampio giardino, e può ospitare fino ad un massimo di 22 persone in camere doppie/triple tutte dotate di servizio igienico, la tipologia è di “prima accoglienza”. Nel Centro è sempre stata garantita l’accoglienza e la permanenza con la presenza stabile di un operatore e/o di volontari sia laici che religiosi/e.

Il fatto nuovo accade il 4 ottobre 2013 quando Papa Francesco, durante la sua prima visita ufficiale ad Assisi, si ferma e pranza al Centro con i poveri. Questo fatto segna la coscienza dei frati della Porziuncola che allora vedevano fr. Vittorio Viola come direttore della Caritas diocesana. Quindi, nel settembre 2014 i frati minori, raccogliendo l’invito del Papa “di non dimenticarsi dei poveri” e raccogliendo il mandato del Capitolo provinciale dello stesso anno, iniziano ad abitare al secondo piano del Centro prestando assistenza spirituale ai poveri, ai volontari e a chi transita per la casa e anche affiancando gli operatori nel servizio di accoglienza.

La presenza dei religiosi è vista come espressione caritativa della fraternità della Porziuncola, come testimonianza di condivisione e vicinanza ai poveri e come strumento di relazione tra le varie realtà del territorio che aiutano i bisognosi. La missione e il progetto di vita della fraternità sono descritti nella convenzione:

  • La cura spirituale degli ospiti e di tutte le persone che per vari motivi si avvicinano al Centro (familiari degli ospiti, volontari, dipendenti, benefattori, amici…).
  • La promozione di progetti di crescita e accompagnamento in favore delle persone che frequentano il Centro (sia ospiti che volontari).
  • Fare del Centro una scuola e palestra di carità per la Diocesi e per chiunque ne entri in contatto.
  • Integrazione del Centro presso le Parrocchie, la Diocesi e gli Istituti religiosi ricercando una collaborazione prima di tutto di comunione e poi anche materiale (volontari, alimenti, economica…).
  • Stabilire e mantenere il contatto con le persone interessate all’esperienza del Centro, anche tramite mezzi di comunicazione, in collaborazione con la Fondazione Assisi-Caritas.

In questi quasi 7 anni di presenza al Centro Caritas la fraternità, con i vari frati che si sono alternati nel servizio, ha avuto modo di vivere concretamente la missione affidata dal Capitolo e dal Papa, le fatiche non sono state poche, ma grazie a queste, alla buona volontà e soprattutto alla grazia di Dio, è riuscita ad andare avanti dando sempre più forma al progetto iniziale che, lungi dall’essere ancora ben definito o compiuto, continua ad essere messo in pratica nel confronto e nell’ascolto.

Grati del percorso compiuto fino ad oggi, certi di un presente in cui il lavoro non manca, guardiamo al futuro con fede e speranza mettendo nelle mani di Dio le nostre attività e i nostri propositi.



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