GIOVEDÌ della XI sett. del T.O. S. LUIGI GONZAGA, religioso – MEMORIA (bianco)
giovedì, 21 giugno 2018
L’eremo di Monteluco 10 Nov 2017

Il fascino delle origini

Tra i luoghi più suggestivi e carichi di memorie, non possiamo dimenticare l’eremo di Monteluco. Monteluco (dal latino “lucus”, sacro monte), si eleva a m. 803. Vi si sale attraverso una magnifica strada a serpentina, godendo tutto lo spettacolo della Valle Spoletana fino a Perugia. Si ha davanti il Ponte delle Torri, costruzione colossale alta 80 m. e lunga 230, con dieci archi altissimi che determinano le torri su basi romane e rimaneggiamenti medievali.

Sulla strada per Monteluco si ammira la Chiesa di S. Pietro, antichissima costruzione cristiana con sculture simboliche posteriori (sec. XIII). Più avanti, a sinistra, in mezzo al verde del bosco, si scorge la chiesa ed ex-convento di S. Antonio abate, che si estese su un primitivo eremo; vi giunsero nel 1494 i frati clareni, eremiti francescani, e nel Cinquecento gli Osservanti, che ne furono espulsi dal governo sabaudo nel 1866.

Qui presso, visse per qualche tempo il giovane Francesco di Paola, che in questi romitori decise di diventare religioso ed eremita. Non c’intratteniamo qui a parlare degli altri romitori, né della romanica chiesa benedettina di San Giuliano (sec. XII, ma su resti molto più antichi).

Anche se fosse da rigettarsi l’opinione di chi afferma una prima visita di san Francesco fin quassù nel 1205, l’anno della visione prodigiosa di Spoleto, ha sufficiente documentazione la visita del Santo nel 1218. Allora ottenne dai monaci eremiti del Monteluco la cappella di santa Caterina, attorno alla quale si svilupparono le prime cellette, nucleo del futuro ritiro francescano.

Attualmente restano, nel bosco, le grotte e, nel conventino, le cellette dove vissero e pregarono san Francesco, sant’Antonio di Padova, san Bonaventura, san Bernardino da Siena, il beato Paoluccio Trinci, il beato Francesco da Pavia. La tradizione è costante nell’indicare anche il pozzo di San Francesco, una piccola sorgente ancora zampillante, che il Santo fece scaturire miracolosamente dal vivo scoglio, presso la grotta da lui abitata, oltre gli 800 metri sul livello del mare.

Resta anche, come preziosa reliquia di semplicità e di povertà, il minuscolo convento francescano, quasi scavato nella roccia e composto di cellette piccolissime di paglia e di fango con semplice intonaco, con finestre all’incirca di mezzo metro quadrato e porticine di cm. 130 per 40. 

I religiosi che vi abitarono nei secoli XIV e XV morirono quasi tutti in concetto di santità. Insieme al romitorio delle Carceri d’Assisi e di Brogliano sopra Foligno, Monteluco fu centro delle varie riforme sorte nell’Ordine francescano, dall’Osservanza in poi.

Visita le pagine dedicate al Convento di Monteluco per scoprire i ritiri, i corsi di esercizi spirituali e le altre iniziative proposte dai frati minori durante tutto l’anno.



Eremo Monteluco San Francesco Spoleto

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