VENERDI della XXIV sett. del T.O. SS. ANDREA KIM TAE-GŎN e compagni, martiri – MEMORIA (rosso)
venerdì, 20 settembre 2019
Nella carità vivremo per sempre 02 Nov 2017

Il punto di contatto con l’Eterno

Questa mattina la comunità dei frati minori della Porziuncola ha celebrato la santa messa, come ogni anno nel giorno in cui la Chiesa commemora tutti i fedeli defunti, al cimitero di Santa Maria degli Angeli dove, insieme ai defunti locali, angelani e non, riposano anche molti dei frati della nostra Provincia. Ha presieduto la celebrazione eucaristica p. Claudio Durighetto, Ministro provinciale, che ha pronunciato la seguente omelia:

Eccoci al nostro annuale appuntamento del 2 novembre, giorno che ci da l’occasione di ricordare i nostri fratelli defunti, ma anche di stare davanti al mistero della morte: ci fa sentire tutti più piccoli, ci ridimensiona dandoci la possibilità di scoprirci anche più fratelli.

Se da una parte, infatti, il senso della morte lascia sgomenti, e per certi aspetti anche angosciati, il mistero grande della nostra fede riempie il nostro cuore di una speranza che da pace e gioia interiore: “annunciamo la tua morte Signore, proclamiamo la tua risurrezione nell’attesa della tua venuta”. Ecco, noi celebriamo il mistero pasquale della morte e risurrezione del Signore Gesù fino al suo ritorno. In questo tempo intermedio tra la sua risurrezione e ascensione al Cielo ed il suo ritorno, noi celebriamo il memoriale della Pasqua, che ci rende presente il mistero e ci rende presente il Signore della Vita, Colui che è entrato nella morte prendendo contatto con tutti quelli che vivono questo destino dell’uomo. Per cui chi muore passa in quella via per la quale già Cristo Signore è passato, in attesa di quel destino di gloria che Cristo Signore ha inaugurato.

Questo mistero di morte e vita è intrecciato nella nostra esistenza: il limite, la sofferenza, la malattia, il distacco, le lacrime … tutto questo è un mistero di morte che Gesù ha assunto e che ora s’intreccia con la speranza della gloria di cui abbiamo già degli anticipi: nell’Eucaristia, quando facciamo la comunione con Cristo risorto accogliendolo in noi, nel nostro cuore, nella nostra esistenza … quando riceviamo il suo Perdono … ma anche quando viviamo esperienze di perdono, di comunione e di carità.

La carità, lo abbiamo sentito nel Vangelo, è ciò che ci mette in contatto con l’Eterno. La carità di Cristo verso di noi, che è l’Eucaristia, la Sua misericordia, ma anche la nostra carità tra di noi è il punto di congiunzione con l’Eterno. Oggi il Signore ci ha donato questa Parola: “avevo fame e mi hai dato da mangiare, avevo sete e mi hai dato da bere, ero nudo e mi hai vestito, …”. San Pietro nella sua prima lettera dice “voi lo amate senza averlo visto”: lo amate nel povero, nel fratello bisognoso … ed ora con l’annuncio del Vangelo, secondo cui in quei poveri è Cristo che si nasconde, voi continuate ad amarlo sapendo che quello che fate lo fate per Lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa!

Per cui in questo giorno confluiscono sentimenti diversi: il senso del distacco, la sofferenza e l’angustia per il pensiero della morte … ma allo stesso tempo anche questa grande speranza che viene dalla certezza che il Signore è entrato nella morte per redimere l’uomo aprendo un varco per la vita eterna: noi non siamo destinati al nulla, ma siamo destinati all’abbraccio di Dio che è l’Amore Eterno! Essere in Lui ed Essere con Lui: Lui asciugherà ogni lacrima per cui non ci sarà più lamento o affanno o turbamento.

Così, mentre ricordiamo i nostri cari defunti, quest’anno in modo particolare p. Sebastiano e p. Giovanni Boccali – i nostri fratelli che di recente il Signore ha chiamato a sé – ma anche tutti i defunti di questo Cimitero, che come dice la parola è un dormitorio in attesa del risveglio che è la risurrezione, sappiamo che Cristo ovunque esercita la Sua signoria perché “sia che viviamo sia che moriamo siamo del Signore”. Per loro, per i nostri defunti, offriamo il sacrificio eucaristico affinché possano entrare nell’abbraccio misericordioso del Padre.

Allo stesso tempo custodiamo la nostra vita, preparandoci a quel momento. Nel Messale c’è un formulario per chiedere la buona morte. Santa Gianna Beretta Molla quando andava a lavoro si fermava a Mesero, in una cappella dedicata alla Madonna del buon consiglio, per fare alcune preghiere tra cui sempre un’Ave Maria per chiedere al Signore la grazia di una buona morte: l’ottenne, non perché mancò di sofferenza quanto per essere rimasta in grazia di Dio. Dobbiamo augurarci che la morte non ci trovi impreparati e che tutti possiamo avere una morte santa, momento culminante e decisivo della nostra esistenza. Raccomandiamoci e convertiamoci alla carità che in Dio per noi si fa misericordia, che non avrà mai fine, che è l’essenza stessa di Dio Amore.



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