MERCOLEDÌ della XX sett. del T.O. S. PIO X, papa – Memoria (bianco)
mercoledì, 21 agosto 2019
Sant’Agostino e la misericordia 4/4 27 Feb 2017

L’ammalata e il medico

Siamo così giunti al termine di questo itinerario che ci ha fatto ripercorrere, con sant’Agostino, l’allontanamento dalla Verità e il ritorno a casa grazie anche alla figura mediatrice di sant’Ambrogio.

Una “particella”, dunque, animata dallo Spirito Santo che lo solleva quando rischia di precipitare verso le bassezze del peccato, operando il prodigio della “nuova creazione” in cui cielo e terra rappresentano rispettivamente secondo un’interpretazione allegorica “gli esseri spirituali e carnali”. Ogni uomo è terra, “carnale” fino a quando brancola nel buio della confusione e dell’ignoranza; ma «poiché il tuo Spirito è portato sull’acqua, la tua misericordia non abbandona la nostra miseria» e questo incontro continua a trasformare i cuori, li rinnova col perdono e li rende fari di luce.

Proprio come avviene nell’episodio tra Gesù e l’adultera (Gv 8,1-11) che, sottratta alla lapidazione di scribi e farisei, si ritrova davanti al Signore e Agostino mirabilmente commenta: «Partiti costoro rimase la peccatrice con il Salvatore. Rimase l’ammalata con il medico. Rimase la misera con la misericordia. E fissando la donna le disse…: Nessuno ti ha condannata? E lei: Nessuno, Signore: se neanche tu mi condanni, sono salva. A questa silenziosa angoscia il Signore rispose forte: Neanche io ti condanno. Neanche io, benché sia senza peccato, neanche io ti condanno. La coscienza ha trattenuto quelli dalla vendetta, la misericordia spinge me a venirti in aiuto». Un siffatto sguardo di tenerezza (aspiciens mulierem) riconcilia con Dio e con i fratelli, immettendo in un “riposo” che, tra l’altro, fa da inclusione all’intera opera delle Confessioni. Esse, infatti, si aprono con il celebre passo: «ci hai fatti per te, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te» e alla fine si trasfondono in una preghiera: «Signore Dio, poiché tutto ci hai fornito, donaci la pace, la pace del riposo, la pace del sabato, la pace senza tramonto». Quella pace ardentemente desiderata da Agostino («mi toccasti, e arsi di desiderio della tua pace»: e da lui trovata nella «bellezza così antica e così nuova» che è Gesù Cristo, «il mediatore fra Dio e gli uomini» (1 Tm 2,5), rivelatosi, senza ombra di dubbio, al “dottore della grazia” e, per lui, a noi, come misercordiae vultus Patris!.

In MISERICORDIA IO VOGLIO, di Graziano Maria Malgeri
dal n. 2/2016 della Rivista Porziuncola



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