VI DOMENICA DI PASQUA (bianco)
domenica, 26 maggio 2019
Dono per la guarigione dell’anima 01 Ago 2017

L’Indulgenza: una festa della Misericordia

Chissà che gioia avvolse Francesco d’Assisi quando gli venne offerta, da Gesù e Maria, la meravigliosa possibilità di offrire un balsamo di misericordia all’uomo ferito dal peccato! Un dono enorme che rialza e rimette in cammino verso la santità, pienezza di vita.

La stessa gioia che si rinnova in ogni pellegrino che da allora, da 800 anni, varca la soglia della Porziuncola per chiedere l’Indulgenza in aggiunta al perdono sacramentale.

In questo primo giorno di agosto, con la solenne celebrazione eucaristica delle ore 11.00 presieduta dal Ministro generale dei Frati Minori, p. Michael A. Perry, si è aperta la solennità del Perdono di Assisi che si protrarrà per tutto il due di agosto, estendendo – nello stesso periodo – a tutte le chiese parrocchiali e francescane sparse per il mondo la facoltà dell’indulgenza plenaria concessa quotidianamente alla Porziuncola: vera espressione del desiderio di Francesco di portare tutti in paradiso.

Introducendo l’omelia con una commovente storia di violenza subita da una famiglia in Chiapas, il Ministro ha condiviso il suo stupore di fronte ai famigliari che chiedevano preghiere non per avere giustizia/vendetta, bensì per ricevere da Dio occhi in grado di perdonare i propri carnefici. È seguito un invito accorato ai pellegrini ad accogliere certamente il perdono di Dio sul proprio peccato, che ferisce se stessi e il prossimo, ma anche a chiedere al Padre la grazia di diventare, ricolmi del Suo perdono, ambasciatori di perdono, strumenti benedetti per diffondere la misericordia che salva.

La celebrazione si è conclusa con la processione alla Porziuncola per l’Apertura, in tutto il mondo, di questa festa della Misericordia di Dio.

Nel pomeriggio si è svolto il pellegrinaggio della Diocesi alla Porziuncola. Mons. Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi, ha poi presieduto i Primi Vespri del Perdono ricordando ai fedeli la preziosità della Porziuncola e del tesoro da essa custodito da 800 anni. In questo luogo, che ha visto slanci mistici e la fraternità plasmarsi attorno al Santo di Assisi, Francesco ha chiesto per noi l’Indulgenza. Da grande conoscitore del cuore umano sapeva il grande bisogno di perdono che abbiamo. Un perdono totale, capace di sanare anche le conseguenze più profonde del peccato, malattia dell’anima. E così ci sentiamo invitati dal Santo a chiedere una piena guarigione, ovvero la Santità, perché il tesoro che da 8 secoli ci attende alla Porziuncola è veramente a portata di mano.

Durante il Vespro il comune di Assisi, nella persona del primo cittadino Stefania Proietti, ha donato incenso alla Comunità dei frati della Porziuncola in segno di gratitudine e devozione al Santo che ha reso così nota la cittadina serafica.

In serata si è svolta la veglia, presieduta da Mons. José Rodríguez Carballo , Segretario della Congregazione degli Istituti di Vita Consacrata, durante la quale si è pregato l’Ufficio delle Letture. La preghiera è iniziata sulla piazza, per poi proseguire – dopo una processione aux flambeaux – in Basilica. Mons. Carballo ha sottolineato la bellezza dell’intuizione di Francesco di chiedere un indulgenza per i poveri, per coloro che non potevano permettersi un viaggio in Terra Santa o non potevano pagare per quel perdono così essenziale alla vita.

E così noi, dopo aver fatto il viaggio verso Assisi per lucrare l’Indulgenza, siamo chiamati a compiere un altro viaggio, più impegnativo ma anche più ricco di gloria, ovvero quello della nostra conversione. Perché il perdono di Assisi ci porta a contemplare l’amore sovrabbondante di Dio e ad uscire dalla mediocrità: come fece Francesco, che ci ricorda che solo sentendoci perdonati possiamo perdonare.

La giornata è ormai conclusa, ed è bello immaginare San Francesco per tutto il giorno sulla soglia della sua amata Porziuncola, ricolmo di giubilo, ad accogliere ogni pellegrino che ha risposto al desiderio di perdono e di pace seminato nel suo cuore da Dio. Fino all’ultimo – alle ore 23 circa – quando le porte del Santuario si sono chiuse, custodendo le tante intenzioni di preghiera lasciate con fede in questa giornata di Grazia.



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