MERCOLEDI della XXIV sett. del T.O S. GIUSEPPE DA COPERTINO, sacerdote I O. – MEMORIA (bianco)
mercoledì, 18 settembre 2019
Rendimento di grazie e festa del vicinato 21 Set 2015

La celebrazione eucaristica nella Festa del Cantico

La 51° edizione della Festa del Cantico volge ormai al termine. La settimana di celebrazioni, voluta in occasione della promulgazione dell’enciclcia Laudato si’, culmina nella celebrazione eucaristica domenicale, presieduta dal M.R.P. p. Claudio Durighetto. Proprio qui, a San Damiano, nei primi mesi del 1225, frate Francesco, già gravemente malato, e segnato nel 1224 dalle stigmate della passione del Signore, compose il celeberrimo Cantico delle creature.

La celebrazione inizia nel Giardino del Cantico, memoria del luogo in cui, accanto al monastero, le Povere dame approntarono una capanna per Francesco e i suoi compagni, che vi trascorsero 50 giorni. Un sole ancora estivo, una brezza leggera, la splendida vista della valle spoletana, l’allegro affollarsi del giardino, il risuonare di antiche melodie: tutto invita alla lode; ma la lettura delle fonti francescane ci ricorda come questa lode sbocciò dal cuore e dalle labbra di un uomo che aveva trovato le sorgenti della gioia nella sequela fedele e nella totale conformazione a Cristo povero e crocifisso.

Le sofferenze fisiche ed il grave fastidio dei topi che infestano la cella inducono Francesco a pregare: “Signore, vieni in soccorso delle mie infermità, perché io abbia la forza di sopportarle con pazienza!”; e una voce interiore lo rassicura: “Fratello, rallegrati e sii pieno di giubilo nelle tue infermità e tribolazioni. Perché da questo momento puoi ritenerti così sicuro come su tu fossi già nel mio regno”. Il mattino seguente, Francesco racconta festante ai suoi compagni il dialogo notturno, e conclude: “Voglio, a lode di Lui e a nostra consolazione e a edificazione del prossimo, comporre una nuova Lauda del Signore da parte delle sue creature “ (Cfr. Compilatio assisiensis 83 – FF 1615).

Dopo breve processione, la celebrazione continua nella cappella Santa Maria. Il Vangelo di questa XXV domenica del tempo ordinario presenta il secondo annuncio della passione riportato dal Vangelo del Matteo. Nell’omelia, p. Claudio ha evidenziato come alla logica del dono di sé, annunciata e vissuta da Gesù fino alla croce, corrisponde la sapienza che viene dall’alto, di cui parla la lettera di Giacomo (II lettura); a questa logica si contrappone quella della supremazia e del dominio, esemplificata dai discorsi che gli apostoli facevano lungo la via per Gerusalemme.

Papa Francesco analizza nell’Enciclica le conseguenze ecologiche, cioè ambientali e sociali, di queste due logiche contrapposte. E al cuore dell’ispirazione dell’Enciclica (e del Pontificato), sta Francesco d’Assisi: discepolo fedele, e quindi apostolo instancabile del Cristo povero e crocifisso, il Poverello è portavoce profetico di quella logica e di quella sapienza del dono di sé.

Questa logica e questa sapienza animano questa Festa del Cantico. Essa è anzi tutto rendimento di grazie. I prodotti della terra, che vengono portati all’altare nel’offertorio, “frutto della terra e del lavoro dell’uomo”, sono un segno dell’alleanza tra Dio e l’uomo. Il Papa si sofferma su questa armonia tra l’uomo e la terra, ed invita a riprendere l’uso della preghiera prima e dopo i pasti.

La Festa del Cantico è poi festa del vicinato, occasione di incontro per i frati e la piccola comunità che frequenta regolarmente il convento.: è celebrazione delle relazioni. L’Enciclica sottolinea la solidarietà tra tutti gli uomini, e tra le diverse generazioni.

La Festa del Cantico è anche festa dell’arte: perché il Cantico è arte, e ha ispirato arte: poesia, musica, scultura, pittura...L’arte è espressione di uno sguardo contemplativo, che il Papa ci invita a recuperare.

Infine, la Festa del Cantico è sempre celebrata di domenica, giorno del Signore, giorno in cui si rinnova l’alleanza con Dio, nella celebrazione eucaristica e nella fraternità, nelle opere di misericordia e nella preghiera. Dall’Eucaristia Francesco e Chiara hanno imparato l’amore, la gratuità, la gratitudine, la speranza; è alla scuola dell’Eucaristia anche noi possiamo imparare gli atteggiamenti di rispetto, cura, attenzione, riconciliazione coi fratelli e coll’ambiente, che il Papa sottolinea nell’Enciclica.

L’intera celebrazione è stata magistralmente animata dalla Corale Porziuncola insieme ai Laudesi Umbri, diretti da p. Maurizio Verde e accompagnati all’organo dal M° Biagio Quaglino; tra i numerosi brani, spiccavano Madonna de claritate, in onore di S. Chiara, e la versione del Cantico delle creature di D. Stella.

Per approfondire:

  • C. Paolazzi, Lettura degli “Scritti” di Francesco d’Assisi, Edizioni Biblioteca Francescana 2002.
  • Compilazione di Assisi, 83: in Fonti Francescane, Editrici Francescane 2004 (n° 1613-5).

 

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