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Venerdì Santo in Porziuncola 11 Apr 2020

La Croce vissuta nell’obbedienza della fede

Per noi Cristo si è fatto obbediente
fino alla morte e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome. (Cfr. Fil 2,8-9)

Il Venerdì Santo 2020 alla Porziuncola, celebrato senza la presenza fisica del popolo di Dio in Basilica, ma con una grande partecipazione di persone unite in preghiera tramite i mezzi di comunicazione (Webtv su porziuncola.orgPagina FacebookCanale YouTube e App Frati Assisi), ha vissuto il suo primo appuntamento pomeridiano alle 17 con il pio esercizio della Via Crucis, che ci ha fatto ripercorrere il cammino doloroso di Gesù lungo le strade di Gerusalemme fin sulla Croce. Subito dopo, p. Giuseppe Renda ha presieduto l’azione liturgica della Passione del Signore e ha messo in risalto la concretezza dell’amore di Dio, che si manifesta sulla Croce, in tutta la sua potente bellezza, comprensibile però solo alla luce della Risurrezione.

L’uomo, infatti, ha bisogno di essere liberato dalla cecità interiore per poter cogliere la profondità dell’amore di Dio. Se non rifiuta il compromesso e la familiarità con il peccato non potrà accorgersi che Gesù sta passando oggi ancora una volta, facendo anch’egli l’esperienza della nostra sofferenza, delle nostre tentazioni, della paura, come anche della fame e della sete. Egli ci ha mostrato che è possibile anche per noi, affidandoci alla forza del suo Spirito, affrontare e sconfiggere Satana, crocifiggendo il nostro orgoglio, vero cancro che distrugge la vita sociale a partire dalla famiglia.  

Guardando al servo reietto, umiliato, calunniato della lettura di Isaia, possiamo vedere il datore della vita che viene per dire ancora una volta: “Non mollare! Non chiuderti in te stesso ma crocifiggi tutte le tue paure e anche il tuo non capire!” Solo nella comunione profonda con lui, noi possiamo recuperare il senso genuino della vita; attraverso la croce, Gesù ci insegna a ritornare all’obbedienza della fede. Essa non è qualcosa che obbliga perché dovuta ma perché voluta, infatti l’amore quando è profondo ci lega, ci impegna liberamente.

Il Custode della Porziuncola ha concluso ricordando come Francesco d’Assisi proprio in questi luoghi abbia pianto la passione di Cristo, lasciandosi cambiare totalmente il cuore. La grazia che ciascuno di noi oggi può chiedere è allora quella di  ricordare sempre le parole di Gesù: “chi vuol venire dietro a me, prenda la sua croce e rinneghi se stesso”.

La giornata del Venerdì Santo si era aperta la mattina con la preghiera dell’ufficio delle Letture e le Lodi in cui p. Rafael Tayyem ha proposto la sua riflessione riguardo le 5 effusioni di sangue di Gesù nell’orto degli ulivi, durante la flagellazione, l’incoronazione di spine, la crocifissione e infine con il colpo di lancia che gli squarcia il costato. Proprio quest’ultima effusione ci schiude le porte del cielo e ogni giorno noi comunichiamo a questo medesimo sangue, di prezzo infinito ed offerto con infinito amore dal Cuore di Gesù, che si offre in olocausto per noi.



Croce Giuseppe Renda Omelia Porziuncola Riflessione Triduo pasquale Venerdì Santo

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