MERCOLEDÌ della XXXII sett. del T.O. Ss. NICOLA TAVELIC’ e COMPAGNI, martiri I O. – MEMORIA (rosso)
mercoledì, 14 novembre 2018
Memoria della composizione del Cantico delle creature 29 Set 2014

La Festa del Cantico a San Damiano in Assisi

Un dolce sole d’autunno e un cielo tersissimo sui variegati colori pastello della valle spoletana hanno reso particolarmente suggestiva la celebrazione della “Festa del Cantico”, annuale appuntamento che vede  la comunità dei frati di San Damiano e gli amici del vicinato ritrovarsi per celebrare la memoria della composizione del Cantico delle creature. Proprio qui, a San Damiano, nei primi mesi del 1225, frate Francesco, già gravemente malato, e segnato nel 1224 dalle stigmate della passione del Signore, compose il celeberrimo Cantico, che illumina di profondissima e gioiosa fede cristiana gli albori di quella nostra letteratura che in meno di un secolo avrebbe raggiunto le vertiginose vette della Divina Commedia.

Il Cantico è una preghiera di lode che fiorisce nel terreno arato e fecondato da “infirmitate e tribulazione”: nasce dalla certezza che il dolore è per la fede il momento supremo della sequela, la possibilità di lasciarsi conformare a Gesù povero e crocifisso, e dunque pegno di risurrezione e di vita eterna. In una celletta di stuoie costruita per lui presso San Damiano, durante una notte insonne, le sofferenze fisiche ed il grave fastidio dei topi che infestano la cella inducono Francesco a pregare: “Signore, vieni in soccorso delle mie infermità, perché io abbia la forza di sopportarle con pazienza!”; e una voce interiore lo rassicura: “Fratello, rallegrati e sii pieno di giubilo nelle tue infermità e tribolazioni. Perché da questo momento puoi ritenerti così sicuro come su tu fossi già nel mio regno”. Il mattino seguente, Francesco racconta festante ai suoi compagni il dialogo notturno, e conclude: “Voglio, a lode di Lui e a nostra consolazione e a edificazione del prossimo, comporre una nuova  Lauda del Signore da parte delle sue creature “ (Cfr. Compilatio assisiensis 83 – FF 1615).

E questi medesimi tre  scopi presiedono all’annuale Festa del Cantico, che nel 2014 ha compiuto 50 anni: a raccontarne la storia è stato ieri il M.R.P. Giulio Mancini, che nel 1964 concepì questa celebrazione. Strettamente unita allo spirito e alla storia della Festa del Cantico  è poi l’omonima Galleria, spazio espositivo aperto ad artisti che nel Poverello hanno trovato ispirazione per la propria arte e per la propria vita; spazio concepito nella convinzione, ribadita dal Guardiano p. Rosario Gugliotta, che l’arte vera è sempre via pulchritudinis che conduce a Dio.

La festa è iniziata ieri alle 9:30 nel Giardino del Cantico colla lettura delle fonti biografiche francescane che raccontano della composizione di questa preghiera; quindi ci siamo processionalmente portati nella Cappella di Santa Maria, dove il M.R.P. Claudio Durighetto, nostro Ministro Provinciale, ha presieduto la Celebrazione Eucaristica, fonte e culmine della lode della Chiesa. Nel corso della processione offertoriale gli amici del vicinato hanno recato all’altare doni in natura: primizie di quelle creature che Francesco invita a lodare il Creatore, e insieme segno di un’umanità riconciliata col Creato, accolto come dono dell’ “altissimu, onnipotente, bon Signore”, che attraverso di esse ci “allumina… dai sustentamento… sustenta e governa”. L’intera celebrazione è stata magistralmente animata dalla Corale Porziuncola insieme ai Laudesi Umbri, diretti da p. Maurizio Verde e accompagnati all’organo dal M° Biagio Quaglino; tra i numerosi brani, spiccavano Madonna de claritate, in onore di S. Chiara, e la versione del Cantico delle creature di D. Stella. Dopo la Celebrazione Eucaristica è stata riaperta la Galleria del Cantico, ed i partecipanti sono stati invitati ad un piccolo rinfresco nel refettorio dei frati.

Ogni giorno centinaia di pellegrini, da ogni parte del mondo, raggiungono San Damiano, forse per attingere alla sapienza di Francesco e di Chiara, forse per scoprire il segreto di una vita compiuta: il segreto di un uomo e di una donna che affrontano la morte cantando le lodi di Dio! Ogni giorno centinaia di pellegrini riascoltano l’invocazione Alto e glorioso Dio che qui il giovane Francesco rivolse al Crocifisso nel 1206, e il Cantico che qui Francesco stigmatizzato compose nel 1225… Il Signore continui a benedire questa nostra comunità, perchè nella custodia di questi luoghi, nella preghiera comunitaria e nel servizio di accoglienza possiamo aiutare ogni cercatore di Dio a incontrarLo.

 

Per approfondire:

C. Paolazzi, Lettura degli “Scritti” di Francesco d’Assisi, Edizioni Biblioteca Francescana 2002.

Compilazione di Assisi, 83: in Fonti Francescane, Editrici Francescane 2004 (n° 1613-5).



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